PARMA, DAL TERAMO AL DERBY INIZIA LA SETTIMANA PIÙ LUNGA DELLA STAGIONE – IL PUNTO DI PFZ.IT

Quella iniziata questa mattina è senza ombra di dubbio la settimana più lunga della stagione. Ancor più calda e tesa di quelle due passate alla ricerca di un allenatore e di un direttore sportivo dopo l’esonero di Minotti, Galassi ed Apolloni, oltre alle dimissioni di Scala. Le speranze cioccano amaramente con la realtà. Nessuno, ovviamente, dopo il cambio di guida tecnica si attendeva un miracolo in soli sette giorni (con due partite in mezzo), ma tutti dietro alla doverosa cautela covavano la speranza di una vittoria contro il Teramo, per lanciarsi poi con un morale migliore verso il derby di lunedì prossimo. Al Tardini però la sensazione è che ai crociati sia davvero finita la benzina, a causa non solo dei soli due giorni utili per recuperare, ma anche di una coperta già corta di suo, e che dopo i numerosi infortuni in difesa è diventata un piccolissimo scialle con cui cercare di ripararsi senza troppa fortuna.

Ci si poteva attendere qualche cambio in più nella formazione iniziale di Mister D’Aversa, costretto però a rinunciare all’ultimo anche a Saporetti. In effetti, osservando i giocatori in panchina, si poteva prevedere l’inserimento di giocatori come Ricci, Melandri (subentrato nel primo tempo per l’infortunio di Nocciolini) o Simonetti, ma è proprio a centrocampo che vi è una totale mancanza di ricambi che non permette ai crociati di avere giocatori freschi, in situazioni come queste, nel settore più importante del campo. Con Giorgino arretrato in difesa, in panchina vi era (appunto) il solo Simonetti. D’Aversa ha voluto forse puntare sull’esperienza e le capacità di palleggio di Miglietta, ma la squadra in generale ha perso in velocità e soprattutto nel secondo tempo non è mai riuscita a prendere in mano il pallino del gioco, segnale chiaro che non vi fosse la forza per farlo. Se poi l’ossigeno fatica ad arrivare lì in alto, diventa complicato anche compiere le scelte giuste nei diversi momenti della partita. Se a questo aggiungiamo i limiti evidenti di una rosa costruita male in estate, che non possono di certo scomparire da un giorno all’altro (o da un allenatore al sostituto) ecco a voi il pareggio contro il Teramo, squadra tutto sommato organizzata e molto generosa, con i tre attaccanti che erano sempre i primi a chiudere le traiettorie quando doveva iniziare la fase di impostazione crociata, ma sicuramente compagine non irresistibile anche per un Parma in difficoltà.

Ed è un peccato, perchè una vittoria (in qualsiasi modo fosse arrivata) avrebbe di sicuro aiutato dal punto di vista del morale, soprattutto dopo i tre punti esterni conquistati a Bolzano. Ora per il Parma ci sono sette giorni di lavoro, che saranno utili a D’Aversa per inculcare a Lucarelli e compagni ulteriori concetti con maggiore tempo per provare a metterli in pratica. Sarà però fondamentale recuperare le forze, e presentarsi al meglio dal punto di vista fisico. Sappiamo che il 100% è forse irraggiungibile, ma nel derby contro la Reggiana sarà fondamentale avere la forza di mettere in campo fino all’ultima goccia di sudore, ma anche la resistenza per non essere a corto d’ossigeno quando ci sono da prendere scelte importanti in campo, in tutti i reparti. Limitare gli errori, ed aggredire ogni pallone come se fosse l’ultimo: questo è quello che chiede la piazza. Se Sparta piange, di sicuro Atene non ride: la Reggiana ieri non è praticamente scesa in campo a Forlì, capitolando contro l’ultima in classifica. I cugini hanno anche la difficile gara infrasettimanale contro la FeralpiSalò, che di sicuro renderà più complicato l’approccio al derby dal punto di vista atletico e fisico. Ora però i crociati hanno la necessità di cercare convinzione nei propri mezzi. Pur con tutti i limiti del caso, con le difficoltà e tutto il resto, la partita di lunedì sera è veramente il punto alla fine del primo capitolo di questa stagione. Sta al Parma riuscire a scrivere un ultimo paragrafo che possa spingere i lettori ad avere speranza in un secondo capitolo decisamente migliore di quello precedente. Vincere il derby“, scrivono da settimane i Boys in Curva. Ecco, sarà sicuramente un’impresa difficile, ma sarebbe di sicuro un gran bel punto di (ri)partenza.