MANENTI: “DOMANI FINIREMO LA DUE DILIGENCE: NON SCAPPO” – GHIRARDI: “TACI NON HA MANTENUTO LE PROMESSE”

manenti-romaIl Sindaco Pizzarotti, all’uscita dal Tribunale, è stato chiaro: “La palla ora è in mano a Manenti”. Lo stesso Giampietro Manenti ha parlato ai microfoni di Parma Today, cercando di portare la sua versione: “Tutti parlano meno io – ha detto Manenti –  La situazione è quella che sapete tutti, se ci sono da portare i libri in Tribunale li portiamo. Tutto dipende da quello che esce dalla due diligence. Il fallimento? Non credo proprio, io sono il proprietario e ora vi divertite voi, poi parlerò io a tempo debito. La due diligence finirà domani e presto avrete notizie. Ora lasciatemi lavorare perché qua non c’è tempo da perdere. Per quanto riguarda le somme, stiamo lavorando, cerchiamo di sbloccarle il prima possibile, anche se non penso sia solo una questione di soldi. Io non scappo e non sono mai scappato, martedì ci sarà l’incontro che presiederò in qualità di presidente“.

ghirardiSempre oggi, Ghirardi ha detto la sua sulla situazione della società crociata, scaricando di fatto le responsabilità su Taci, quasi come se il Parma non fosse stato suo fino a dicembre.L’indebitamento “corrente” ammonta a 73,5 milioni – ha detto Ghirardi al blog di Zazzaroni –  Riguarda fornitori, procuratori, personale federale, dipendenti e tasse correnti. Si tratta quindi di debiti che, all’occorrenza, potrebbero essere oggetto di trattativa e accordi di rateizzazione. Attraverso il saldo di una o due mensilità ai dipendenti (calciatori e non) e la copertura di alcune posizioni di fornitori a rischio, la società avrebbe sicuramente il tempo di valutare un progetto industriale serio volto al salvataggio del titolo sportivo. Complessivamente potrebbero essere subito necessari circa 5 milioni“.

“Faccio un passo indietro – ha continuato Ghirardi – 
il 4 novembre 2014 è stato firmato il preliminare di vendita tra il sottoscritto e Rezart Taci. 
Fino alla data del passaggio delle azioni (19 dicembre) il Parma non ha avuto operatività poiché era in corso una due diligence. 
Il 19 dicembre, la firma dell’atto di vendita nel quale Taci, segnalatomi con calore da dirigenti del nostro calcio, indicava chiaramente l’intenzione di garantire la continuità aziendale facendo fronte ai debiti. 
Da quella data è iniziata, in sede, una seconda due diligence che ha bloccato nuovamente l’operatività. 
Il 6 febbraio la società è passata nuovamente di mano. Se Taci avesse immesso nella società anche parte di quanto promesso, la continuità sarebbe stata garantita”.