PARMA, TRE PUNTI FONDAMENTALI: CON IL BICCHIERE MEZZO PIENO SARA’ PIU’ FACILE MIGLIORARE – L’EDITORIALE DI PFZ.IT

Servivano questi tre punti. Purtroppo (o meglio, per fortuna) non avremo mai la controprova, ma servivano eccome. Il Parma inizia la stagione con una vittoria in un campo ostico in tutti i sensi. Dal terreno di gioco decisamente inferiore (per usare un eufemismo) a quelli calcati fino al maggio scorso, alle difficoltà con la prima gara in una categoria nuova, ancor prima che inferiore. Se per giocatori abituati alla quarta serie allenarsi in un centro come quello di Collecchio, giocare in uno stadio come quello del Tardini e vestire una maglia come quella crociata è un lusso che autorizza a sognare, una volta scesi in campo la cruda realtà ha riportato tutti sulla terra. Ci ha messo un po’ la squadra di Apolloni ad accorgersene, e questo “schiaffo” che ha colpito i crociati in pieno viso è servito. Perchè è vero che la squadra ha fatto fatica, ma le note positive ci sono ed è innegabile.

Ha ragione il tecnico ad essere contento della capacità dei suoi uomini di adattarsi ad un calcio diverso. Al Tardini gestire il pallone grazie alle qualità superiori non sarà quasi mai un problema, e ciò costringerà gli avversari a spendere notevoli energie per cercare di arginare il possesso palla del Parma. In trasferta, invece, servirà
primo-parma-ufficialetravestirsi da corsari, che però hanno bene a mente che è necessario ricordarsi di essere stati dei mozzi, in passato
. Perchè se la palla non gira ed il campo non aiuta, serve fare a spallate, non innervosirsi, andare al sodo senza troppi freni soprattutto psicologici. Questo il Parma l’ha fatto vedere, perchè è vero che l’ArzignanoChiampo ha segnato due reti (di questo e dell’arbitro ne parleremo in chiusura), ma per il resto Zommers a parte un paio di buone uscite non ha dovuto fare interventi. I crociati, dal canto loro, ora che hanno iniziato a prepararsi e portarsi le loro borse (cosa che ha colpito anche alcuni inservienti dell’ArziChiampo, ma che noi riteniamo una splendida e romantica normalità) dovranno ricordarsi di infilarci dentro quel cinismo che in categorie come queste diventa quasi vitale. Melandri, Musetti e Sereni hanno avuto sui loro piedi il pallone per segnare, e non ci sono riusciti. Non c’è però la necessità di farne una tragedia, grazie anche al risultato finale che permette di vedere il bicchiere mezzo pieno: se le occasioni da rete fossero un valore decisivo, il Parma ai punti avrebbe sicuramente vinto agilmente la gara. Una considerazione che non vale nulla, certo, ma che fa capire come i crociati nonostante le insidie di una gara come quella di ieri avrebbero comunque potuto portare a casa la partita se avessero messo in campo maggiore concretezza.

Per questo non si può ridurre tutta la gara di ieri all’episodio del rigore o a quel pallone sulla linea (dentro o fuori?). Gli aspetti negativi palesati dalla gara d’esordio sono per la gran parte legati a fattori mentali, e forse questo è la nota positiva più importante proprio perchè ci si può lavorare. L’ArziChiampo non ha dimostrato assolutamente di essere superiore al Parma dal punto di vista della rosa, e nemmeno dal punto di vista del gioco. Ha messo in difficoltà il Parma perchè è una squadra di Serie D fatta da giocatori di Serie D che sanno di giocare in Serie D. In questa frase banale ma allo stesso tempo basilare, tra l’altro ripresa dall’intervista di presentazione di Christian Longobardi, arzi-musettic’è tutto il succo di quello che vogliamo dire. Ed è proprio per questo che i tre punti di ieri sono fondamentali, anche perchè l’atteggiamento dei crociati, come giustamente sottolineato da Apolloni, è cambiato minuto dopo minuto, adattandosi a quelle che erano le necessità della gara. Non si può non sottolineare le difficoltà di alcuni singoli, ma domenica c’è subito una gara casalinga per poter dimostrare di aver capito quella che dev’essere la testa giusta per affrontare questo campionato. Riccardo Musetti durante la gara è stato bersagliato dalle critiche dei tifosi, sia allo stadio che sui social. La sua onesta autocritica però è tanto semplice quanto sincera ed apprezzabile. Anche questo è un aspetto importante, perchè se fisicamente gli manca ancora quell’agilità tipica di un giocatore al massimo della forma, nella difesa del pallone e nella capacità di fungere da sponda per i propri compagni ha comunque giocato una buona gara. Non sarà Trinchieri (che ieri ha davvero impressionato), ma la sua prima prova (negativa, ma non l’ha nascosto nemmeno lui) lascia comunque spazio alla possibilità che con il passare dei giorni ci possa essere un miglioramento importante. E non scordiamoci di Longobardi, che morde il freno e non vede l’ora di essere disponibile. I giovani si sono visti poco, ma nei loro altibassi hanno fatto vedere buone cose. Uno su tutti Adorni: a volte alcuni passaggi all’apparenza semplici sono stati eseguiti in maniera goffa ed imprecisa, tramutandosi in palloni persi, ma in difesa è stato autore di alcune diagonali perfette da difensore navigato anche sul finire, quando le gambe pesavano come macigni, il fiato era poco e la testa faticava a ragionare. Insomma, ieri il Parma avrebbe potuto pareggiare o addirittura perdere, pur creando occasioni e subendo davvero poco, e questo lo sappiamo tutti. Alla fine però ha vinto, ha portato a casa tre punti imparando a soffrire e lottare con lo scorrere delle lancette sul cronometro.

