Al Parma non piace vincere facile: 4-3 all’Atalanta

Il Parma trova i primi tre punti in campionato: 4-3 contro l’Atalanta in una partita che possiamo definire folle. I crociati sono riusciti nell’impresa di segnare ben quattro gol nel primo tempo, mostrando anche giocate di ottima fattura e un Cassano finalmente in ottima forma. Questo, però, non è bastato alla squadra di Donadoni per non soffrire: tre indecisioni difensive hanno permesso all’Atalanta di segnare tre reti e far faticare gli uomini di Donadoni fino all’ultimo secondo, complice anche un arbitraggio non proprio casalingo…

parmaatalanta2Parma e Atalanta disputano un primo tempo ai limiti della follia calcistica. Sei reti segnate, quattro per i crociati e due per i bergamaschi. Roberto Donadoni schiera il solito 3-5-2, in barba alle martellanti critiche piovute a catinelle a causa della volontà di proseguire con lo stesso modulo che nelle prime giornate non ha permesso al Parma di andare oltre due pareggi e due sconfitte. Rispetto allo 0-0 di Catania massiccio turnover: fuori Gobbi, Biabiany, Cassani (per squalifica), Felipe e Acquah e dentro Mendes, Benalouane, Gargano, Rosi e Mesbah. I primi minuti sono di studio, anche se il Parma ha tenuto un po’ meglio il campo e si è dimostrato più dinamico, soprattutto grazie alla freschezza di Rosi e Mesbah, evidentemente vogliosi di mettersi in mostra e ripagare la fiducia di Donadoni. Anche Cassano è parso essere da subito in partita, un lontanissimo parente del fantasma sceso in campo al Massimino di Catania. I primi due gol dei crociati vengono da chi meno te lo aspetti, dai due esterni chiamati a far rifiatare i titolari Biabiany e Gobbi. Cosa ancora più incredibile, date le caratteristiche dei due terzini, è che i gol siano frutto di due bellissime iniziative personali: Mesbah con un bellissimo tiro a giro da fuori area (una realizzazione che giornalisticamente verrebbe definita alla Del Piero), mentre Rosi è arrivato a concludere, sempre da fuori area, dopo una serpentina personale condotta con caparbietà. Tra il primo e il secondo gol del Parma, la doccia fredda. Dopo il vantaggio siglato da Mesbah, l’Atalanta ha pareggiato dopo nemmeno due minuti con Bonaventura. Il contraccolpo psicologico, però, non c’è stato e il Parma ha avuto il merito di continuare a macinare gioco, complice anche un centrocampo che ha avuto in Gargano l’uomo giusto per dare grinta, continuità di corsa e la giusta cattiveria. La palla, nella mediana crociata, ha girato più velocemente rispetto alle ultime uscite e ciò ha permesso a Cassano di non dover scendere sulla linea dei centrocampisti per chiedere palla e cercare di inventare gioco; oggi ha Antonio ha rispettato quello che aveva dichiarato nella prima conferenza stampa da giocatore del Parma: “sono una seconda punta” disse con decisione e oggi ha giocato proprio da seconda punta. Ricevendo palla in una posizione più prossima all’area di rigore avversaria ha messo in allarme i difensori atalantini, portandosi via diversi uomini e permettendo a Parolo di fare quello che sa fare bene, ovvero l’incursore. Non a caso oggi il centrocampista ex Cesena ha messo a segno una doppietta e in entrambi i gol c’è lo zampino di Cassano: nel primo gol un assist al bacio, nel secondo il numero 16 ha ribattuto in gol, con una fucilata, una palla vagante dopo un clamoroso palo colpito dal talento di Bari vecchia. Sul 4-1 partita chiusa? Affatto, perché l’Atalanta, complice l’ennesima ingenuità della difesa ha realizzato il 4-2, con Denis, proprio sul finire del primo tempo.

IMG_2525 copiaIl secondo tempo è, ovviamente, segnato dall’espulsione di Amauri per proteste contro l’arbitro Gervasoni. Il Parma, giocoforza, si è dovuto schiacchiare in difesa cercando di ripartire quando possibile. Donadoni a questo punto ha deciso di puntare su Sansone al posto di Cassano, come unica punta, per cercare di sfruttare la velocità della brevilinea punta crociata. Sansone ha dato una certa frizzantezza alle (poche) sortite offensive del Parma, anche se ha sbagliato un gol solo davanti a Consigli per mettere in ghiaccio il risultato finale. Per non far perdere ai propri tifosi i classici minuti finali di tensione, il Parma si fa infilare per la terza volta, da Livaja. La partita a questo punto si incanala su binari piuttosto nervosi (espulso anche l’amministratore delegato Pietro Leonardi), soprattutto per una gestione arbitrale piuttosto discutibile.

Il Parma, alla fine, porta a casa la partita anche perché elementi di esperienza come Marchionni e Lucarelli hanno messo in campo quelle malizie che giocatori del loro calibro sanno tirare fuori quando le partite si giocano sul filo della tensione nervosa. Nonostante i tre gol subiti (aspetti che sicuramente devono far riflettere Roberto Donadoni, anche se l’assenza di un elemento come Paletta pesa sempre moltissimo), abbiamo visto un primo tempo ricco di calcio giocato con geometrie intelligenti, velocità e soprattutto qualità dei singoli protagonisti. Rimane la macchia del gesto di Amauri, perché se è pur vero che il fallo per cui ha protestato era sacrosanto, da un giocatore come lui ci si aspetta che sappia gestire la rabbia, per il bene del collettivo. Ora, non resta che aspettare il responso del giudice sportivo, nella speranza che non venga calcata la mano. In ogni caso, se l’italo-brasiliano dovrà saltare più di una gara, in panchina c’è un Sansone che scalpita, scalpita eccome…

Gabrielo