Nuovo Cinema Crociato – N° 7 – Cassano, Preiti, Palladino

Ed ecco la rubrica del giovedì. Si chiama Nuovo Cinema Crociato, e raccoglie le locandine e le trame dei film che vedono tra i protagonisti alcuni giocatori e dirigenti del Parma. Grazie al Nuovo Cinema Crociato potrete prendere spunto nel caso vogliate recarvi al cinema e proprio non sapete che film guardare.

Nella settima edizione del Nuovo Cinema Crociato, signore e signori…

unastagionedadioUNA STAGIONE DA DIO

Cast Principale: Antonio Cassano, Pietro Leonardi, Walter Mazzarri, le lacrime di Walter Mazzarri

Trama: Antonio Cassano è un giocatore in un periodo difficile della sua carriera. Ha toccato il cielo con un dito, in passato, ma nelle ultime stagioni ha davvero faticato a trovare la forma e la continuità. Un giorno, dopo l’ennesima mancata convocazione in Nazionale, mentre torna a casa aiuta un signore dall’accento romano che, nei pressi dell’Ata Hotel, era in preda di alcuni teppisti: “A regazzì, aiutame che me stanno a pestà perchè non li voglio prestà ar Gubbio…. Ar gabbio dovete annà!!“. Antonio però rimedia un occhio nero, e subito dopo riceve una telefonata da Mazzarri, che in lacrime (ormai piange a prescindere) gli dice che non conterà più su di lui per la prossima stagione. Per Antonio è proprio una giornata nera, e lui inizia ad imprecare, dicendo che è tutta colpa di Dio. Il giorno dopo, Antonio viene contattato proprio da Dio che gli propone di incontrarlo. Gli viene fatta una proposta molto particolare: prendere il posto di Dio per qualche tempo. Cassano, che nel mentre approda al Parma, usa i propri poteri, inizialmente, solo per divertirsi: durante gli allenamenti fa sparire i vestiti dei compagni che si ritrovano così completamente nudi in mezzo al campo, con un solo gesto della mano buca tutti i bicchieri di plastica dell’Emilia Romagna e, dulcis in fundo, asporta le ghiandole lacrimali di Mazzarri che, non potendo più piangere, entra in crisi mistica e schiera Belfodil titolare nella sua Inter. In campo, grazie ai poteri di Dio che ora sono in mano sua, fa miracoli, regalando classe e colpi di genio. Poi però capisce cosa voglia dire sostituirsi a Dio: riceve tutte le richieste di chi lo circonda, e la cosa lo fa impazzire. Stanco di sentire nella sua testa il “Dio fa che giochi domenica” di Sansone, il “Dio, fai che cambino le regole del football e che si possano prendere 10 ammonizioni prima di essere espulsi” di Valdes, il “Dio, se io farebbi bene giocando in campo, potessi forse segnare di più” di Rosi e il “La smettessero di rompermi le balle con sta storia di Sansone” di Donadoni, alla fine Antonio decide di rinunciare ai propri poteri, scoprendo di avere comunque sul campo un tocco divino che Dio gli ha donato e che non gli ha mai tolto, grazie al quale gioca una… stagione da Dio.

Esiste anche la versione musulmana, con protagonista Ishak Belfodil, nella quale il giovane algerino chiede a Dio che la sua metà venga valutata 10 milioni + la metà di Cassano, tratta da una storia vera.

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theringTHE RING

Cast Principale: Antonello Preiti, Giuseppe Marotta

Trama: In una notte piovosa due dirigenti sportivi parlano tra di loro di una vhs particolare che causerebbe la morte di chi la guarda dopo 7 giorni, intitolata “I migliori talenti del panorama calcistico mondiale“. Sembrerebbe una leggenda metropolitana, ma uno dei due si rende conto di aver visto proprio quel video in cui si vedevano i dribbling di Sotiris Ninis, i gol di Stefano Okaka e le parate di Pavol Bajza, e muore orribilmente proprio 7 giorni dopo. La videocassetta però continua a girare, e grazie al suo titolo fa gola a molti uomini di mercato che vorrebbero scoprire quei campioni che ti risolvono una stagione. Ben presto si capisce che tutto ha origine da un signore chiamato Antonello Preiti. Molti anni prima, infatti, Preiti, dotato di poteri paranormali, aveva la capacità di tesserare intere generazioni di giovani provenienti da tutte le parti del mondo, e per sbaragliare la concorrenza era capace di causare sciagure ai dirigenti delle altre squadre che gli giravano attorno. Un giorno Ghirardi, accortosi di avere ben 134.786 tesserati e preoccupato che alla consueta cena di fine anno in cui offre il pasto a tutti i suoi giocatori non ci fosse culatello sufficiente anche per lui, decide di annegare Preiti nella piscina del Centro Direzionale di Collecchio. Da quel momento, però, nasce una maledizione, e qualsiasi dirigente che ha la sciagurata idea di visionare la vhs incriminata muore 7 giorni dopo per mano proprio di Antonello Preit. Si salva solo Marotta, che non riesce a visionare la Vhs correttamente, scoprendo così l’unico modo per salvarsi…

ll film è vietato ai minori di 18 anni, i dribbling di Ninis non sono adatti ad un pubblico suggestionabile.

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diehardDIE HARD – MUSCOLI DI CRISTALLO

Cast Principale: Raffaele Palladino

Trama: Un calciatore di nome Raffaele Palladino giunge a Parma per cercare di sfondare nel calcio che conta. I suoi muscoli, però, lo tradiscono e per anni deve lottare contro la sfortuna che lo perseguita: Palladino infatti è spesso infortunato e non riesce mai a trovare la forma adatta per poter essere disponibile alla causa. Per combattere la sfortuna le prova proprio tutte: compra talismani di ogni tipo (orecchini a forma di cornetto antisfiga – vedi locandina -, sale dentro alle scarpe, un ciuffo di capelli di Chuck Norris dentro ai calzettoni), recita formule arcaiche che gli sono state twittate da Lucarelli (“a me funzionano, ho 36 anni e corro ancora come se ne avessi 18…“), ma non c’è verso di sconfiggere quella sfortuna che lo perseguita. Poi, un giorno, ha un’illuminazione: guardando un dvd intitolato “Tutte le conferenze stampa di Donadoni dal 2010 ad oggi“, capisce che il proprio mister gli sta mandando un segnale: per sconfiggere la sfiga “serve determinazione“, frase che ad ogni conferenza Donadoni ripete almeno 43 volte. Proprio grazie a questo segnale inviatogli dal proprio allenatore, Palladino trova la forza necessaria per rimettersi in sesto e tornare così disponibile e pronto a prendersi la sua rivincita.

La conferenza stampa di Donadoni utilizzata nel film, per ovvie ragioni di tempo, è la più corta tra quelle che ha rilasciato. C’è però una versione UnCut del film in cui Palladino guarda una conferenza in cui Donadoni riesce a ripetere per ben 67 volte la fatidica frase che poi porterà Raffaele a convincersi di aver trovato il rimedio giusto.

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L’Editorialista

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