Pensieri InCrociati: E Se Un Gennaio Così Non Finisse Mai Più…

Per cercare di comprendere fino in fondo il momento di forma della squadra di Donadoni non esiste metodo migliore che guardare la classifica del 2014: Parma 12; Juventus 10; Roma, Milan 9; Napoli, Fiorentina, Lazio 8; Genoa, Torino 7; Atalanta 6; Sampdoria 4; Verona, Chievo, Bologna, Sassuolo, Livorno, Catania 3; Inter 2; Cagliari 1; Udinese 0.

Dall’inizio del nuovo anno il Parma è l’unica squadra di Serie A ad aver vinto quattro partite su quattro. E’ proprio questa particolare classifica che vorrei analizzare nell’editoriale di questa settimana, perchè gli spunti di riflessione sono davvero molti.

FORMA, FORTUNA O CRESCITA?: L’espressione utilizzata dal sottoscritto in precedenza (“lo stato di forma della squadra di Donadoni“) forse non è la più corretta, volendo proprio essere pignoli. La partita contro il Chievo, ad esempio, ha fatto vedere un Parma che, a differenza di quanto sostenuto da molti colleghi, non avrebbe meritato la vittoria. O meglio: alzi la mano chi si sarebbe aspettato un gol proprio al 93′... La gara era ormai destinata a finire in pareggio, ma non si può negare che il Parma, quei 3 punti, se li sia andati a prendere con voglia e determinazione. Ha ragione, infatti, Leonardi quando, in collegamento telefonico con Calcio&Calcio ha detto che “…la forza di questa squadra non sono i numeri, è la voglia di sacrificarsi e di arrivare ad un obiettivo. Contro il Chievo abbiamo fatto gol con Lucarelli, e se Puggioni avesse ribattuto c’era Paletta pronto a ribadire in rete. I due difensori centrali, all’ultimo secondo, erano in area per cercare la vittoria”. E’ proprio quello il punto: i risultati del Parma rappresentano non solo uno stato di forma, ma anche e soprattutto una crescita dal punto di vista della mentalità, del sacrificio, della voglia e della personalità. Contro il Torino con carattere e personalità i crociati sono riusciti a ribaltare il risultato; contro il Livorno i crociati hanno dimostrato di avere l’intelligenza di una grande squadra, cinica, attenta e senza la fretta e l’incoscienza che avrebbero forse aperto degli spazi agli avversari; contro il Chievo si è vinto un tipo di partita che, per come si era messa, il Parma storicamente non avrebbe mai vinto, e contro l’Udinese è stato messo in mostra un predominio assoluto, con una sola parata da parte di Mirante nel secondo tempo. Quello visto a gennaio è quindi un Parma in forma, in costante crescita, e soprattutto con un carattere e una personalità che gli permettono di superare determinati scogli, compreso il disturbo provocato dalle voci di mercato.

parmaudineseevidenza

LA PRIMA CONTRO L’ULTIMA: Osservando sempre questa classifica (e lo ammetto, vedere il Parma al primo posto fa un certo effetto… peccato sia solo una classifica fine a sè stessa…) possiamo notare che ieri si sono affrontate la miglior squadra, il Parma, contro la peggiore, l’Udinese. Al fischio finale del match non riuscivo ancora a capire se fossero stati i crociati ad essere stati “troppo belli“, o l’Udinese a essere stata “troppo brutta“. La verità, molto probabilmente, sta nel mezzo: la squadra di Guidolin, ieri, ha dimostrato di vivere un momento davvero negativo, dovuto forse anche ai molti infortuni; il Parma, però, ha dimostrato una solidità in difesa davvero notevole, grazie anche ad un Paletta ormai recuperato dopo la lunga assenza. L’argentino con alcuni recuperi è riuscito a strappare gli applausi di tutto il Tardini, e con Lucarelli che tornerà dopo la squalifica formerà una coppia molto difficile da superare. Tornando alla partita di ieri, era davvero strano vedere come ai crociati riuscisse tutto con estrema facilità, sia in fase di recupero che di manovra. Quello che è mancato, forse, è il cinismo necessario per chiudere il match, ma con un Mirante quasi inoperoso e un’Udinese così sterile i tifosi sugli spalti non hanno praticamente mai sofferto. I complimenti per questo risultato vanno fatti anche a Donadoni, capace di estrarre dal cilindro una soluzione tattica che ha confuso non solo Guidolin, ma anche tifosi e addetti ai lavori. Basti pensare che ancora adesso si discute se quello visto in campo fosse un 3-5-2 (vero o presunto) o un 4-4-2… Al di là dei moduli, la sensazione è che il Parma abbia dominato in ogni reparto, e questo è sicuramente un ottimo segnale.

amauriAMAURI NON SI FERMA PIU’: Non che mi piaccia giocare a “io l’avevo detto“, ma come previsto Amauri, dopo essersi sbloccato, sembra non fermarsi più. A dire la verità nel secondo tempo il brasiliano si è boccato, si è toccato la coscia sinistra e ha chiesto la sostituzione: lui stesso però ha tranquillizzato tutti nel post-partita, raccontando di aver sofferto solo per un piccolo crampo, e di aver chiesto la sostituzione per semplice precauzione. Aspettando quello che dirà il mercato, la sua ennesima rinascita è un vero e proprio toccasana per un reparto che si sta riducendo all’osso. Proprio dopo la sua sostituzione si è notata una mancanza dal punto di vista fisico, con l’Udinese che da quel momento è riuscita ad alzare il baricentro proprio per la mancanza dei centimetri e dei kg del brasiliano, che come sempre fino a quel momento aveva fatto a sportellate con tutti, riuscendo a difendere il pallone e facendo così salire la squadra ad ogni occasione. Palladino, subentratogli, ha di certo caratteristiche diverse, ed infatti si è notato un approccio diverso da parte del Parma in fase offensiva.

cassaniLA ROMA PER CONTINUARE LA CORSA: Ripreso il Verona, accorciate le distanze dall’Inter e mantenute nei confronti del Milan, il Parma ora deve proseguire la corsa per provare a scrollarsi di dosso il Torino. La prossima gara, però, mette di fronte agli uomini di Donadoni una Roma che, Juventus a parte, è forse una spanna sopra a tutte le altre squadre. La solidità difensiva di Benatia, i muscoli e la tecnica in mezzo al campo di De Rossi, Pjanic e Strootman, la velocità e l’imprevedibilità di Gervinho e Ljaic, il tutto amalgamato dalla classe e la personalità di Totti… Parliamoci chiaro: domenica prossima, all’Olimpico, affronteremo un vero e proprio squadrone. Noi però vogliamo fidarci delle parole di Cassani, ascoltate con le nostre stesse orecchie ieri nella Mixed Zone del Tardini: “La prossima contro la Roma? Una sfida tosta, stimolanteGiocheremo a testa alta come abbiamo fatto al S. Paolo e a S.Siro, e vedremo cosa ne verrà fuori”. Oltre alle dichiarazioni, è importante sottolineare lo sguardo assolutamente tranquillo, consapevole e convinto con il quale il terzino crociato ha pronunciato queste parole. Il Parma, quindi, andrà a Roma a testa alta, perchè alla fine avere paura serve davvero a poco…

L’Editorialista