Pensieri InCrociati: Inizia un nuovo campionato?

Dopo un fine settimana passato a parlare di torte e ciliegine, tornando vittoriosi dalla patria della pizza, verrebbe fame a chiunque. I tifosi crociati, però, sono sazi almeno per qualche giorno: il Parma di Donadoni, infatti, non solo ha portato a casa tre punti da uno dei campi più ostici della Serie A, tolti con tutti i meriti ad una delle pretendenti per lo scudetto, ma ha soprattutto convinto. La prestazione di Cassano e soci è stata davvero confortante, a tutti i livelli. Una difesa attenta (tralasciando qualche svarione di Felipe, che in ogni caso nel computo dei 90′ ha meritato la sufficienza), un centrocampo solido, arcigno ma soprattutto intelligente e sbarazzino negli inserimenti, un attacco che ha in Cassano la sua stella indiscussa. Il cambio di modulo permette a Donadoni di avere un opzione in più, perchè il 4-3-3 (che in fase difensiva si trasformava costantemente in un 4-5-1) ha dimostrato di essere stato ben recepito dai giocatori in campo, e di poter garantire gli equilibri necessari nelle due fasi.

napoliparmaInizia un altro campionato?: Per molti, sottoscritto incluso, la vittoria di Napoli (che è coincisa con il primo successo esterno) ha significato quel passo in avanti che potrebbe portare il Parma ad iniziare finalmente un nuovo campionato, caratterizzato da meno sbalzi, da risultati migliori e soprattutto da maggiore convinzione nei propri mezzi. Nelle ore seguenti, però, mi sono reso conto di come in realtà non sia così: se il Parma ha ottenuto questa vittoria, infatti, è grazie al bagaglio di prestazioni, analisi, errori che è stato riempito nelle giornate precedenti. La costanza paga, e dove magari non è riuscita ad arrivare la capacità di Donadoni di saper motivare un gruppo che aveva bisogno di uno scossone (penso, ad esempio, a Udine, o Genova, o in casa contro la Lazio), è arrivata la coscienza dei propri mezzi accumulata anche grazie alle sconfitte, dalle quali il Parma si è sempre rialzato. Il 4-3-3 visto al San Paolo è senz’altro frutto di una serie di allenamenti che fino alla scorsa settimana non avevano restituito al tecnico le garanzie necessarie per poterlo utilizzare. Ora però il Parma sa di avere questa possibilità. Staremo a vedere cosa ci riserverà il futuro, con un modulo in più nel menù di Donadoni, senza contare il ritorno di Gabriel Paletta.

abbracciodonacassanoUn nuovo Cassano: Con un giocatore così si rischia davvero di ripetere, domenica dopo domenica, le stesse analisi e soprattutto di utilizzare parole già trite e ritrite. Dal punto di vista tecnico non ci sono più aggettivi: il gol è un vero gioiello, sia per il controllo di palla che per la freddezza nella finalizzazione. Dal punto di vista delle sue condizioni fisiche, il progresso è lampante: non solo i kg persi, ma anche tanta corsa, tanto fiato e di conseguenza molta voglia in più. Il Cassano delle prime giornate che faceva un accenno di pressing per poi sbuffare dopo aver capito che il suo stato di forma non glielo permetteva, inizia ad essere un lontano ricordo. Il fatto che il gol sia arrivato all’81’ è un altro esempio di come sia ormai in uno stato tale che gli permette di dare il massimo per tutta la partita. E poco importa se dopo la sgroppata magari non c’era il fiato per ballare la sua solita samba. In quel momento Cassano aveva in testa solo una cosa: segnare, ovvero fare la cosa giusta. E’ questo l’aspetto principale, secondo me, di un Antonio Cassano nuovo, forse mai visto. Non solo non ha mai un comportamento sopra le righe, ma soprattutto sembra aver raggiunto la maturità necessaria per sapere di dover fare la cosa giusta in ogni situazione. E’ un Cassano che parla poco, che lascia parlare i fatti: anche ai microfoni di Sky, nel dopo partita, ha lasciato intravedere che quell’intervista, dovuta al fatto che fosse stato premiato come Man Of The Match, era per lui quasi una scocciatura. Probabilmente qualche anno fa avrebbe risposto alle domande con qualche frase un po’ “istintiva”. Questo Cassano, invece, è maturo. “Io sono la ciliegina sulla torta, ma quando gioca così la torta è già perfetta”. Niente di più, niente di meno. E anche alle domande che ostinatamente gli vengono poste su una sua possibile convocazione in Nazionale, lui risponde sempre con estrema serenità, senza alzare il tono della voce e dei contenuti. Senza fornire, insomma, nessun titolo a giornali e testate che più che del Parma vorrebbero occuparsi di un’eventuale polemica, causata magari da una frase ad effetto del barese. “Voglio il Brasile“, ha titolato la Gazzetta dello Sport. Qualcuno mi dica quando e dove Cassano ha detto questa frase, perchè io non l’ho davvero sentita. Antonio Cassano, insomma, ha deciso di far parlare solo il campo. Per i tifosi del Parma questa è pura manna che cade dal cielo.

