Pensieri InCrociati: Cinismo Cercasi…

E’ un po’ come una visita medica sportiva, in cui si analizza la resistenza cardiaca sotto sforzo. Si sale su uno scalino, e si scende dallo stesso. Su e giù. Un passo avanti e un passo indietro. Il Parma, analizzando i risultati delle ultime quattro gare, ha fatto esattamente questo. Dal punto di vista delle prestazioni si può discutere tranquillamente per ore e ore, ed è chiaro che non è tutto bianco o tutto nero ma ci sono diverse sfumature da tenere in considerazione; fatto sta, però, che la continuità non è proprio amica dei crociati, che continuano a dondolarsi in questa altalena di risultati.
Schermata 2013-10-31 alle 17.20.12Cinismo cercasi: Dovendo cercare un titolo adeguato per la cronaca del match di Marassi, ho optato per risaltare il cinismo del Genoa, specialmente da parte di quell’attaccante “violinista” che iniziò la sua carriera “musicale” proprio con la maglia del Parma. Ad onor del vero, considerando un rigore fallito e due contropiedi sventati da Mirante (anche grazie ad un controllo di palla precario in entrambe le occasioni), se Gilardino fosse stato davvero cinico probabilmente avremmo visto il Parma uscire a pezzi sommerso da 4 gol. Dall’altro lato, però, potremmo fare lo stesso discorso: i gol sbagliati da Palladino, Parolo e Mesbah in realtà gridano vendetta. Il Parma dimostra di fare fatica a finalizzare le occasioni che riesce a creare, non ha (o non sembra avere) nelle sue corde quella capacità di mettere il cosiddetto puntino sulla i. La difficoltà, insisto e continuerò a farlo fino allo sfinimento, è psicologica. Non è nemmeno un discorso di cattiveria (che comunque è sempre utile), perchè con maggiore rabbia agonistica il rischio è di spedire il pallone nello stesso punto, ovvero fuori, solo che con maggiore potenza. La questione è che bisogna avere la sicurezza necessaria nei propri mezzi per poter riuscire a portare a termine quei movimenti giusti, anche in una frazione di secondo, che portano la palla dove effettivamente il giocatore ha deciso di di metterla. Quella sicurezza, quella tranquillità che per intenderci ha Cassano quando lancia i compagni in profondità, o quella “tranquillità ignorante” che ha portato Mesbah a fare un gol strepitoso contro l’Atalanta, ben più difficile del gol fallito ieri davanti a Perin. La speranza è quella che si arrivi a vedere una squadra sufficientemente cinica il più presto possibile, perchè troppa altalena, alla fine, è dannosa per tutti.
Felipe nel pallone: Dopo diverse partite direi che si può già fare qualche bilancio anche sui singoli. Mi spiace per il difensore brasiliano, però credo che sia lampante la sua difficoltà nel mantenere alta la concentrazione per tutto l’arco dei 90′, e dopo diverse prove non all’altezza credo che sia giunta forse l’ora di provare altre soluzioni. Non voglio certo crocifiggere il buon Dal Bello, semplicemente credo che il Benalouane visto ieri, episodio del rigore (dubbio) a parte, sia decisamente superiore e credo che possa garantire una maggior sicurezza e prestanza fisica. Cassani fa quel che può, in un ruolo che non è il suo, e va sempre ricordato che manca Paletta. Ora come ora, nell’ipotetico caso in cui tutti i difensori fossero a disposizione di Donadoni, io credo che la difesa titolare dovrebbe essere formata, da sinistra verso destra, da A.Lucarelli, Paletta e Benalouane. Non sono invece d’accordo su chi ha visto un Valdes in difficoltà e autore di una prova insufficiente: il cileno secondo me ha fatto il suo e ha dimostrato di essere in crescita, palesando altresì una tranquillità maggiore quando gioca lontano dalle mura amiche, senza magari qualche fischio che possa turbare la sua tranquillità. Se da un lato Jaime è un professionista e dovrebbe cercare di non pensare ai fischi e giocare sempre al meglio, io credo che possa essere una buona scelta quando ci sarà la necessità di fare del turnover in trasferta, in attesa del suo totale recupero psicofisico.
secondotempiteLa “secondotempite” crociata: Premettendo che ieri è stata una partita decisamente diversa da quella di Verona, o di domenica scorsa contro il Milan, non si può però non osservare che il Parma, nei secondi tempi, fatica sempre moltissimo. A dire la verità questa difficoltà era abbastanza prevedibile, visti i km corsi dai centrali di centrocampo: Parolo e Gargano hanno pressato alto per tutti i 45′ minuti della prima frazione, mettendo in grossa difficoltà i padroni di casa; quelle energie spese, però, si sono un po’ fatte sentire nel secondo tempo, quando a centrocampo serviva quella freschezza necessaria per impostare delle azioni offensive con tutto il Genoa barricato dietro la linea del pallone, in difesa del vantaggio maturato. La “secondotempite“, quindi, inizia a diventare un problema serio, e bisogna cercare di invertire questa tendenza. Ora non voglio nemmeno dire che la soluzione sarebbe guarire da una malattia per poi ammalarsi di un’altra, come magari la “primotempite“, pensando che tanto poi c’è il secondo tempo per recuperare… Serve però distribuire meglio le forze nell’arco dei 90′, onde evitare quei blackout nelle seconde frazioni di gioco. Poi se si iniziasse a segnare 4 gol ad ogni avversario nei primi tempi ben venga il calo dopo il riposo, ma è palese che questo non sia il caso dei crociati…
Sabato c’è la Juve: Credo che oltre al titolo di questo paragrafo non serva davvero aggiungere altro.
L’Editorialista