PARMA, PRIMA IL DS: PER L’ALLENATORE SCELTA DIFFICILE E TEMPI PIÙ LUNGHI – IL PUNTO DI PFZ.IT

Prima il Ds, poi ci sarà da affrontare la lunga analisi sulla scelta migliore per la panchina. Questa è la situazione di un Parma che ad Ancona, per il momento, si presenterà anche senza vice. “Non essendo una figura obbligatoria abbiamo deciso di farne a meno” ha dichiarato Morrone in sala stampa alla vigilia della sfida di questo pomeriggio.

DS: PALMIERI RESTA IN NETTO VANTAGGIOLe bocche restano cucitissime da entrambi i lati. La proprietà non lascia trapelare nulla, ed anche gli interessati al ruolo di Ds (ma anche a quello di allenatore) si nascondono dietro a frasi criptiche ed attendiste. Non resta allora che navigare a vista tra i vari indizi e le diverse interpretazioni. Come già detto e scritto nei giorni scorsi, per il Ds in netto vantaggio resta Francesco Palmieri. Una scelta che se da un lato cozza con la volontà espressa di affidarsi ad un uomo esperto, dall’altro stuzzica la proprietà per diversi motivi. Al di là della preferenza di Barilla, Palmieri a differenza di colleghi più ferrari-carra2illustri (Marino su tutti) avrebbe tutte le carte in regola per essere il dirigente in ascesa, con una profonda e fresca conoscenza di tutte le categorie (non solo giovanili) che avrebbe impressionato i sette soci. Dalla sua ha la voglia di emergere e di portare gli ottimi risultati in campo giovanile in una sfida stuzzicante come quella della risalita crociata. Il nodo resta quello del suo contratto in essere con il Sassuolo: difficile credere che i neroverdi si mettano di traverso, però resta comunque un’ipotesi legittima e che potrebbe rallentare l’accordo. Gli altri nomi per il momento sono indietro nelle preferenze, a meno che non spunti clamorosamente qualche outsider dell’ultimo secondo. È sempre più lontano, ad esempio, Pierpaolo Marino, che avrebbe richieste pesanti sia dal punto di visto economico che soprattutto dal punto di vista della durata contrattuale. La volontà della proprietà, da ciò che trapela, sarebbe quella di fare una scelta ponderata che faccia sì che il dirigente su cui si punterà possa anche restare a lungo, ma a condizione di portare dei risultati. Per intenderci: di sicuro non si tratterà di un contratto di due mesi, ma nemmeno un quinquennale, soprattutto dopo l’esperienza “biologica” che ha lasciato sulle spalle delle casse biologiche tre contratti biennali da pagare fino a giugno 2018.

ALLENATORE: I TEMPI SI DILATANOSta passando in secondo piano, almeno per il momento, la scelta dell’allenatore. Ovviamente continuano i contatti, proseguono i sondaggi e si continua a ragionare sulla possibile scelta, ma è molto probabile che la decisione non arrivi nell’immediato. La scelta al momento è davvero difficile. Dopo Delio Rossi, che ha rifiutato la possibilità (forse in attesa di un possibile esonero a Palermo), anche altri nomi di spicco sembra che si stiano allontanando. Corini, Mandorlini e Guidolin, ad esempio, hanno richieste (dettate anche dalla poca volontà di scendere di categoria) che potrebbero essere fuori dai parametri preventivati. A pesare, al di là dell’ingaggio, sono anche le garanzie richieste sulla durata del possibile contratto, e qui ritorniamo al discorso fatto in daversaprecedenza. Questo non esclude che alla fine si possa scegliere comunque di fare un investimento importante, anche dal punto di vista del “rischio d’impresa”, ma prima servono valutazioni accurate. Oltre a Rossi, in ogni caso, anche Corini ora sembra molto più lontano rispetto a qualche giorno fa. Mandorlini e Guidolin restano comunque in lizza, anche se al momento la loro candidatura di sicuro non è così forte come molti tifosi sperano. Del resto c’è anche da pensare che, più il secondo che il primo, poche settimane fa erano stati accostati alla panchina dell’Inter, ed il Parma in Lega Pro rappresenterebbe un salto all’indietro che viene valutato a peso d’oro, valore da moltiplicare per diversi anni. Ecco che allora si ragiona anche su altre opzioni: l’ultima, come abbiamo scritto ieri, è quella di D’Aversa. Il tecnico nato a Stoccarda si va ad aggiungere ad una lista molto grande ma priva per il momento di quel nome che, in un rapporto qualità/possibilità/richieste, potrebbe far scoccare la scintilla che si tradurrebbe in una chiusura rapida di un eventuale accordo. D’Aversa, Scazzola, Petrone, Pillon, e tanti altri: tutti nomi che sono al centro del dibattito. Fondamentale sarà anche l’opinione e la volontà del futuro Ds, anche se la proprietà potrebbe voler avallare la scelta. Nel frattempo, scritto in piccolo nel taccuino di Ferrari e soci, c’è comunque anche il nome di Morrone, che oggi esordisce in Lega Pro ad Ancona. È un’ipotesi rischiosa, romantica e al momento abbastanza remota, ma al momento non ci sentiamo di escluderla a priori. Hai visto mai…