PARMA, UNA PASQUA D’ATTESA NEL LIMBO TRA PRESENTE E FUTURO

È una “Pasqua d’attesa” quella che sta vivendo tutto l’ambiente Parma. Dai tifosi ai giocatori, passando per la società e gli addetti ai lavori: tutti sono immersi in un enorme limbo che divide il presente dal futuro, l’attesa dalla gioia, la cautela dalla programmazione. Una situazione non semplicissima da gestire, soprattutto per chi vorrebbe in un batter d’occhio trovarsi già sotto l’ombrellone ad osservare movimenti di mercato e a sognare partite e derby che mancano da fin troppi anni, ma anche per chi attende di sapere se la prossima stagione potrà vestire la maglia crociata. Non è nemmeno semplice per chi, come noi, vorremmo iniziare a pensare a quello che potrebbe essere il futuro, analizzare le possibili difficoltà e scoprire giorno dopo giorno cosa potrà riservarci la prossima stagione.

È inevitabile, però, che si attenda il raggiungimento dell’obbiettivo. Per molti è ormai dietro l’angolo, ed è oggettivo che solo una “tragedia” sportiva potrebbe far sfuggire la limbo-parmapromozione alla squadra crociata. È però evidente che prima di affrontare qualsiasi discorso è meglio essere sicuri al 100% di aver superato la linea finale, perchè parlare prima del tempo è uno sport rischiosissimo che a volte espone chi lo pratica a magre figure. È anche un discorso di concentrazione: l’unico modo per affrontare al meglio questo finale di stagione passa attraverso la voglia di abbattere ogni ostacolo, domenica dopo domenica, senza pensare più in là. Questo è però un limbo particolare, e tutti ci siamo dentro fino al collo, con il freno tra i denti in attesa di poter bussare alla porta della matematica che ormai inseguiamo da settimane.

I tifosi, in questo limbo, sono un po’ come quei bambini che durante un lungo viaggio iniziano a rivolgere ogni trenta secondi la stessa domanda: “Quanto manca? Siamo arrivati?. I giocatori, dal canto loro vedono quel cartello sul ciglio della strada che scandisce i punti che mancano prima dell’obbiettivo finale, e nel frattempo si chiedono come sarà, una volta arrivati a destinazione, e se potranno continuare a viaggiare con quel convoglio che ha di fatto sconvolto l’intero carrozzone della Serie D grazie a numeri da record. La società, in maniera molto intelligente, lavora nell’ombra e progetta il futuro senza far trasparire nulla, anche perchè sa che è fondamentale prendere in mano il microfono di fianco al volante del conducente e gridare “gatto!” solo quando sarà effettivamente nel sacco, onde evitare distrazioni fatali. Dal canto nostro la voglia di iniziare ad interpretare le mille sfumature di una stagione complicata come potrebbe essere quella di Lega Pro ci spinge a vedere tabelle e percentuali praticamente ovunque, cercando di capire chi potrebbe restare, chi partirà, e tutto ciò che ruota attorno alla costruzione della prossima squadra.

C’è però solo una cosa da fare, purtroppo, ed è attendere. In queste settimane bisognerà solo pensare a superare gli ultimi semafori mantenendo quella velocità che ci ha portato fino a qui a sei giornate dalla fine, senza avere troppa fretta di suonare il clacson. È un limbo difficile da gestire, forse, ma altre scorciatoie non esistono. Nel frattempo buona Pasqua a tutti i nostri lettori: allacciamo bene le cinture, e speriamo di arrivare a destinazione il prima possibile.