PARMA, È TROPPO PRESTO PER FARE LA LEPRE – IL PUNTO DI PFZ.IT

Due tiri di Nocciolini nel primo tempo, entrambi alti. Una debole rovesciata nel secondo tempo sempre del n°9 crociato, anche quella sul fondo. Un gol annullato in maniera abbastanza inspiegabile potrebbe portare qualche rimpianto, ma quello che il Parma ha prodotto sabato sera a Macerata resta davvero troppo poco.

ZERO TIRI IN PORTA – Il portiere biancorosso non ha mai dovuto compiere alcun intervento. Questo di fatto toglie valore ad una spinta, quella dei crociati, che c’è stata. Soprattutto nel secondo tempo il pallino del gioco è rimasto stabilmente tra i piedi dei giocatori di Apolloni, che però non sono mai riusciti a creare i maceratese-evidenzapresupposti per riuscire a rendersi pericolosi. I motivi possono essere molteplici. Di fronte ad una Maceratese che ha chiuso, anche con diversi raddoppi, tutti gli spazi a disposizione, si è visto troppo poco movimento, un reparto offensivo troppo schiacciato in avanti e soprattutto una manovra troppo macchinosa e prevedibile. Se per cambiare fronte impieghi troppo tempo, è inevitabile che gli avversari riescano a scalare e così a prenderti le misure.

I DUELLI INDIVIDUALI E LA FAME – Abbiamo perso tutti i duelli individuali” ha sottolineato Gigi Apolloni nel post-partita. Di fronte ad una squadra che si è schierata a specchio, in campo si sono visti troppi crociati sotto tono per sperare di vincere le rispettive dispute contro gli avversari. Questo però è forse l’aspetto meno preoccupante: una giornata di appannamento generale può anche capitare, e dopo quattro vittorie consecutive (al di là delle prestazioni) può anche essere fisiologica. Certo è che la speranza sarebbe quella di vedere una squadra che non basi tutto il suo gioco sull’individualità, anche per ovviare a situazioni di gioco come quelle di sabato scorso. Servirebbero maggiori movimenti, schemi ed automatismi per scardinare le difese avversarie troppo chiuse su sè stesse. Ma torniamo ai duelli individuali: e se fosse tutto un discorso di fame? Fermi tutti, che vi conosciamo e dunque facciamo una premessa obbligatoria: nessuno vuole dire che questo Parma non abbia fame di vittoria. Chiarito questo concetto, la squadra crociata anche sabato è apparsa quasi più compassata e meno “lottatrice”, come se volesse arrivare nell’area offensiva più attraverso la manovra (troppo lenta, però) che di prepotenza. Proprio per questo sono venuti fuori i limiti: con un giro palla macchinoso il Parma come dicevamo è stato costretto a disputare diversi apolloni-macerataduelli individuali all’interno del campo, di fatto perdendoli. Anche da questo punto di vista la squadra di Apolloni sembra che sia ancora alla ricerca di un’identità precisa: rapida manovratrice, capace di tessere una tela di passaggi alla ricerca di uno spazio per verticalizzare o tirare, oppure squadra maschia, magari un po’ “sporca”, ma che punta sugli scontri nei vari reparti e sulla lotta all’interno dell’area sui vari cross per fare male all’avversaria?

UNA DIFESA CONVINCENTE – Ci sono state però anche delle note positive e vengono dalla difesa, e non tanto per aver mantenuto la porta inviolata. Canini è stato autore di una prova convincente, con la sua condizione che sta raggiungendo un livello accettabile in grado di permettergli giocare come tutti si attendono da un giocatore come lui. Rispetto a quello che si era visto in precedenza è sicuramente un aspetto confortante. Anche Saporetti, chiamato all’ultimo momento per sostituire Benassi, ha disputato una gara attenta, anche se è stato servito poco dai compagni in fase di costruzione.

class-13provvTROPPO PRESTO PER FARE LA LEPRE?L’altra nota positiva, al di là di quello che ognuno possa pensare, è il secondo posto in classifica. Che quella di sabato sia un’occasione persa per raggiungere la vetta l’abbiamo sottolineato tutti, tra cui noi nel titolo dell’articolo dedicato al match di Macerata. Siamo però sicuro che questo Parma, allo stato attuale, sia in grado di fare la lepre e mettersi davanti alle altre? I crociati dimostrano ancora alcuni limiti importanti (come le altre concorrenti alla promozione, tra l’altro), sui quali c’è da lavorare. Visto come un pareggio come quello di Macerata è stato preso da un ambiente che continua a pretendere (a torto o a ragione) prestazioni migliori e più convincenti, forse è meglio rimanersene lì, ad una minima distanza di sicurezza, senza staccarsi dal treno delle prime. Soprattutto fino a quando questa squadra non riuscirà ad acquisire quelle sicurezze e quella fiducia in sè stessa necessaria per rimanere in vetta. Immaginate cosa potrebbe succedere in caso di risultato negativo contro il Padova: se avesse vinto a Macerata, da prima in classifica (con un semplice punticino di vantaggio) il Parma verrebbe scavalcato da almeno tre squadre, con ogni probabilità, scatenando un harakiri generale da parte della tifoseria (si scherza, eh…). Ecco, portiamoci a casa questo punto, ma soprattutto non dimentichiamo quelle che sono state le difficoltà (molte) incontrate sabato a Macerata. La prossima si gioca al Tardini contro il Padova: dopo un passo indietro, c’è la necessità di tornare a camminare.