MA QUALE “SALVA-PARMA”… IL CALCIO ITALIANO NON E’ CAPACE DI SALVARE NEMMENO SE’ STESSO

tavecchioNon parlate di Salva-Parma. “Ma vogliamo cercare di affrontare il problema e risolverlo?!? – aveva detto Donadoni in conferenza stampa la scorsa settimanaSenza mettere delle toppe, però”. Ed è proprio una gigantesca toppa quella che Tavecchio ha presentato prima a giocatori e staff, e poi al Sindaco e ai dipendenti. 5 milioni di euro per arrivare a fine campionato, nessuna garanzia sul futuro, ma non solo: buona parte di quei 5 milioni arriveranno dal fondo multe, soldi che in parte sarebbero serviti a finanziare tornei come la Junior Tim Cup, evento nazionale con protagonisti i ragazzi under 14 degli oratori. E’ questo il vero e proprio controsenso tutto italiano: quei 5 milioni rappresentano un cerottino che deve tamponare una ferita enorme, e si sa già che a giugno si staccherà e non basterà più. Ma questo non è poi così fondamentale, almeno per i vertici di Figc e Lega. Se il Parma scende in campo le principali istituzioni calcistiche tirano un enorme sospiro di sollievo, evitando così la tragedia delle richieste di danni da parte delle emittenti (di tutto il mondo, non solo Sky e Mediaset) che hanno acquistato i diritti tv. Insomma, cerotto-parma-serie-al’unica cosa che si è parzialmente salvata è il campionato 2014-15 . Un sistema che doveva controllare e non l’ha fatto non può però assolutamente considerarsi esule dalla responsabilità di fare qualcosa anche nei prossimi mesi, e lo stesso discorso vale per tutte quelle società di calcio che ora si riempiono la bocca parlando dei 200-300 giocatori presi dal Parma, dopo che per anni non hanno esitato prima di sedersi con lo stesso Parma al tavolo delle trattative. Il calcio italiano, dunque, non ha salvato proprio nessuno, nemmeno sè stesso.