L’ARBITRO, IL RIGORE E I PRESUNTI GOL ANNULLATI – Capitoletto a parte merita l’arbitraggio e tutti i discorsi che ruotano attorno agli episodi che si sono verificati nella gara di ieri. Partiamo dalla moviola nuda e cruda:
sul tiro di Marchetti nel primo tempo il pallone per alcuni è entrato, per altri no, e già solo questo di per sè giustifica il direttore di gara, che con lo sguardo perpendicolare alla porta non avrebbe mai potuto vedere con lucidità. Qualcosa di più avrebbe potuto fare il guardalinee, ma il tiro è stato potentissimo. Insomma: se il tiro fosse davvero entrato si tratterebbe di un errore importante, ma tutto sommato non ce la sentiamo di condannare il fischietto friulano.
arzi-lauria-sul secondo gol segnato dall’ArziChiampo, Trinchieri attende un pallone che si è impennato e lo scarica a rete al volo di destro. Un gol fantastico, ma quando parte la palombella l’attaccante gialloceleste era nettamente in fuorigioco. Bravo in questo caso il guardalinee.
-sul rigore decisivo c’è poco da dire: Sereni si è lanciato saltando in mezzo a tre difensori, e quando il suo piede ha toccato la gamba dell’avversario il giovane crociato era già, anche se in volo, parallelo al terreno di gioco. L’arbitro avrebbe dovuto vedere meglio, e questo è un episodio che ha fortemente condizionato l’incontro.
-ci sono state altre situazioni dubbie, come un fallo di mano in area, o una trattenuta vistosissima ai danni di un difensore crociato. Non abbiamo però potuto rivederli alla moviola.
Ora veniamo alle considerazioni più approfondite. Partiamo da un presupposto: siamo in Serie D, e quindi anche gli arbitri sono da Serie D. Non è assolutamente un insulto, anzi: provate a dare dell’arbitro di Serie D ad un fischietto che normalmente dirige gare di Prima Categoria, e probabilmente verrete abbracciati calorosamente in cambio di questo complimento. È una semplice constatazione, che però diventerà fondamentale durante tutta questa stagione. Proprio per questo la soglia d’errore verrà notevolmente abbassata rispetto agli standard ai quali siamo abituati, sudditanza psicologica nei confronti delle grandi a parte. Gli errori ci sono, ci sono stati e ci saranno sempre. A volte può essere inevitabile che di fronte a 800 tifosi ospiti contro i circa 200 locali un arbitro possa prendere delle decisioni a volte sbagliate, anche se in buona fede, ma la gara di ieri non può giustificare, almeno non ancora, frasi come “siamo la Juve della Serie D”. Al di là di quest’aspetto, anche per onestà intellettuale, noi continueremo a guardare gli episodi e cercheremo di giudicarli in modo imparziale. È ovvio che ciascuno di noi avrebbe preferito vincere la gara di ieri con un gol in rovesciata del Capitano dopo un assist di tacco di Lauria lanciato da Adorni dopo una corsa a perdifiato sulla fascia destra. Anche se l’ArzignanoChiampo avrebbe forse meritato il pari, il Parma ha però preso tre punti, fondamentali. Non è bello, è giusto dirlo, ma è comunque fondamentale per il nostro cammino. Noi però abbiamo il compito di analizzare cose come queste in modo imparziale. Sui social abbiamo letto interventi che celano palesi “antipatie”, ed altri che tendono a difendere invece la vittoria crociata. Noi ci limitiamo ad osservare, ed in maniera oggettiva riferire, senza antipatie o difese d’ufficio, questo che sia chiaro fin dall’inizio. A meno che non si tratti di Nando Marques, Benabanana o Pippo Jankovic, che per noi hanno ragione sempre e a prescindere. Ed ora sotto con l’esordio al Tardini: non vediamo l’ora.