PARMA, DIFFICILE ESSERE OTTIMISTI: IL MIGLIORAMENTO C’E’ STATO, MA E’ ANCORA TROPPO POCO

palermo-evidenzaE’ mai possibile provare ad essere ottimisti dopo una buona prestazione, che però non ha evitato al Parma l’undicesima sconfitta in tredici partite? E’ difficile, forse impossibile. Se ai cinque punti che ora distanziano i crociati dalla quart’ultima posizione aggiungiamo anche gli inevitabili (almeno) tre punti di penalizzazione in arrivo a febbraio, sono addirittura otto le lunghezze che ci sono tra il Parma ed il “paradiso”. E’ questa distanza che mette una pietra pesantissima sull’ottimismo di una tifoseria che, di fronte alla pesante situazione finita sotto i riflettori da qualche settimana, non credono più a nulla. Le (ennesime) promesse, le spiegazioni, le dichiarazioni di intenti, le prestazioni convincenti: nulla, purtroppo, riesce più a fare breccia nella fitta nebbia generata dal pessimismo dei tifosi crociati.

Vittorie, punti e soldi. Questo è quello che servirebbe a regalare qualche spiraglio di luce. Il discorso legato ai soldi, agli stipendi, e alla situazione economica della società, almeno da quanto si è potuto capire, è posticipato a febbraio. Difficilmente si saprà qualcosa prima di quella seconda scadenza da rispettare. Mercato di gennaio (purtroppo) escluso, off course. Resta il campo, quel rettangolo verde che ha visto il Parma uscire sconfitto undici volte in tredici gare. Bisogna però ammettere che ieri, dopo alcune prestazioni deludenti, si è visto un Parma diverso, più positivo e propositivo, anche se resta una fragilità che, per assurdo, sembra davvero indistruttibile.

cassano-leonardiCassano ha “accecato” il pubblico del Barbera con una serie di assist purtroppo sprecati malamente dai compagni, ma non è stata l’unica nota positiva. Costa si conferma un difensore arcigno e meno perforabile rispetto ad altri suoi compagni di reparto, ma la vera nota positiva è quella di Galloppa, che nel primo tempo è stato autore di una grande partita, permettendo al Parma di sfruttare in campo quel ruolo che era mancato contro l’Empoli (partita in cui, in ogni caso, il centrocampista crociato era in campo dal 1′), ovvero l’anello di congiunzione tra Lodi e Cassano. Si è invece confermato l’ennesimo limite di questa squadra, legato in questo caso al suo allenatore.

Il Palermo, dopo aver faticato molto a tenere in mano il gioco, ha prima tamponato la propria fascia sinistra con Daprelà, e poi ha inserito Belotti, un attaccante, al posto di Maresca, un centrocampista difensivo. In questo modo Iachini è riuscito ad alzare il proprio baricentro, complice anche la stanchezza del centrocampo crociato. Donadoni ha atteso decisamente troppo prima di effettuare dei cambi, permettendo agli avversari di conquistare una porzione di campo sempre maggiore, e perdendo così il pallino del gioco che, per oltre 50 minuti, era stato completamente nelle mani dei crociati. Certo, il gol è arrivato su calcio piazzato grazie anche ad un “liscio” di Iacobucci, ma il Palermo aveva già preso in mano la gara da diversi minuti. Giusto anche sottolineare che la panchina del Parma, in questo momento, non offre grandi spunti (per usare un eufemismo), com’è corretto anche dire che Donadoni è probabilmente uno degli ultimi ad avere delle colpe per la situazione in cui il Parma si trova attualmente. Quello delle sostituzioni resta però un suo limite, e non da quest’anno.

donadoni-piccolaGiusto quindi salvare l’impegno ed il primo tempo dei crociati, ma è giusto anche pretendere di più. La speranza è quella che il Parma non getti al vento l’ennesimo punto di partenza da sfruttare, perchè qualcosa di positivo ieri si è visto, ma bisogna migliorare. Perchè alla fine, dall’interno di quell’alone disfattista per certi versi giustificato, i tifosi chiedono questo: un miglioramento continuo, la sensazione almeno di vedere una squadra che ci prova, fino all’ultimo. Con la speranza che i soldi, prima o poi, arrivino.

L’Editorialista