MISTER MORRONE: “CONTENTO DI PARTIRE CON LA SQUADRA DELLA CITTA’ CHE AMO. MI ISPIRO A GUIDOLIN”

Questo pomeriggio a Collecchio sono partite le attività delle squadre del Settore Giovanile (gli Juniores di Barone hanno già cominciato da qualche giorno). Ed è un primo giorno di scuola per Stefano Morrone, ex capitano dei crociati ed ora allenatore degli Allievi, che ai nostri microfoni non ha nascosto la gioia e l’emozione per quest’avventura.

Ecco il video integrale e la trascrizione dei punti salienti dell’intervista:

Se è meglio allenare che giocare? Si, per me è meglio così, l’ho detto altre volte. Non avevo più la testa e le gambe per continuare a giocare. Sono felicissimo per questa nuova avventura, non vedo l’ora di iniziare, per fortuna si parte, c’è tutto l’entusiasmo per questa nuova avventura. Mi piace l’idea di iniziare questo lavoro a morroneParma, nella città che amo, che mi ha dato tanto, ed essere uno dei punti di ripartenza in quest’annata mi fa piacere. Crisi di nostalgia del calcio giocato? Ogni tanto mi viene voglia, vedendo i ragazzi della prima squadra che si allenano, ma poi resta lì quando vedo che fanno fatica… – ride – ormai è andata, e quando vedo di qua mi piace più di qua”.

Se sono più emozionato dei ragazzi? È vero, oggi parlando con mia moglie dicevo che sono più emozionato oggi di quando giocavo a San Siro davanti ad 80mila spettatori. È una sensazione nuova poter parlare con i ragazzi, come si gioca, come si fa, è un impegno ed una responsabilità. La testa va solo in quella direzione, anche quando sono a casa penso solo a questo. Le prime parole che dirò ai ragazzi? Io mi sono appuntato alcune cose: il primo è il senso di appartenenza, ed alcuni ragazzi hanno rifiutato anche offerte più importanti per restare, e di ciò ne vado fiero. Devono pensare a divertirsi ma anche a sognare, perchè ci dev’essere la voglia di arrivare in quel campo lì in fondo…”

Un allenatore a cui mi ispiro? Penso che tanti mi hanno dato qualcosina, ma se devo dire qualcuno direi Guidolin, perchè negli anni è quello con cui sono riuscito a dare di più, mi piaceva il suo modo di fare, e come tirava fuori il meglio da ogni giocatore, e secondo me questo è un punto importante per ogni allenatore“.