MELLI “LASCIATO IN TRIBUNA” E LA GESTIONE DEI COSTI PER LA SERIE D

No Melli no Parma. Questo è il “motto” utilizzato nelle ultime ore da moltissimi tifosi, da quando si è diffusa la notizia secondo la quale Sandro Melli non farà parte di Parma Calcio 1913, uno dei due progetti che si contendono l’affiliazione della Figc per iscrivere il “nuovo” Parma alla prossima Serie D.

Il mondo del web, si sa, è capace di diffondere in pochi secondi un’indiscrezione trasformandola in una vera e propria valanga di grande dimensioni. Basta guardare il nomellinoparmaprofilo dell’ex bomber crociato, preso letteralmente d’assalto da decine di tifosi che hanno voluto testimoniargli la loro solidarietà, e allo stesso tempo lanciare un segnale d’allarme. È stato sufficiente che la voce arrivasse all’ orecchio di ad alcuni supporters, ed in pochi minuti i messaggi si sono diffusi a macchia d’olio. All’origine del “taglio”, però, non ci sarebbe nessun dissapore: non si tratterebbe, infatti, di una scelta legata ad antipatie o a valutazioni personali. Per capire i motivi di questa decisione, bisogna forse fare un passo indietro ed osservare da lontano la situazione.

Il Parma, il glorioso Parma, dovrà ripartire dalla Serie D. Beh, è pur sempre il Parma“, sostiene giustamente più di qualcuno. La Serie D, però, è pur sempre la Serie D, sostiene invece qualcun’altro. Se il tetto ingaggi per un giocatore (stelle e cannonieri compresi) e di 33mila euro lordi, gli stipendi di quelle persone che ricoprono
un ruolo in società non possono che scalare di conseguenza
. Non è un obbligo, sia chiaro, visto che il nuovo Parma (sia se sarà Magico, sia se sarà Calcio 1913) avrebbe le potenzialità economiche per mantenere un organico societario da Serie A nonostante si trovi a giocare in quarta divisione. Se nei mesi scorsi si parlava però di un progetto che avrebbe puntato a costituire fin da subito una società con tutte quelle figure tipiche di un club professionistico, nelle ultime settimane ci sarebbe stata una virata verso la formazione di una dirigenza e di una “piramide societaria” in linea con quelle delle altre società di Serie D, anche perchè il tetto ingaggi dei calciatori è una condizione del regolamento che non può essere cambiata. E se il capocannoniere della tua squadra prende 1000/1500€ al mese, tutti gli seriedparmaaltri stipendi potrebbero andare a scalare, dirigenti e amministratori inclusi. Lo stesso dicasi per la mansioni da svolgere. Un conto, infatti, è quando una società di Serie A si trova a vivere la quotidianità con tutte le sue componenti, comprendendo settore giovanile, magazzinieri, allenatori e staff che si trovano a gestire allenamenti giornalieri, trasferte da organizzare, situazioni istituzionali da gestire, e via discorrendo. Un altro conto è quando invece in Serie D la tua squadra fa quattro allenamenti a settimana in un campo “a noleggio”, per le trasferte l’unico aspetto da organizzare è l’orario della partenza del proprio pullman, senza contare che, almeno per il momento, non c’è nemmeno un Centro Sportivo da portare avanti.

Da tutti questi fattori sarebbe nato il discorso che ha portato Sandro Melli ad essere “liberato” da Parma Calcio 1913, qualora quest’ultimo ricevesse l’affiliazione, con la possibilità per l’ex bomber crociato di trovarsi un’altra sistemazione in attesa che la squadra torni almeno in Lega Pro. Già, perchè la porta, per Melli, non è chiusa ad un inserimento futuro, anzi. Soprattutto se consideriamo il fatto che lo stesso “bomber” è un idolo da sempre di alcune delle figure essenziali di Parma Calcio 1913, e proprio per questo immaginiamo la difficoltà di gestire una scelta di questo tipo. Proprio per la profonda ammirazione e per il rispetto nei confronti di una figura che a parte qualche spezzone altrove ha da sempre fatto parte del Parma, Parma Calcio 1913 avrebbe deciso di non “svilire” un personaggio così importante dandogli quattro noccioline ed un ruolo quasi ininfluente. Molti tifosi, nel frattempo, hanno però deciso da che parte stare, e su internet gridano anche oggi il loro disappunto. “No Melli no Parma“, si legge ripetutamente nel profilo Facebook di “Ciccio”, quel “bomber” che il Parma di Scala ha lasciato in tribuna, almeno per quest’anno, ma che conoscendolo potrebbe spesso disertare i seggiolini centrali per apparire in Curva Nord. In attesa, ovviamente, che tocchi ancora a lui.