MELLI: “LA LETTERA? DETTATA DALL’AMAREZZA. MANENTI? AL SUO ARRIVO L’ABBIAMO VISTO COME UN MESSIA”

Durante la puntata di Bar Sport, in onda su Tv Parma, Sandro Melli ha raccontato i motivi della sua lettera a Ghirardi pubblicata su Facebook a poche ore dal fischio d’inizio di Parma-Atalanta. Il Team Manager crociato è poi tornato a parlare di ciò che è successo negli ultimi anni della gestione dell’imprenditore bresciano, per poi raccontare le sue sensazioni sul dopo-Ghirardi.

Ecco la trascrizione del suo intervento:

melli-barsport1La mia lettera? E’ la lettera di un tifoso e di un dipendente. Ho pensato alla sofferenza di entrambe le categorie, ed io le rappresento entrambe. Mi sono fatto portavoce di due categorie che soffrono più di chiunque altro. Il tifoso soffre per la situazione di una società gloriosa che è su tutti i giornali per questioni non positive, e il dipendente soffre in particolar modo, perchè ha passione ed amore per il proprio lavoro, ha lavorato per il Parma per tanti anni e non riceve lo stipendio da parecchi mesi. Mi sono permesso di scrivere questa lettera che segna la mia amarezza per ciò che sta succedendo. Non so se ho fatto bene o meno, ma l’ho fatto con il cuore. Sicuramente il mio obbiettivo non era quello di diventare l’idolo della gente, che mi ha sempre amato. Non cercavo altri riconoscimenti. Mi fanno piacere gli attestati di stima, ne ho ricevuti tantissimi, ma in quel momento il mio cuore e la mia testa erano verso i tifosi e i dipendenti. Volevo manifestare un’amarezza dettata da un percorso che ho vissuto in questi dieci anni, da Bondi fino all’arrivo di Ghirardi e poi di Leonardi. Le colpe suddivise al 50%? Ho sempre detto personalmente a Pietro Leonardi che era così, perchè la casa di proprietà era di Ghirardi, ma l’inquilino che la gestiva era Pietro Leonardi. I fatti poi verranno appurati, ma a me interessa poco il passato: mi interessa capire se il Parma riuscirà a venire fuori da questa situazione. Come si potrà fare non lo so, ma vedo tantissima gente che ci sta provando, e questo mi rende fiducioso. La trasformazione di Ghirardi? Io nella mia lettera ho fatto un errore di pancia, che è il discorso del paesello di campagna. Io chiedo scusa agli abitanti di Carpenedolo, perchè se Ghirardi ha fatto un errore non vuol dire che gli altri abitanti siano cattive persone. Ghirardi quand’è arrivato è piaciuto a me ed è piaciuto a tutti. E’ una persona che è arrivata a Parma nel modo giusto, con passione, con amore per il calcio, senza fini personali. A me è piaciuto molto, ci ho lavorato assieme e credo di aver instaurato un ottimo rapporto con lui, ma poi questa persona è cambiata, si è trasformata. Ho sempre sperato di ritrovare quel Tommaso che ho visto all’inizio, ma purtroppo questo ai miei occhi non è accaduto. Questo mi è molto dispiaciuto. E’ come sentirsi non dico tradito, ma ferito. Io ho detto a lui personalmente queste cose, ma lui diceva che le cose andavano bene, che non c’erano problemi, che io vedevo fantasmi che non esistevano, quindi io prendevo ed accettavo la spiegazione. Perchè non ho parlato prima? Capisco la domanda, ma intanto sono un dipendente, faccio il Team Manager e quindi non posso esprimere certe cose, non è un ruolo di peso. La squadra andava a mille e per tirar fuori certe cose ci vorrebbero delle prove, e se poi il sottoscritto esce e dice che le cose non vanno bene ed il giorno dopo la famiglia Ghirardi sistema tutto, io sarei stato spiazzato. Oltretutto io, ex giocatore del Parma e parmigiano, che denuncio il Parma? In un melli-barsportmomento in cui la squadra va benissimo sarei stato un pazzo scatenato. Non era il mio scopo cercare di fare la crociata contro il Parma, che è tutta la mia vita. Speravo in cuor mio che le cose potessero cambiare o che ci fosse una soluzione che io non avevo preventivato. Io non sono Ad o Presidente, sono un Team Manager. Chiunque vive lo spogliatoio però può dire che io a più riprese mi sono fatto sentire, magari anche litigando, ma rispettando i ruoli. Ghirardi l’ho sempre chiamato Presidente, Leonardi sempre Direttore: io ho rispetto per i ruoli. Un momento in cui ho pensato che le cose stessero prendendo una brutta piega? Due anni fa, nel periodo estivo, ho pensato che non si potesse più tornare indietro. Poi era una mia sensazione, non avevo elementi così importanti, ma in quel momento l’ho pensato. L’anno scorso il Parma ha vissuto un anno straordinario, ma io no. Speravo di sbagliarmi nelle mie considerazioni, ma ho vissuto un anno terribile. Io faccio un calcolo: le altre società avevano 30-40 giocatori in rosa, noi 240. Non vedevo giocatori di grosso valore, non sembravano prospettive, ho visto che giocavano tutti in Serie C, e mi sono chiesto il perchè. Magari eravamo i più furbi, invece di essere i più coglioni, non potevo saperlo perchè magari nel calcio a volte ci sono delle idee geniali. Credo che il Parma non abbia debiti con le banche, credo 8 milioni, ha debiti con le persone. L’errore più grosso è proprio questo. Il Milan ha un debito di 250 milioni con le banche, mentre il Parma ha fatto debiti con fornitori, giocatori, società sportive. Se Ghirardi è stato influenzato da qualcuno? La figura di Leonardi sicuramente ha influenzato il suo modo di vedere il calcio. Lui aveva in mano tutto, ma il proprietario di casa era Ghirardi, anche se a Parma non si muoveva una foglia se Leonardi non diceva che bisognava spostare quella foglia lì. Un giudizio sul dopo Ghirardi? Taci non è nemmeno venuto a Parma, non so se si è presentato. Faccio fatica a dare un giudizio su persone che non ho conosciuto. Ho parlato solo una volta con Kodra. Non posso parlarne bene, sono venuti ed andati via in un mese e mezzo cambiando tre o quattro presidenti dalla mattina alla sera. Manenti? Sono abituato a giudicare quando vedo dei fatti. Ad oggi non ne ho visti, lo stiamo aspettando tutti quanti, perchè l’abbiamo visto quasi come un Messia quand’è arrivato. Era una persona che veniva a salvarci, la forma poi a me interessa poco. Stiamo aspettando, restano pochi giorni, vogliamo qualcosa di concreto perchè se no serve a poco. Parma in tutto questo ha dimostrato una civiltà straordinaria, siamo dieci volte più avanti di tutti. Forse è stato un handicap all’inizio nel percepire il problema, ma tanto di cappello a città e tifosi“.