PARMA, UNA CRISI CHE DEV’ESSERE PREZIOSA PER IL FUTURO: IL MONDO DEL CALCIO È ANCHE QUESTO

Il 22 novembre il Parma ha annunciato l’esonero di Minotti, Galassi ed Apolloni, con le conseguenti dimissioni di Nevio Scala. Sabato 3 dicembre è stato annunciato il nuovo allenatore, mentre oggi, mercoledì 6 dicembre, è arrivato Faggiano a ricoprire il ruolo di Ds. Nel mezzo quattordici giorni dai quali il Parma ha bisogno di imparare molto. Che la nuova proprietà non avesse un passato nel calcio, e dunque potesse pagare quell’inevitabile tassa dell’inesperienza, lo si sapeva e lo si teneva in conto. Molto di sicuro è dovuto anche ad un mondo del calcio con cui, per forza, ci si deve scontrare (e ne parleremo in seguito), ed affacciarsi a certe “logiche” o certe situazioni per la prima volta di sicuro non è facile. Detto che la speranza in questi casi è che non vi siano mai più altri ribaltoni per diversi anni (ciò significherebbe che tutto andrà per il verso giusto), di sicuro però la proprietà non prenderà più una decisione del genere senza prima avere un’idea chiara sugli eventuali successori.Quando è maturata questa decisione si è deciso di comunicarla subito – ha detto Ferrari il giorno dopo il ribaltone – senza avere già accordi perchè crediamo che sia l’unico modo corretto per farlo”. Nulla si può dire sulla trasparenza, perchè in effetti così è stato. A livello di equilibri e di comunicazione verso la piazza ed il mondo calcistico, però, una situazione come questa rischia di intaccare tutta una serie di equilibri importanti se non vi è una reazione immediata. Anche perchè sappiamo tutti come funziona: già dal primo minuto dopo l’esonero era partito il toto-nome, e se ad essere vacanti sono ben tre posti, il tutto si moltiplica all’infinito. Anche le dichiarazioni sono fondamentali, soprattutto dopo che il fallimento vissuto sulla pelle dei tifosi (e soprattutto dei dipendenti del Parma Fc, che ancora oggi non dimentichiamo) hanno lasciato in eredità tutta una serie di frasi diventate tormentoni dopo pochi secondi, dal “domani” di Manenti al “i parmigiani mi ringrazieranno” di Ghirardi. I tifosi ormai sono abituati a scandagliare le dichiarazioni dei protagonisti, e a non dimenticare nulla. Ecco perchè parlare di una ricerca di quell’ esperienza che ci possa rassicurare” è stato visto subito come un dettaglio in contrasto con la scelta di D’Aversa e quella di nomi come Palmieri o Vagnati, soprattutto dopo che dal calderone sono usciti personaggi scafati come Marino, Rossi e Mandorlini. In situazioni critiche, ogni risposta diventa fondamentale. L’idea espressa prima della presentazione di D’Aversa (“le scelte verso cui ci siamo indirizzando non sono dirette verso dei “nomi”, ma gente che avesse la giusta fame, le giuste motivazioni, ed abbiamo deciso di non volere gente che è stata in Serie A, ma gente che auspicabilmente con noi tra qualche anno lo possa essere”) è giusta, e a nostro modo di vedere condivisibile. Queste parole sono arrivate però dopo che un’intera tifoseria aveva già memorizzato ed amplificato tramite i social le parole della prima conferenza, quella dopo l’esonero, e dunque il termine “esperienza” era inevitabilmente tatuata nella testa e nei discorsi di ogni supporter crociato. Sono errori che ci stanno, ma che si dovrebbero evitare, e dai quali è necessario imparare. Un altro esempio? “L’allenatore? Dipenderà molto da come vorrà impostare il proprio lavoro il Ds”. Tradotto? Il nuovo tecnico verrà scelto dal nuovo Ds. Poi poco importa se (ed è così, secondo quanto ci risulta) il nome di D’Aversa era stato fatto prima da Palmieri (rimasto poi a Sassuolo) e condiviso completamente da Vagnati e soprattutto da Faggiano, che lo conosce personalmente e che oggi l’ha abbracciato calorosamente davanti all’ingresso della sede e di fronte all’obbiettivo della nostra macchina fotografica. Il messaggio che passa è che tutto sembri lasciato al caso, anche se non è così. Insomma, ora si riparte e la speranza è che le scelte intraprese siano quelle giuste, e che soprattutto per un bel po’ non ci siano altri “ribaltoni”. Ma la speranza più grossa da parte di tutti i tifosi è che la società impari da situazioni come queste. L’inesperienza era una tassa da pagare, come va considerato che gli imprevisti sono sempre dietro l’angolo. Di sicuro la fiducia della piazza non è persa, del resto non può scomparire da un giorno all’altro. L’importante è però dimostrare di saper crescere e migliorare.

Dicevamo prima che è inevitabile, più si sale, scontrarsi con un mondo del calcio che segue logiche e meccanismi particolari. Lo si è visto ad esempio nel “caso Vagnati”. Oggi il Presidente della Spal Walter Mattioli, nell’annunciare la permanenza del dirigente a Ferrara, ha dichiarato: Non è successo nulla di così trascendentalesi legge su Lo Spallinoa Davide hanno fatto un’offerta perchè si vede che è sotto agli occhi di tutti quanto stia lavorando bene qua a Ferrara (…) il modus operandi del Parma lo ritengo scorretto, perchè se qualcuno vuole un giocatore o un dirigente lo contatta durante il mercato. Una ricostruzione singolare, visto che da quanto abbiamo raccolto in realtà sarebbe stato lo stesso Vagnati, nei giorni scorsi, a proporsi al Parma. Il dirigente, infatti, avrebbe prima contattato la proprietà crociata tramite terzi, e poi avrebbe inoltre riferito di poter rescindere il proprio contratto per raggiungere la città ducale. Lo stesso Presidente Mattioli avrebbe ricevuto una telefonata “di cortesia” del Parma, vista la situazione, e dunque era informato. Dopo diversi incontri, anche lunedì sera Vagnati si trovava a Parma dove ha incontrato la proprietà crociata alla quale aveva già dato il suo assenso di massima all’accordo. L’idea era quella di firmare, ma oltre a qualche contrattempo burocratico, il dirigente avrebbe aumentato le proprie richieste, aggiungendo inoltre la richiesta di Mattioli di un’indennizzo di 50mila euro che il Parma avrebbe dovuto pagare alla Spal. È in quel momento che, almeno secondo quanto abbiamo raccolto, l’affare sarebbe definitivamente saltato. Una quindicina di ore più tardi Daniele Faggiano, con il quale c’era già una trattativa in corso da giorni anche se in stand-by per l’affare Vagnati, varcava la soglia del Centro Sportivo di Collecchio per firmare il proprio contratto. Poco dopo a Ferrara in conferenza stampa la Spal dava la sua versione (abbastanza lontana da quanto abbiamo raccolto) dell’accaduto. In pochi secondi quelle parole sono state amplificate a spron battuto da decine e decine di siti web locali e nazionali, in cui si è parlato addirittura di lacrime, dichiarazioni d’amore e di squadre scorrette. Il mondo del calcio (purtroppo) è anche questo, ed è importante prenderne atto.