PAVARINI SALUTA IL CALCIO GIOCATO, MA IL FUTURO SI CHIAMA ANCORA PARMA

Saluta a 40 anni il calcio giocato, Nicola Pavarini, ma non saluta di certo Parma. Arriva così, in un pomeriggio di maggio, l’annuncio che il portierone crociato ha deciso di appendere i guanti al chiodo. Lo ha comunicato alla società, e ora a tutti i tifosi. Il suo legame con Parma, però, non è finito qui: la prossima settimana ci sarà un incontro con la società e verrà stabilito il suo ruolo all’interno dell’organigramma crociato. Perchè la maglia crociata, Nicola Pavarini, ce l’ha cucita addosso.

pavaro2Ecco le sue parole, raccolte dai nostri microfoni:

“Innanzitutto ringrazio tutti per la presenza. Non è facile dire quello che sto per dire. Ho riflettuto molto, ma penso che sia arrivato il momento di dire basta con il calcio giocato. E’ una decisione che ho maturato in questo periodo, e mi sembrava giusto comunicarlo a tutti, come ho fatto con la società, che domenica sarà la mia ultima partita da giocatore. Speriamo di fare una festa tutti assieme, sarebbe la ciliegina sulla torta. Sono qui da 7 anni, sono stati 7 anni particolari, abbiamo vissuto momenti brutti, la retrocessione, poi momenti molto belli. Sono stati anni intensi, sono grato a Ghirardi, a Leonardi, a tutti per questi anni passati, compresi i giornalisti ed i tifosi. Ringrazio tutti nuovamente perchè mi avete dato tanto”.

Alla conferenza era presente anche il Direttore Pietro Leonardi, che ha voluto ringraziare il giocatore: “Mi fa piacere essere presente perchè ritengo che la figura di Nicola per il Parma è un qualcosa che va al di là di un calciatore. E’ un punto fermo di questa società ha detto Leonardi – lo è stato in questi miei 5 anni, è stato un punto di riferimento per me come Alessandro Lucarelli e Stefano Morrone, che sono stati gli artefici delle nostre fortune, e sono stati quelli che hanno fatto capire al gruppo cos’è una società come la nostra. Ringrazio il giocatore ma soprattutto l’uomo per l’impegno profuso con questa maglia. mi auguro che ci sia la giusta riconoscenza nei suoi confronti. I tifosi del Parma devono differenziare la differenza vera tra un giocatore e un altro, che non dipende da un gol o da una parata. E’ stato un gran bel portiere, ma soprattutto un uomo vero per questa società. Nicola finirà di giocare a calcio ma sarà un uomo sempre vicino a questa società. Non mi sembra corretto stabilire qualcosa, perchè è una sua scelta. Io gli ho detto che fino a quando avesse voglia noi non avevamo problemi. Non siamo andati alla ricerca di strategie solo dal punto di vista tecnico. Lui ha già maturato una scelta molto significativa, poi parlerà con noi, perchè è un uomo della nostra società”.

pavaro3Dopo l’intervento di Pietro Leonardi, il portierone crociato ha risposto alle domande dei giornalisti presenti in Sala Stampa:Cos’ho in mente adesso? Ci vedremo con calma la prossima settimana, ora c’è questa partita fondamentale. Assieme non ci sarà nessun tipo di problema, continueremo a lavorare assieme. La società mi dirà dove potrò essere indicato. La mia volontà è quella di rimanere nel mondo del calcio. I due momenti più belli? Uno senza ombra di dubbio è l’arrivo in Piazza Garibaldi dopo la promozione in A. Anche le sette vittorie consecutive sono state fondamentali, ma uno spero che sia quello di domenica. Ho avuto la fortuna di fare 24 anni di professionismo, e non sono pochi. E’ normale che arrivi ad una certa età ed il discorso fisico inizia ad avere la sua importanza. Tutte queste valutazioni mi hanno fatto prendere questa decisione serenamente. E’ arrivato il momento, ed in famiglia ho preso questa decisione. I momenti in cui mi sono sentito importante per la squadra anche quando non giocavo? Secondo me per arrivare a determinati traguardi c’è bisogno di una linea guida che è fondamentale. Anche per far sì che i ragazzi capiscano in che realtà sono arrivati. E’ un lavoro che si fa quotidianamente, va coltivato giorno per giorno”.

Spetterà al Mister decidere se domenica giocherò o meno, ma è un aspetto tecnico che competerà al Mister, e dipenderà dall’andamento della partita. Ho dato un apporto più basato sui consigli a qualche ragazzo giovane, e l’ho vissuto molto tranquillamente. L’esperienza va condivisa, ed è giusto farlo con alcuni ragazzi giovani. Credo che non c’è bisogno di esempi, a parte il comportamento che ogni giorno si ha sul campo. Ho cercato di farmi trovarte sempre pronto, non è facile, perchè passavano tre-quattro mesi tra una partita e l’altra, ma è stato importante l’approccio quotidiano, che mi ha permesso di farmi sempre trovare pronto“.

pavarini2Ho sempre avuto un rapporto particolare con la tifoseria e con la gente di Parma. Ho fatto una scelta ben precisa in questi anni. Avrei avuto la possibilità di andare in altre società, ma ho deciso di rimanere perchè ho un legame forte con questa società, e con i tifosi e la gente di Parma. E’ stata una scelta che è andata oltre. Ho sempre avvertito l’affetto della gente nei miei confronti, ho cercato di ricambiare ogni volta che sono stato chiamato in causa, o partecipando agli eventi organizzati dai tifosi. E’ fondamentale che in una realtà come la nostra tutti i componenti siano uniti“.