LA METAMORFOSI DI CASSANO: “PETER PAN” E’ CRESCIUTO PER DAVVERO…

22 settembre 2013, ore 15:45. Antonio Cassano abbandona il prato del Massimino e raggiunge gli spogliatoi per restarci. Il tecnico, dopo una sola frazione di gioco, decide di inserire al suo posto Palladino. “Donadoni gli regala un tempo intero, inutilmente“. “Irritante. Cammina e anche piano. Il terreno bagnato gli avrà consigliato di risparmiare energie, fatto sta che se in altre occasioni s’è salvato con qualche intuizione da fermo, ieri non ha fatto che lanciare il contropiede avversario perdendo palla nei modi e nei momenti meno opportuni“. Così la Gazzetta dello Sport e la Gazzetta di Parma, in maniera assolutamente condivisibile, hanno giudicato quella prestazione da dimenticare. Catania-Parma terminerà 0-0 ma FantAntonio, si sa, fa sempre notizia: il giorno dopo, proprio per quella sostituzione, alcuni giornali titolarono: La sua avventura a Parma è già finita?

cassano-esultaSono passati 407 giorni, eppure sembra che sia trascorsa un’eternità. Il filo conduttore che ha caratterizzato l’avventura di Cassano in maglia crociata, però, è uno solo: il pregiudizio. “Del resto la sua storia parla per lui“, dicono quelli che alla prima smorfia tirano fuori dal cassetto parole preconfezionate come Nutella, Sampdoria, Genova, Cassanate… Ci sono anche i pregiudizi positivi, ci mancherebbe: Cassano è un campione oppure, per dirla alla Totti, “è il giocatore più forte con cui abbia mai giocato. Non ho intenzione di districarmi in un’analisi dettagliata con lo scopo di capire quali di questi pregiudizi siano in fondo condivisibili o meno. Osservare il Cassano di Parma con questi “filtri”, però, non permette di apprezzare fino in fondo quella che giorno per giorno, pagina dopo pagina, sta diventando una storia che nessuno, forse, avrebbe pensato di raccontare.

peter-pan-cassanoLa stagione che ha visto il Parma raggiungere il sesto posto, evidentemente, non era sufficiente. Erano in molti (qualche dubbio lo nutrivo anch’io) ad essere sicuri che Cassano, dopo il Mondiale, non avrebbe avuto più gli stimoli giusti. Cassano, però, va osservato con attenzione. Dalla gara di Catania dello scorso anno a quella contro l’Inter di sabato sera, dalle pettorine gettate con rabbia in allenamento ai torelli in cui è lui a tenere alto il morale della truppa, c’è una storia fatta di tanti, tantissimi elementi. Troppo facile osservare il barese per 90′ a settimana e pensare di conoscerlo perchè, in fondo, “Cassano non cambia mai…. Alcune cose non cambieranno di certo, come la sua sincerità. Nel bene o nel male, sarà sempre la stessa, come quella vena “casinista tipica del compagno di classe che in pullman si siede in fondo e non sta zitto nemmeno per un secondo. Qualcosa però è cambiato: “Peter Pan” (azzeccatissimo soprannome coniato da Carlo Zampa ai tempi di Roma) è cresciuto, è cresciuto davvero.

cassano-rizzoliBasti pensare alle sue parole dopo la partita con il Chievo, a tutti gli incitamenti, alle pacche sulle spalle e agli applausi che dedica ai propri compagni anche dopo errori grossolani. No, Cassano non è più quel “Peter Pan” un po’ megalomane che pretende di scegliersi i compagni, portare il pallone da casa ed averlo sempre tra i piedi. Antonio ora corre, lotta, si sacrifica, esulta, va sotto la curva. E soprattutto ha imparato a farsi conoscere, a far capire agli altri che nonostante gli eccessi che hanno caratterizzato la sua carriera lui in fondo ha un cuore grande così. L’hanno capito gli arbitri, come ad esempio Rizzoli, che durante Parma-Inter si è visto afferrare entrambi i polsi da un Cassano che non riusciva a capire il motivo di una sua decisione, ed invece di espellere il barese per questo gesto fuori dalle righe ha deciso di spiegare con tranquillità le sue ragioni. L’hanno capito i suoi compagni, che hanno imparato a ridere con lui durante gli allenamenti, a sopportare con il sorriso le sue uscite, accettando i suoi scherzi. Ora lo sta capendo il pubblico di Parma.

Un pubblico, quello del Tardini, che applaude convinto dopo un suo colpo di tacco, ma che si spella le mani quando vede che “Peter Pan” quel suo cuore grande così lo getta in campo, guidando i propri compagni verso un’isola che non c’è, ma ci sarà. E non stupitevi se da quella seconda stella a destra vedrete passare il Parma accompagnato da quel buontempone di Antonio che, voltandosi indietro, dirà a “Mariano” Coric la stessa cosa che gli ripete ad ogni allenamento: c’hai le spigole al posto dei piedi…

L’Editorialista

(La foto di Cassano e Rizzoli, poi modificata, è di Repubblica.Parma)