PARMA-MANENTI, PIOVONO CONFERME ED AUMENTANO LE PREOCCUPAZIONI

nevetardini1A Parma, dopo due giorni di abbondante nevicata, è spuntato il sole. Al Tardini sono iniziati da ore i lavori per ripristinare e rendere agibile lo stadio, ma nonostante le nuvole si siano diradate, sono piovute conferme. Sono sempre di più, infatti, gli indizi che vedono la figura della Mapi e di Manenti dietro all’acquisizione del Parma, avvenuta due giorni fa. Conferme che preoccupano seriamente la tifoseria e tutto l’ambiente crociato, visti i precedenti che hanno legato l’azienda slovena al mondo del calcio.

Ma andiamo con ordine. Sulla versione online del Corriere (edizione bergamasca), arriva la prima conferma indiretta. Alla domanda posta ad Alborghetti (“C’è anche Manenti?“), la risposta del manager di riferimento indicato dal comunicato ufficiale della società crociata è un “Ni. Lo stesso Manenti, interpellato sempre dal Corriere, si è tolto qualche sassolino dalla scarpa: Io? Ma le pare… Siete stati voi giornalisti a scrivere che io non concludo mai niente, che non ho i soldi per comprare un fico secco, che ho raccontato un sacco di balle e che vesto come un barbone. Adesso staremo a vedere. Lunedì Alborghetti dirà tutto ad Alzano“.

kodra-ermirAnche Ermir Kodra, uno dei tanti ex Presidenti del Parma in questa stagione, intervistato da Tv Parma ha detto: “Il Parma è stato ceduto ad una società di diritto sloveno con azionisti italiani, sloveni e anche stranieri“. E’ l’ennesimo indizio che spinge a pensare che sia proprio la Mapi l’azienda in questione, tenendo conto che la sede è in Nova Gorica, e da più parti si legge che sia gestita dalla Gazprom.

L’uomo della Mapi è proprio Giampietro Manenti, e basta scavare un po’ attorno al suo nome per far sì che le preoccupazioni crescano ogni minuto di più. Sempre nell’articolo del Corriere c’è un dettaglio interessante: “il notaio milanese dove Manenti, a suo dire con i soldi in mano, aveva aspettato sia Jannone  (Cartiere Pigna, Ndr)che Corioni per firmare il passaggio di proprietà, su entrambi gli affari, lo aveva liquidato così: «Questa è già la seconda volta che succede, la prossima volta vada a Lourdes». Ed è sufficiente contattare alcuni colleghi bresciani per capire che di promesse, Giampietro Manenti, finora ne ha sempre mantenute poche. Il primo giorno della querelle sull’acquisto del Brescia, a fine dicembre 2013, promise di portare 43 milioni di euro, a totale copertura del debito della società con 10 milioni di euro per Corioni. Questi soldi sono stati promessi per un mese intero senza però venire mai alla luce.

contratto-manentiIn quei giorni Manenti fece un vero e proprio tour delle televisioni locali, promettendo a più riprese che il giorno dopo sarebbe stato quello giusto. Firmò addirittura un “Contratto con i bresciani“, in cui si impegnava a rispettare quattro punti specifici. Inutile elencarli, basti sapere che nessuna delle quattro promesse è stata mantenuta. La sede della Mapi, nella periferia di Nova Gorica, altro non è che una casa con dentro alcuni commercialisti. I soldi non sono mai arrivati: un giorno era colpa della crisi in Ucraina, un altro erano le banche che non si muovevano. Il risultato, purtroppo per i tifosi bresciani, è sotto agli occhi di tutti.

La sensazione che traspare da chi ha seguito da vicino il tentativo di scalata al Brescia, è che Manenti si presenti in situazioni disperate, dove c’è un venditore che non ha più nulla da perdere. Donadoni in conferenza è stato chiaro, ammettendo che tutto l’ambiente è stufo di sentire chiacchiere e bugie: Parma ed il Parma ha bisogno di fatti, e ne ha bisogno il prima possibile.

tifoso-bresciaHa finito di prendere in giro una tifoseria? L’unica cosa che ha comprato questo signore qui è la sua macchina, la Skoda. E’ ora di finirla di prendere in giro una tifoseria ed una tifoseria intera tuonò uno dei leader dei tifosi bresciani durante una trasmissione televisiva nella quale Manenti era collegato telefonicamente. Nemmeno la tifoseria crociata ha voglia di essere “presa per il sedere“, espressione utilizzata da Donadoni in conferenza, o “presa per il culo“, espressione sdoganata da Cassano a Tiki Taka. Non è giusto dubitare di qualcuno prima che gli si possa dare la possibilità di dimostrare qualcosa, ma è inevitabile tenere bene a mente il passato, per prevenire problemi in futuro.

Per questo motivo la speranza è che nessuno pensi di venire a Parma a giocare e scherzare con un ambiente completamente esausto dopo tutte le vicissitudini degli ultimi mesi. Chiunque sia alle spalle di questa nuova proprietà porti dei fatti concreti, e lo faccia il prima possibile. In quel caso verrà tributato il giusto merito a chi avrà permesso alla società crociata di rialzarsi da un periodo nerissimo. Parma sa apprezzare, sa capire e comprendere. Ma è anche stufa di essere presa in giro.

(La foto di Manenti nello studio televisivo è del Giornale di Brescia. La foto del “Contratto con i bresciani” è estrapolata da un video di Teletutto, mentre quella del tifoso bresciano è estrapolata da un video del programma locale “Zona Ciro”)