IL PARMA SI E’ RISVEGLIATO? FORSE. SABATO PERO’ SERVONO CONFERME, ALTRIMENTI…

torino-evidenzaE’ triste ammetterlo, ma c’è una grossa differenza tra la gara di ieri sera contro il Torino e quelle precedenti contro Genoa, Atalanta e Sassuolo: il Parma, ieri, almeno ci ha provato. Non solo, avrebbe anche meritato il pareggio. Cosa ci sia di triste questa considerazione è presto detto: mettendo in campo (anche se per solo 45′) agonismo e voglia di segnare, i crociati sono comunque usciti con zero punti in tasca, e anche per questo aumentano anche i rimpianti legati alle partite precedenti. E’ triste anche essere contenti per un secondo tempo giocato finalmente con il piglio giusto, perchè in questo momento la classifica non chiede nè bel gioco, nè porte inviolate, nè azioni da manuale: servono punti, punti e solo punti.

E’ triste anche pensare che proprio il punto sfuggito a Torino sarebbe stato fondamentale per affrontare le prossime sfide contro Inter e Juventus. La classifica si deve muovere, in un modo o nell’altro. Donadoni sa benissimo che un pareggio sarebbe stato una manna dal cielo per mille motivi, di classifica ma soprattutto psicologici. Ora ha davanti ha un compito arduo: riuscire a far sì che la squadra scenda in campo contro l’Inter dal 1′ con lo stesso spirito visto contro i granata. Non ho mai creduto agli “ultimatum” societari sbandierati da altri media nei confronti del tecnico bergamasco, che si trova a dover maneggiare una rosa che, al netto anche degli infortuni, vanta purtroppo un tasso tecnico decisamente più basso rispetto alla scorsa stagione, e questa è una cosa che Ghirardi e Leonardi sanno perfettamente, al di là che lo ammettano o meno. Ora però è arrivato il momento di dimostrare che Donadoni è davvero l’allenatore giusto per questo Parma.

rispoli-torinoGli esperimenti sono stati fatti, la rosa è stata testata sul campo, e gli undici schierati finora lo dimostrano. Abbiamo capito che il 3-5-2 è il modulo che permette al Parma di mantenere un certo equilibrio (è triste anche considerare che subire un solo gol – com’è successo utilizzando questo modulo contro l’Atalanta ed il Torino – sia quasi un aspetto positivo). Abbiamo capito che Coda è quasi insostituibile in questo momento. Abbiamo capito che Lodi è forse l’unico giocatore che il Parma deve “aspettare”, sia per motivi economici (dare un senso alla spesa che verrà fatta per il suo acquisto in caso di – e ce lo auguriamo tutti – raggiungimento della salvezza), sia per l’infortunio di Jorquera. Ci sono dei punti fermi, dunque. Labili, non troppo consistenti, ma ci sono.

Bisogna allora ripartire da lì, senza però più fare sconti. A nessuno. Mirante ha dimostrato di essere in leggera ripresa dopo l’ennesimo gol subito, nel quale non è colpevole ma nemmeno, passatemi il gioco di parole, innocente. Belfodil ha messo in campo l’ennesima gara inconsistente e priva di spunti; meglio di altre volte, certo, ma è ancora troppo poco. Non si può più sbagliare. Qui non si tratta di creare pressioni o tensioni a giocatori che già soffrono una situazione in cui è difficile trovare fiducia in sè stessi, ma va assolutamente generata la voglia di dimostrare qualcosa, la voglia di riscatto, la determinazione necessaria per far fronte a questa stagione iniziata nel modo peggiore possibile. Ovvero tutto ciò che si è visto nel secondo tempo di ieri sera.

E’ proprio da lì che bisogna ripartire, ma senza più vie d’uscita. Tutti sotto esame, allenatore compreso. Perchè ora non si tratta di cercare colpevoli, si tratta di interpretare nel modo giusto ciò che il Parma deve assolutamente fare. E chi non ci riesce (anche se non per volontà di fare male, ci mancherebbe…) dev’essere accantonato, almeno per il momento. Qui bisogna muovere qualcosa, servono punti e davanti a sè il Parma ha due sfide difficili ma non impossibili. O meglio, difficili per il Parma del secondo tempo di Torino, assolutamente improponibili per quello della prima frazione, o quello visto contro il Sassuolo. Nessuno griderà allo scandalo per un passaggio sbagliato, o per un gol mancato, perchè non è lì dove nasce il problema. L’atteggiamento, però, dev’essere quello giusto fin dal 1′. Lo dovrà infondere l’allenatore, lo dovranno recepire i giocatori. Poi si potrà vincere, perdere o pareggiare, ma ormai non ci sono più scuse. Al di là del risultato, se non dovesse esserci l’atteggiamento giusto nelle prossime due gare non ci saranno più scuse per nessuno, anche perchè i punti a disposizione sono molti, ma otto sconfitte su nove giornate sono un bottino che non lascia spazio ad alibi o giustificazioni. Se il Parma sarà sempre come quello visto nei secondi 45′ di Torino, riuscirà a salvarsi. Ma dovrà esserlo già da sabato. Senza scuse.

L’Editorialista