Pensieri InCrociati: Catania-Parma 0-0, Mercoledì c’è gia una finale.

Le statistiche parlavano chiaro: a Catania il Parma non aveva, e con il senno di poi ha, mai vinto. Nella nostra storia, soprattutto recente, nella città siciliana abbiamo preso sempre delle sonore scoppole, senza mai mettere in discussione il risultato finale. Il verdetto del campo, ieri, è stato altrettanto palese: al Parma manca una fetta importante di quella voglia di vincere generata dalla sicurezza nei propri mezzi.
 
cataniaparmaweb-1Insicuri: Molti parlano di sterilità offensiva (io per primo nei miei articoli), di difficoltà a costruire, e di problemi nella concretizzazione dei palloni che i crociati riescono a mettere nell’area avversaria. Ieri, peró, fatto salvo per un paio di occasioni, il Parma non solo non ha mai sofferto ma ha anche mantenuto il possesso della palla molto piú del Catania (30 min.  per i crociati contro i 20 degli etnei), ed è stata per certi versi una novità per la squadra di Donadoni, almeno per quanto riguarda le partite in trasferta. Possibile che in 30 minuti il Parma sia riuscito a costruire solo una misera palla gol nitida? Il problema, secondo me, non é da riscontrare solo nelle difficoltà che Cassano e Amauri hanno nel loro processo di “conoscenza reciproca”, o nei pochi inserimenti dei centrocampisti. O meglio, esistono anche queste difficoltà, ma nascono tutte da un insicurezza che pesa come un macigno sulla fluidità del gioco crociato. Qualche esempio? Dov’é finito il Biabiany che salta sempre l’uomo sulla destra? L’Amauri che difende palla e scambia con i compagni? Gli inserimenti di Parolo? Sono tutte cose che rientrano nelle possibilità dei giocatori citati, che peró, come il resto della squadra, hanno un blocco mentale che rende molto piú complicata e macchinosa la realizzazione. Un altro esempio lampante: nel secondo tempo sono sicuro che Donadoni abbia chiesto ai centrocampisti di inserirsi in area, ed infatti Gobbi per qualche azione consecutiva si é appostato direttamente vicino alla porta. Questo movimento, peró, é apparso molto poco naturale, e quasi figlio di un ordine ricevuto. Gli inserimenti dei centrocampisti devono essere il pane quotidiano di questo Parma che insiste con il 3-5-2, e devono essere il frutto di un gioco fatto a memoria, figlio di una sicurezza nei propri mezzi che deve esserci, almeno minima, arrivati a questo punto. Un Parma piú sicuro sarà certamente piú sciolto, e sono convinto che la ricerca di una “attenta serenità” sia il modo migliore per uscire da questa crisi di risultati e di gol.
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classifica (1)Mercoledí la prima “finale”: se Donadoni, o Leonardi leggessero il titolo di questo paragrafo, sicuramente non sarebbero d’accordo. “Il campionato é ancora lungo”, ” I giudizi si danno alla fine“, ecc… sono frasi che mi trovano d’accordo, sulla carta. Del resto il Milan con 4 miseri punti cosa deve fare? Ed il Sassuolo (l’ Ajax della via Emilia, secondo alcuni…) che ha 0 punti e ha preso 7 gol dall’Inter? É ovvio che tutto puó ancora succedere. Detto questo, peró, c’é anche da considerare il campionato che tutti (squadra, dirigenza, tifosi) vorremmo fare, con la ricerca dei 40 punti per poi cercare di osare. Ecco, anche per quello c’é sempre tempo, ma secondo me quella di mercoledí é già la prima finale. Non posso credere che i giocatori e lo stesso Donadoni, anche se fosse solo per una questione di orgoglio personale, siano contenti, e non lo possono essere nemmeno della prestazione. Poche storie: tutti quanti vogliamo iniziare a fare dei punti, tutti vogliamo la prima vittoria ed il fatto che arrivi mercoledí diventa quasi “vitale”, considerando il fatto che poi si va a Firenze per poi ospitare in casa un Sassuolo con il coltello tra i denti. “Noi vogliamo questa vittoria“, canta la curva, e mi piacerebbe che prima dei match (é un esagerazione, lo so), gli stessi giocatori lo gridassero negli spogliatoi. Le capacità ci sono, i margini di crescita anche, ora serve voglia e soprattutto cuore, assieme ad una testa concentrata ma che deve essere anche sgombra da pensieri autolesionisti. Siamo il Parma, dimentichiamoci di essere una Onlus e da mercoledí iniziamo il nostro campionato, che ormai é ora.
L’Editorialista