NON SOLO IL PARMA: DALLE CENERI STA RINASCENDO UN’INTERA COMUNITA’ – L’EDITORIALE DI PFZ.IT

Non c’è verso e non ci si può fare niente, chi viene adesso si innamora per sempre. Questa frase, contenuta nella “voce” dei Boys dopo la trasferta di Brescello, rispecchia perfettamente un’editoriale che abbiamo in mente da qualche settimana, e che ora come ora è arrivato il momento di scrivere. Già, perchè da una parte c’è il esultanza-sotto-curvacampo, con un Parma primo a 26 punti, raccolti grazie a otto vittorie e due pareggi, ma dall’altra c’è tutto il resto. I tifosi, le trasferte, i fumogeni, i cori, gli abbonati, l’entusiasmo e le emozioni: tutte facce di una medaglia, quella della rinascita crociata, che hanno forse un’importanza molto più grande di quella che viene percepita attualmente dai semplici appassionati o dagli addetti ai lavori.

Una medaglia, quella della rinascita, che è molto più forte e resistente di qualsiasi critica o polemica. Dalla facilità causata dai 25€ per un abbonamento in Curva, al “tifo per moda”: in tanti hanno opinato (cosa tra l’altro sempre legittima a prescindere, al di là delle differenze di vedute) su ciò che a Parma sta accadendo da quel 31 luglio, quando la campagna abbonamenti in poche ore aveva già infranto il record storico di tessere della Serie D. In molti hanno anche risposto, perchè la pensavano in modo diverso o per difendere in modo campanilistico i numeri di un qualcosa che, volenti o nolenti, entrerà nella storia. Mentre la polemica, nei bassifondi del web, continuava (ed in parte continua tutt’ora), in pochi hanno però pensato al reale valore di tutto quello che ammiriamo domenica dopo domenica.

Iniziamo a rispondere con estrema sincerità a due domande precise. Gli abbonamenti a 25€ hanno facilitato il boom di tessere vendute? Non c’è la controprova con un prezzo diverso, ma sarebbe da stolti negarlo. C’è anche chi si è abbonato semplicemente per seguire l’onda d’entusiasmo che si è creata in pochi giorni? Non tifosi-lentigioneabbiamo la certezza, ma crediamo che sia evidente che sia così. Detto questo, però, nasce spontanea una terza domanda: dov’è il problema? Perchè lì dove in molti fin dall’inizio hanno visto un difetto, una limitazione, un valore negativo che andava ad intaccare ciò che stava nascendo, noi abbiamo visto una grande, grandissima e fondamentale opportunità: ricreare un senso di appartenenza. Senza scordare il passato, perchè non va dimenticato mai, ma senza precludere nulla al futuro.

Ad Arzignano in 1.000, ma quando andavamo a San Siro invece eravate in quattro gatti. Questa una delle frasi che dopo l’esordio stagionale è circolata sul web. Beh, non capiamo nemmeno dove sia la polemica: è un dato di fatto. Ma i tifosi del Parma, per un bel po’ di anni, a San Siro ci andavano in diverse centinaia, sulle ali dell’entusiasmo, a cavallo di un spirito di appartenenza che era più forte di qualsiasi distanza o risultato, come quando contro l’Inter i crociati di Prandelli videro sfumare un posto in Champion’s League. Sono tante le cause di un logorio che, qualsiasi cosa si possa pensare, c’è stato. Il primo crac, la nuova proprietà, le leggi repressive, i controlli all’ingresso, l’acquisto dei biglietti che ormai in certe categorie è diventata un’impresa. Una serie di cambiamenti delle regole in corsa, che hanno spinto molti tifosi ad allontanarsi, o ad assopire quell’amore cieco verso la propria squadra.

Ora, però, si è ripartiti da zero. Si è ripartiti da Brescello, Arzignano, Chioggia, come del resto è già successo in passato per molti tifosi un po’ più in là con gli anni. L’aspetto più importante di queste trasferte non è insito nei numeri, o nelle vittorie, perchè sono fattori che aiutano ma non sono basilari. La cosa fondamentale di arzi-tifosiqueste partite è la rinascita di un senso d’appartenenza per molti, o l’inizio di un nuovo amore per altri. Sono lì per moda? Perchè costava 25€? Può essere, forse per alcuni (una piccola parte, però) è anche così. Ma quando un abbonato per moda e per i prezzi invitanti si siede con altre tremila persone, e poi scatta con le braccia al cielo gridando “Magico Parma Alè”, poi si guarda attorno e capisce di far parte di qualcosa di importante, che forse lo segnerà per sempre. Perchè la rinascita del Parma è anche la rinascita dei suoi tifosi, che domenica dopo domenica stanno rigenerando uno spirito nuovo che sta contagiando tutti.

Il consiglio, dunque, è quello di non pensare al perchè quelle persone sono lì, ma di vivere e godere ogni momento, di sentirsi parte di un qualcosa di grande che sta nascendo, e che dovrà essere più forte di ogni ostacolo che, inevitabilmente, si presenterà nel proprio cammino. E quando scoccherà quel colpo di fulmine che ricorderete per sempre, vi renderete conto di aver vissuto in prima persona la rinascita di un’intera comunità, alla quale anche la società deve partecipare costruendo una squadra che possa tornare dove gli compete. E non sarà importante dire che “noi c’eravamo”, ma sarà spontaneo urlare “noi ci saremo”.