PARMA, D’ORA IN POI BASTA ALIBI

Prima ci fu il mancato rilascio della Licenza Uefa. Poi le dimissioni di Ghirardi, il mercato al ribasso, il problema di Biabiany, gli infortuni di Cassani e Paletta, le difficoltà economiche, gli stipendi non pagati, la mancata cessione. La parola alibi viene spesso utilizzata con una connotazione negativa, ma tant’è, è proprio di alibi che stiamo parlandoTutti possono avere giustificazioni: i giocatori che non sono pagati, Ad e Presidente per questioni interne, i tifosi che stanno assistendo ad una situazione sempre più nera. Non c’è l’intenzione di crearsi queste scuse, sia chiaro, ma si tratta più che altro di una questione psicologica che crea un blocco ad una squadra che fatica sempre di più a reagire.

parma-stadio-tifosi-empoliIl Parma, questi alibi, li sta cercando di scacciare almeno a parole. Il problema, però, è che le parole non bastano. Dopo due settimane di profondo silenzio, nei giorni scorsi hanno parlato tutti: la società con un comunicato, il Presidente alla Gazzetta di Parma, la squadra con una lettera aperta ai tifosi, l’Amministratore Delegato in conferenza stampa. Un fiume di parole in quella che molti tifosi hanno denominato una valle di lacrime, ovvero un mix di incertezze societarie e profonde delusioni sul campo di gioco. Per non parlare della classifica che, vabbè, meglio evitare di guardarla.

Leonardi, dopo aver evitato ogni tipo di argomento sulle questioni societarie, ha chiesto a tutti di focalizzare le attenzioni sul campo. E’ da lì che deve ripartire il Parma, dalle macerie di un inizio di campionato davvero disastroso. Ed è costretto a farlo senza la fiducia dei tifosi. L’appoggio c’è, e ci sarà sempre, su questo i tifosi sono stati chiari. La fiducia, però, ha abbandonato Parma verso altri lidi, lasciando spazio ad una cappa di pessimismo cosmico che ormai regna in tutta la città.

E’ proprio la squadra che deve riuscire a regalare a tutto l’ambiente una fiducia nuova, o almeno una piccola speranza, con dei risultati che deve necessariamente conquistare sul campo. Certo, è la questione societaria a tenere banco, ed è normale che sia così. Ma il risultato della partita che si sta giocando dietro le scrivanie e negli uffici di Collecchio lo conosceremo solo più avanti, sia che vada in porto una cessione, sia che la ricerca di fondi per la prossima scadenza, quella del 15 febbraio, abbia successo o meno. Nel frattempo il campionato continua, e non si può pensare di poter convivere con questo grigiore fino ad allora.

abbonamento-rottooooUn tifoso, al termine della partita contro l’Empoli, ha preso il proprio abbonamento e l’ha spezzato a metà, gettandolo a terra. Un atto discutibile, ma comunque legittimo. Qui si tratta di fare una scelta: la situazione è questa, chi vuole abbandonare lo faccia e non sarà giudicato, ma chi vuole continuare a lottare deve farlo dando tutto sè stesso. Un ragionamento che vale per tutti, dal Presidente all’ultimo dei tifosi, passando per la dirigenza, per la squadra e per l’allenatore. Vincere aiuta a vincere, ma per raggiungere i tre punti serve un altro spirito fin da domenica. Nessun giocatore si merita questa situazione, e su questo non ci piove, ma ciascuno di loro ha un proprio orgoglio ed una propria dignità, al di là dei colpevoli che hanno trascinato il Parma fino a questo punto, che siano essi uno, nessuno o centomila.

La squadra ora andrà a Roma, cercando di cambiare aria e trovare quella serenità che ormai a Parma è una chimera. Una squadra che dopo aver toccato il fondo ed aver scavato un po’, non ha ancora trovato la spinta per risalire. Ora però non ci sono più alibi per nessuno, quella spinta va cercata con tutte le forze possibili. Prima che sia troppo tardi.

L’Editorialista