Parma e Verona, Tanzi, Pastorello e quel rigore causato da Benarrivo…

Parma-Verona, in programma domenica alle 15 allo Stadio Tardini, è considerato da molti un vero e proprio spareggio per l’Europa League. Quello che è certo, guardando il passato, è che lungo la strada che separa Parma dalla cittadina veneta gli intrecci, veri o presunti, sono stati molti, soprattutto nei primi anni 2000. Calisto Tanzi, ex patron del Parma e ora in carcere per aggiottaggio e bancarotta fraudolenta in merito al crack della Parmalat, e Giambattista Pastorello, ex Direttore Sportivo del Parma e poi Presidente dell’Hellas Verona dal 1997 al 2006. Proprio loro sono i protagonisti di una strana storia tutta italiana, che per certi versi contiene ancora oggi dei punti interrogativi.

benarrivoveronaIL RIGORE DI BENARRIVO: A scatenare il putiferio è una scivolata di Benarrivo in area di rigore. Siamo alla penultima giornata del campionato 2000/01, e sulla panchina del Parma siede Renzo Ulivieri, subentrato ad Arrigo Sacchi alla 17a giornata, dopo che l’Arrighe aveva a sua volta preso il posto di Malesani due giornate prima. I crociati sono quarti, e l’accesso ai preliminari di Champions League è garantito anche dalla certezza matematica. Il Verona, invece, sta lottando per non retrocedere, in una sfida serrata con Lecce, Reggina, Napoli e Vicenza. Ad essere retrocesse, al tempo, erano quattro squadre, e i posti disponibili per un viaggio dritto all’inferno si erano ridotti a tre, dal momento che il Bari, staccato di 16 punti, era già spacciato. Il Verona, in quella stagione, non ha mai vinto in trasferta, e ci riesce proprio a Parma scatenando le ire di Corbelli, patron del Napoli che proprio per quel risultato vide la sua squadra retrocedere. La gara terminò 1-2, con il Verona che passò in vantaggio con un rigore segnato da Massimo Oddo, e che poi siglò la vittoria con un gol di Cossato, dopo che Amoroso aveva momentaneamente pareggiato i conti. Proprio il rigore che portò in vantaggio il Verona fu contestato da Corbelli: la scivolata di Benarrivo in area, fu giudicata da molti un’entrata avventata e innecessaria, ed i rapporti del terzino brindisino con l’allora Presidente del Verona (il suo procuratore era Federico Pastorello, il figlio del Patron veneto) destarono più di un sospetto.

pastorelloL’ASSE TANZI-PASTORELLO: E’ proprio il rapporto tra Tanzi e Pastorello alla base della rabbia di Corbelli e del Napoli, che retrocesse e l’anno dopo dovette dichiarare il fallimento. L’accusa che arrivò dagli ambienti napoletani è che Pastorello sarebbe stato un prestanome di Tanzi, che attraverso l’amico avrebbe controllato l’Hellas Verona, cosa vietata dalle normative della Lega Calcio che proibiscono che si possa essere proprietari di due squadre appartenenti alla stessa categoria sportiva. Le spiegazioni di Pastorello (“In merito alle notizie concernenti l’effettiva proprietà dell’Hellas Verona tengo anzi tutto a precisare che le conclusioni alle quali è giunta la Procura della Repubblica di Parma sono esclusivamente delle ipotesi accusatorie formulate nel corso di un’indagine che non è ancora conclusa. È dunque doveroso innanzi tutto evitare di spacciare per ‘assodatì fatti che tali non sono. Per quanto concerne il merito della vicenda, sono in possesso dei documenti necessari a smentire quanto è stato erroneamente ipotizzato ed ho dato mandato ai Legali di tutelare gli interessi della P&P srl ed i miei personali nelle competenti sedi“) non riescono a dissipare i dubbi.

corbelliferlainoI DUBBI DI FERLAINO: E’ proprio Corrado Ferlaino, socio di Corbelli all’epoca, a ricordare in un’intervista: Parlai spesso con Tanzi di quella retrocessione, ma lui faceva il vago, cambiava sempre discorso. Aveva molto potere prima di incappare nei suoi noti guai giudiziari, e suo figlio Stefano aveva sfiorato la presidenza della Lega Calcio. La giustizia sportiva non intervenne, e probabilmente fu una decisione giunta dall’alto. Se il Napoli fosse rimasto in Serie A avrebbe incassato tra i 40 e i 50 miliardi di lire per i diritti televisivi e probabilmente la società non sarebbe fallita, invece con la B ottenemmo solo 10 miliardi, che non furono sufficienti. Io – riporta Maidirecalcio.comnon potevo denunciare Tanzi alla magistratura ordinaria per l’esistenza della clausola compromissoria che non potevo violare, ma ci pensò mia moglie. Soltanto che quella denuncia inoltrata alla Procura di Parma è sparita, nascosta da qualche magistrato amico del signor Tanzi. Il signor Franco Carraro invece, allora presidente di Lega, mi disse che perdevamo solo tempo a credere alla storia della doppia proprietà e mi disse che era una situazione lecita. Ma il Napoli fu vittima di un grosso imbroglio che tutti sanno essersi consumato in quel Parma-Verona“.

IN TRIBUNALE: Proprio un anno fa, il 14 marzo 2013, la Procura di Parma ha richiesto il rinvio a giudizio per Calisto Tanzi e Giambattista Pastorello, con sequestro conservativo di 1,8 milioni riferibili a Pastorello, oltre a beni dell’Hellas Verona quantificabili con una cifra pari a 16,7 milioni di euro, per concorso in bancarotta fraudolenta del gruppo Parmalat. Pastorello nel 2005 lasciò la carica di Presidente del Verona e nel 2006 vendette la società, per poi ricoprire il ruolo di vicepresidente del Genoa fino al 2011, quando Preziosi lo licenziò. Ora è vicepresidente del Lugano, in Svizzera: chissà se domenica guarderà Parma-Verona, sfida tra due società ripulite, sane e con una base solida e onesta. Due società che dopodomani si giocheranno le loro possibilità di conquistare un posto in Europa.

L’Editorialista