1451517_578996378840537_599720743_nIl ritorno di Sansone: Si è rivisto anche Sansone dal primo minuto. Il fatto che Nicola sia stato schierato dal Mister in una partita in cui i crociati si sono disposti in campo in maniera diversa da quella vista fino ad ora, per certi versi scaccia ogni dubbio sul fatto che il suo parziale accantonamento sia stato dovuto ad una questione tecnico-tattica, mettendo da parte in maniera definitiva le voci che lo volevano in rotta con il tecnico bergamasco. Certo, Sansone si può anche adattare a fare la seconda punta in quel 3-5-2 che ha monopolizzato lo schieramento tattico crociato nella prima parte della stagione, ma la partita di sabato ha dimostrato che le caratteristiche dell’ex-Bayern sono perfette in un attacco composto un falso nueve (Cassano) e due esterni agili e pronti anche a tornare in fase di non possesso. La partita di Sansone non è racchiusa nell’incredibile errore del primo tempo; prima e dopo quella “ciabattata” c’è stata tanta corsa e soprattutto tanta intelligenza tattica. Un campione ferito dopo tanta panchina avrebbe di certo finalizzato meglio quell’occasione da gol passata sui suoi piedi. Questo dimostra che Sansone non ha ancora il cinismo del grande giocatore, ma la certezza è che lo possa diventare. La voglia non gli manca, l’orgoglio nemmeno (do you remember Diamanti?), ora deve continuare a crescere. Così facendo metterà ancora più in difficoltà Donadoni, e si ritaglierà il suo spazio, come fece anche l’anno scorso.

Bentornato Gabriel: Infine lasciatemi spendere due parole sul ritorno di Paletta, inserito da Donadoni sul finale di partita. Quando ha effettuato il suo ingresso al posto di Biabiany, ho pensato che fosse una buona soluzione: Biabiany aveva chiesto il cambio, ed aggiungere un difensore in più avrebbe permesso di difendere il risultato dagli ultimi assalti del Napoli. L’argentino, però, non si è piazzato in mezzo alla difesa, rimanendo un po’ più avanzato. Ammetto di essere rimasto decisamente sorpreso, anche se in quel momento avevo anche trovato una spiegazione più o meno logica, pensando che Donadoni lo volesse a centrocampo per intercettare eventuali lanci lunghi e poco altro, preservando comunque il suo stato fisico essendo appena rientrato dopo l’infortunio. Gabriel, però, mi ha smentito all’istante, prodigandosi in pochi minuti di corsa, con contrasti a tutto campo e con quella tignosità che lo ha reso un idolo della tifoseria, senza paura e con molta sicurezza. Beh, bentornato Gabriel, ti stavamo giusto aspettando per iniziare a divertirci…

L’Editorialista