Massimo Gobbi: l’importanza di un Senatore con l’umiltà del Gregario.

Questa settimana si è parlato molto di Senatori. Dei Senatori, quelli veri, occupati ad eleggere il Presidente della Repubblica; oppure dei Senatori del Parma, che hanno rinnovato il contratto anche per il prossimo anno, come Lucarelli, Marchionni, Morrone e Pavarini.
Non si parla, però, di un’altro Senatore, che magari è meno protagonista nei vari “rotocalchi” dedicati ai gialloblù, ma che ridendo e scherzando quest’anno è il crociato (dopo Paletta) che ha giocato di più: stiamo parlando di Massimo Gobbi, e dei suoi 2678 minuti giocati quest’anno.

Non si tratta solo delle presenze e dei minuti giocati: Massimo dal suo arrivo a Parma ha conquistato il ruolo di vero e proprio “uomo spogliatoio” per la sua serietà e per la sua simpatia. Mai sopra le righe, nemmeno quando magari si concede qualche giorno di vacanza.
1massimo gobbiTre anni fa, di ritorno da Madrid verso l’Italia, mi stavo dirigendo alla porta d’imbarco assegnata al volo Ryanair sul quale sarei salito di lì a poco. Sarà per le mie dimensioni, vuoi anche per una certa comodità, ma da sempre quando viaggio con la compagnia irlandese scelgo di acquistare la priorità d’imbarco, per poter essere uno dei primi a salire in cabina e acapparrarmi il posto nelle file d’emergenza, le uniche che hanno uno spazio “umano” per le gambe del passeggero.
Mentre stavo attendendo l’inizio delle procedure d’imbarco, proprio di fronte a me è sfilato il protagonista di quest’articolo. Massimo Gobbi, accompagnato da quella che presumo fosse la sua compagna e da un piccolo trolley, probabilmente si era regalato un breve soggiorno nella capitale spagnola, oppure era andato a Madrid a vedere qualche concerto, essendo appassionatissimo di musica rock, nonchè discreto chitarrista. Non essendosi fermato nella coda riservata ai passeggeri con la priorità d’imbarco, ho pensato che si stesse dirigendo verso un’altro “gate”. “Peccato – ho pensato – non gli ho nemmeno stretto la mano”. Lo seguo con lo sguardo, e mi accorgo che invece di continuare per la sua strada si ferma alla fine dell’interminabile coda dei passeggeri senza priorità destinati al mio stesso volo, e inizia tranquillamente ad aspettare. “Ma come, un calciatore di Serie A che non solo viaggia con Ryanair, ma che inoltre non acquista nemmeno la priorità d’imbarco?”. Ovviamente mi sono avvicinato, anche se ho sempre profondo rispetto dei calciatori, soprattutto quando magari stanno godendo di una piccola vacanza e quindi non hanno troppa voglia di trovarsi di fronte il tipico tifoso esagitato che inizia a scattare foto a tutto spiano. Lo chiamo per nome; lui mi guarda stupito e non capisce. “Massimo, sono un tifoso sfegatato del Parma, volevo semplicemente darti la mano e dirti che sei un grande”. Lui sorride, timidamente. Si capisce che magari non essendo un giocatore troppo “mainstream” non è poi così abituato ad essere riconosciuto in ogni parte del globo. Mi stringe la mano, mi ringrazia.
“Mi ringrazi? Per cosa? Grazie a te!” penso io…

23368_458277317579111_1870035362_nDa quel giorno ho iniziato a stimare ancora di più questo calciatore. Pensateci un attimo: da quando è arrivato a Parma si è sempre fatto la fascia sinistra con il massimo impegno, dando sempre il suo contributo. Non si è mai tirato indietro, in nessuna occasione, ha lavorato sempre in silenzio e con umiltà. Lui, appassionato di musica rock e dei Litfiba, che magari dopo aver sudato in campo quando può va di corsa a sudare anche ai concerti dei Metallica e dei Radiohead.

Ora la notizia della settimana è quella del rinnovo per un altro anno per i Senatori del Parma; per quanto mi riguarda ne manca uno, che il posto se l’è guadagnato sia come calciatore che come persona.
Per me Massimo Gobbi è da riconfermare, senza sè, e senza ma.


L’Editorialista