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PARMA, FULMINE A CIEL SERENO: STORIE E RETROSCENA DI UN RIBALTONE INASPETTATO

Esonero e dimissioni, quasi come un fulmine nel cielo grigio e piovoso di Parma. Eppure, al di là del risultato di sabato, sembrava una giornata come tutte le altre. Seduta mattutina, con Minotti e Galassi che hanno parlato in spogliatoio cercando di infondere sicurezza e tranquillità alla squadra. Una bottiglia gentilmente offerta da Scala per festeggiare il proprio compleanno (che si rivelerà amarissimo), e poi la seduta pomeridiana. Apolloni in campo a dirigere l’allenamento, Minotti e Galassi a sm-galassibordocampo a seguire con attenzione, interrotti solo dalle numerose telefonate ricevute come di consueto. Una di queste, forse, conteneva una convocazione, o forse, chissà, la riunione che si stava per svolgere era già prevista. Fatto sta che i due dirigenti al termine dell’allenamento si sono diretti verso il Tardini. In campo, nel frattempo, tutto va avanti come se nulla fosse, e nessuno nemmeno lontanamente immagina quello che sta per accadere. Nocciolini e Nunzella vengono fermati da alcuni tifosi, Lucarelli, Canini e Saporetti si affidano ai massaggi dei fisioterapisti, e piano piano tutti lasciano il Centro Sportivo come da routine. Nel frattempo, al Tardini, ad attendere i dirigenti c’è la proprietà.

Già, la proprietà. Perchè è ovviamente da loro che è nato il ribaltone. Un’idea maturata nel tempo, ovviamente, ma l’accelerata decisiva è arrivata dopo sabato sera. Sugli spalti del Tardini c’era tutti e sette i soci. da Barilla a Pizzarotti, da Ferrari a Malmesi. Tutti hanno assistito alla cocente sconfitta, alimentando la sensazione che forse fosse arrivato il momento di una scossa. Un ribaltone che, ovviamente, avrebbe dovuto includere tutti e quattro i lati del quadrato. Loro stessi, nell’ormai celebre conferenza stampa, avevano sottolineato come il loro fosse un vero e proprio gruppo di lavoro, indivisibile e dunque da accettare a scatola chiusa. Nessuna alternativa, nessun tipo di possibile scissione. Una decisione ribadita alla proprietà nell’altrettanto celebre incontro programmato con la proprietà dopo aver annunciato “We are Apolloni“. I sette soci hanno ascoltato attentamente, promettendo fiducia fino a fine stagione, ma c’è chi dice che qualche dubbio su una mancanza di autocritica palesata non solo all’esterno, ma anche “verso l’alto”, sia nato anche all’interno di Barilla e compagni. Nel frattempo i risultati sul campo erano altalenanti, al di là della classifica, l’identità di gioco diventava sempre di più una chimera, e i limiti di una squadra costruita male iniziavano ad affiorare sempre di più.

Minotti, Galassi, Scala ed Apolloni ricevono la notizia. Sicuramente c’era Ferrari, intravisto all’uscita dal Tardini ma che non ha rilasciato dichiarazioni, filando via dritto senza abbassare il finestrino: tra poche ore comunque parlerà in conferenza stampa. Probabilmente c’era anche qualche altro socio, ma non ne abbiamo la certezza. Ad pres-apolloni-minotti-galassi2essere esonerati Minotti, Galassi ed Apolloni. Una decisione spiegata ovviamente agli interessati, giudicati comunque responsabili di una situazione arrivata ad un punto di non ritorno, quando le speranze di risalita vengono superate a destra da limiti sempre più evidenti ed atteggiamenti giudicati inappropriati dai sette, che non hanno gradito alcune situazioni ed alcuni comportamenti. Finchè i risultati arrivano, ovviamente, difficile dare torto alla dirigenza. Alcuni limiti erano però diventati sempre più lampanti. In alcune situazioni, si inizia da un cambio di allenatore sperando di dare la scossa. Una scelta mai considerata da Scala, che non ha mai pensato ad alcun tipo di piano alternativo, ribandendo a ripetizione l’unione delle quattro componenti. Apolloni, pur con i propri limiti tattici, è stato forse giudicato anche meno colpevole della situazione, ed infatti il segnale chiaro dato dalla proprietà è riflesso nella decisione finale: esonerati anche Minotti e Galassi che comunque spesso hanno partecipato alle decisioni anche tecniche, domenica dopo domenica. Scala, a quel punto, si è visto costretto a dare le dimissioni dalla propria carica, fedele a quanto dichiarato in quella conferenza stampa. Dimissioni accettate da una proprietà che, a sensazione, nelle parole che arriveranno nei prossimi giorni esprimerà solo attestati di stima verso personaggi che hanno reso grande il Parma portandolo in A per la prima volta, senza la volontà di togliersi eventuali sassolini. Anche perchè, in ogni caso, la decisione è stata difficile ed è un duro colpo per tutti. A prevalere però all’interno dei sette è stato il gruppo degli scontenti guidato da Pizzarotti e Barilla, ma la decisione dopo sabato ed i giorni successivi è stata quasi unanime.

fumogeni-curva-tardiniUna prova di forza, questa, che però dà un segnale a tutti. Alla piazza, che sa che ha una proprietà che non accetta tutto passivamente, e di pur di provare a dare una sterzata preferisce trovarsi a fine novembre senza quattro cariche societarie importanti, sobbarcandosi comunque i costi di quattro partenze “onerose” (Minotti, Galassi ed Apolloni avevano sottoscritto un biennale, mentre a Scala è probabile che venga riconosciuta una sorta di buonuscita). Non solo: un segnale anche per i giocatori, che ora davvero non hanno più scuse.

Al Tardini c’era anche Stefano Morrone, che traghetterà la squadra fino alla nomina del nuovo allenatore. All’uscita nessuna dichiarazione, ma un “ci vediamo venerdì” che lascia capire quello che potrebbe accadere: venerdì è infatti il giorno della conferenza prepartita, ed è probabile che sia proprio l’attuale allenatore della Beretti a guidare il Parma ad Ancona. Rimarrà anche Ermes Fulgoni, mentre per quanto riguarda Nicola Campedelli, la decisione forse dipenderà dal nuovo tecnico che si siederà in panchina. Nel frattempo è evidente che i sette abbiano già in mano più di qualche idea per i sostituti. Come abbiamo scritto alle 19:30, il nome più probabile per il ruolo di Ds resta quello di Pierpaolo Marino, ma non è da trascurare nemmeno il nome di morroneFrancesco Palmieri. Per la panchina sembra essere in vantaggio Delio Rossi, mentre sembra difficile che possa entrare in corsa Hernan Crespo. La società ha la volontà di dare un cambio preciso, affidandosi a gente preparata, esperta e che il mondo del calcio lo conosce fino in fondo.

Anche i giocatori crociati, che hanno appreso dalla televisione e dal web la notizia, hanno ricevuto la lettera aperta scritta da Scala, Minotti, Galassi ed Apolloni. Alle 11, da Collecchio, parlerà invece Marco Ferrari, ed allora sapremo qualcosa di più rispetto a piani e programmi futuri. Intanto siamo certi che martedì 22 novembre 2016 verrà ricordato come il giorno del ribaltone. La proprietà ha deciso: ora il campo dirà se è stata la scelta giusta.