Pensieri InCrociati: La consacrazione di Capitan Lucarelli

E’ difficile provare a raccontare il momento che sta vivendo Alessandro Lucarelli senza ripetere frasi già dette o scritte. A 36 anni sta giocando quella che a detta di molti (e forse anche dell’interessato) è la miglior stagione della sua carriera, e non solo per i gol (4 finora, eguagliando il proprio record stagionale con 18 partite ancora da affrontare), ma anche e soprattutto per una condizione fisica straripante che gli ha permesso finora di giganteggiare in difesa, dimostrando di essere non solo il migliore nei palloni recuperati, ma forse il difensore con il più alto rendimento della Serie A.

lucarelli allQuando leggo, in alcuni articoli che lo riguardano, che la sua è stata una carriera all’ombra del fratello Cristiano, penso a quanto sia strano il calcio. Sulla pagina Wikipedia dedicata al Capitano crociato, la voce “Biografia” è composta da una povera e sintetica riga: “Fratello minore di Cristiano Lucarelli, dal 27 maggio 2007 è cittadino onorario della città di Reggio Calabria“. Proprio in questa scarna frase c’è, per chi conosce la sua carriera, l’essenza della storia calcistica di Alessandro. E’ innegabile, infatti, che il fratello abbia meritato la ribalta grazie ad una vagonata di reti, e magari anche a qualche gesto che facilmente si presta al sensazionalismo giornalistico (il famoso miliardo a cui ha rinunciato per tornare a Livorno, o la maglia con il simbolo dei tifosi del Livorno mostrata con orgoglio dopo una rete in Nazionale, tanto per citarne un paio), ma è altrettanto vero che Alessandro ha conquistato i tifosi di ogni squadra in cui ha giocato con la propria simpatia, che va a braccetto con un carattere e una grinta da vero e proprio lottatore. “E’ cittadino onorario della città di Reggio Calabria“, e forse in pochi lo ricordano. Le simboliche chiavi della città, a lui e ai suoi ex compagni, sono state consegnate dopo una stagione incredibile (2006/07) che ha permesso alla Reggina di Mazzarri di conquistare una salvezza incredibile, nonostante sulla squadra calabrese pendesse una zavorra pesantissima, ovvero ben 11 punti di penalizzazione. Di quella squadra, manco a dirlo, Alessandro era il capitano.

E poco importa se all’epoca, al sito ufficiale della Reggina, Lucarelli abbia affermato che gli sarebbe piaciuto “nel 2014, anno del centenario, chiudere la carriera in Calabria, con questa maglia che mi ha regalato soddisfazioni infinite”. Alessandro è così, vive in modo viscerale ogni stagione della sua carriera fin dal primo giorno del ritiro estivo. E’ il primo a scherzare e ridere con i propri compagni, il primo ad entrare nel campo d’allenamento, il primo ad arrabbiarsi quando si perde ed il primo ad esultare con i tifosi quando si vince. Alessandro, da parecchi anni, la fascia di capitano ce l’ha cucita addosso. I suoi comportamenti, il suo modo di vivere il gruppo giorno dopo giorno, la voglia di partecipare alle attività dei tifosi e della comunità, la responsabilità di essere sempre il primo a metterci la faccia, anche quando, e a volte capita, c’è da rimproverare qualcuno (per info chiedere a Belfodil…).

lucarelliesultaEd è particolarmente significativo che uno dei primi ad abbracciarlo, dopo il gol di ieri, sia stato proprio Antonio Cassano, probabilmente il giocatore più ingestibile con cui Alessandro abbia mai giocato in carriera. Il barese, che per il suo gol si era limitato ad una corsa al piccolo trotto verso il proprio preparatore, dopo la rete di Lucarelli è letteralmente impazzito, esultando come un matto e non solo per il gol allo scadere, ma proprio perchè la rete è stata segnata da un giocatore che è capace di farsi amare da ogni compagno per un particolare decisamente importante: ogni conquista, nella sua carriera, Alessandro se l’è guadagnata con il proprio sudore, goccia dopo goccia.

Il 2014 di Capitan Lucarelli è iniziato con un gol, ma soprattutto con l’ennesima dimostrazione che nel calcio il lavoro, la dedizione, ma soprattutto il carattere e la personalità continuano a pagare. Magari bisogna attendere anni, o forse che un fratello a volte “troppo ingombrante” (in senso buono, off course) appenda le scarpe al chiodo, prima di essere al centro dell’attenzione e vivere così la ribalta a livello mediatico. Ma ad Alessandro questo importa poco, perchè il suo exploit odierno è frutto proprio dell’impegno, giorno dopo giorno, e di quel suo carattere apprezzato da compagni, allenatori e tifosi di tutte le squadre in cui ha giocato.

Mi faccio paura da solo, ogni volta che entro in area segno!ha esclamato ieri dopo il gol vittoria al 92′. Proprio il gol nel calcio, forse ingiustamente, è un momento che punta tutti i riflettori su colui che scaraventa la palla in rete. Le attenzioni dei tifosi, però, sono rivolte a Lucarelli già da tempo, al di là delle reti, e questo è il giusto merito per l’uomo prima ancora che per il calciatore, perchè il “fratello di Cristiano” è entrato di diritto nella storia crociata, essendo il degno capitano di questo Parma del Centenario.

L’Editorialista