MAIETTA (PRES. LATINA): “LEONARDI? AVERLO È SOLO UN PRIVILEGIO. ERA UN UOMO SOLO E DISPERATO”

Continuano gli strascichi causati dall’editoriale del sito Calciomercato.com dedicato a Pietro Leonardi e al suo ruolo di dirigente del Latina dopo il Crac Parma. Questa volta a parlare è il Presidente del Latina, Pasquale Maietta, che non ha però risposto sulle colonne del noto sito calcistico, ma l’ha fatto tramite il portale locale LatinaQuotidiano.com.

Ecco le sue parole:

“Leonardi nella sua carriera ha ottenuto risultati importarti. E’ stato dg dell’Empoli, dell’Udinese che approdò in Champions League e uno dei massimi esponenti del Parma che, dal punto di vista sportivo ha ottenuto ottimi risultati. Per una società di Serie B come il Latina avere un dirigente di questo profilo è solo un privilegio. L’inchiesta giudiziaria? Rispetto a quella che è la legge italiana, Leonardi è un soggetto che è presumibilmente innocente rispetto a quelle che sono le contestazioni che vengono riportate nei suoi confronti. Leonardi mi leonardi2-1pare che a Parma fosse soltanto un dipendente e non colui che dovesse cacciare i soldi. Io ho un’amicizia con Leonardi che va avanti da moltissimo tempo, quando l’ho conosciuto era circondato da una pletora di persone. Quando l’ho rincontrato, dopo i fatti di Parma, ho visto un uomo solo, disperato, che aveva bisogno di lavorare per portare avanti la sua famiglia. Noi come Latina Calcio abbiamo deciso di dare la possibilità a lui di avere uno stipendio. Quindi è una persona che con i fatti del Parma non si è arricchito. Siamo una società di piccolo rilievo nel panorama calcistico nazionale, nel senso che prima di noi ci sono società ed enti molto più importanti, potremmo anche essere stati inopportuni nell’assumere Leonardi, ma abbiamo guardato a quello che si fa più in alto di noi, quello che fa la Figc o altre società più importanti. Vediamo che persone che sono indagate per cose anche più gravi di quelle che avrebbe commesso Leonardi, come la frode sportiva, che lavorano e sono tesserate regolarmente. Se il messaggio deve essere che coloro che sono rinviati a giudizio o coloro che sono indagati non devono essere tesserati o non devono lavorare noi siamo disponibili, ma lo facessero anche le altre società di calcio che hanno queste stesse situazioni”.