Paletta, futuro titolare azzurro, e la spilletta di PFZ: “La conservo gelosamente”

palettarepubblicaDopo Repubblica, anche la Gazzetta dello Sport capisce “l’importanza della spilletta di ParmaFanzine.it. Si, avete letto bene, l’importanza di quell’oggetto che molti dei nostri lettori conservano con giusto e motivato orgoglio, e che era finito tra le mani del Palettone Nazionale già qualche mese fa grazie anche a Sandro Piovani. Il giornalista della Gazzetta di Parma, al quale avevamo regalato una copia di quello che era un vero e proprio appello rivolto a Prandelli e alla Nazionale, un giorno prima di una gara dei crociati ci ha chiesto: Mi potete dare un’altra spilla di “Paletta in Nazionale”? La mia l’ho regalata a lui, l’ha vista e la voluta….

spillettaparmafanzinegdsCi piace pensare che proprio questo cimelio, ideato e disegnato dal nostro Vignettista come tutte le spille stampate fino ad ora, abbia in un certo senso aiutato Gabriel a raggiungere l’ obiettivo della maglia azzurra. Repubblica, quando la convocazione del difensore argentino era nell’aria, parlò di “spilletta elettorale“. La Gazzetta dello Sport, che proprio oggi parla del fatto che Prandelli stia pensando a lui per lo schieramento titolare da portare in Brasile, aggiunge un altro carico: “A Parma i tifosi avevano già visto il film in anteprima, e per lui avevano preparato una spilletta con scritto “Paletta in Nazionale” aggiungendo poi la testimonianza dello stesso Paletta, che ha candidamente affermato – “che io conservo gelosamente a casa”.

Sia Paletta che i fortunati tifosi che ne sono entrati in possesso custodiscono gelosamente una spilla disegnata appositamente proprio da ParmaFanzine. Le testimonianze iniziano ad essere sempre di più, e poco importa che il nostro nome venga citato o meno: come il Palettone custodisce con motivato piacere la sua spilletta, in Redazione facciamo lo stesso con la consapevolezza di aver creduto in una sua convocazione azzurra, e di averlo fatto fin dall’inizio del campionato. Lo sappiamo noi, lo sanno i nostri lettori, e con questo ci basta.

L’Editorialista