LUCARELLI: “QUALCUNO DOVREBBE PAGARE PER GIOCARE NEL PARMA IN LEGA PRO. CHI NON È CONVINTO RESTI DOV’È”

Al termine dell’ultimo allenamento mattutino in quel di Pinzolo (domani a Castiglione delle Stiviere l’amichevole contro il Chievo), ha parlato nel consueto appuntamento stampa il Capitano crociato, Alessandro Lucarelli.

Ecco le sue parole:

“Il bilancio del ritiro a Pinzolo? Abbiamo lavorato molto bene, abbiamo svolto dei carichi pesanti, ma con l’aria più fresca siamo riusciti ad assorbirli meglio. Abbiamo completato il lavoro svolto a Collecchio, è andato tutto alla grande. Dieci giorni senza un nuovo compagno? Credo che il grosso è stato fatto, mancano due o tre giocatori per completare la rosa. La base è già solida e valida, credo che quei ritocchi che mancano vanno fatte scegliendo i giocatori giusti, soprattutto quelli che vengono con entusiasmo e con voglia di sposare un progetto. Stanno cercando queste caratteristiche, se non le hanno trovato bisognerà attendere ancora un po’. I giovani? Ne abbiamo già alcuni bravi, e la società ne vorrà inserire altri in rosa. Ci sono ancora i tempi per completare l’organico, poi in Serie B ci saranno le liste da sm-lucarelli-apollonifare, con qualche esubero. È normale che ci vuole pazienza, l’importante è che arrivino i giocatori giusti con la mentalità giusta. Quelli che sono arrivati posso garantire che sono ragazzi a posto con voglia di fare bene, quindi mancano davvero pochi ritocchi. Come sto? Mi sento bene, ho fatto tutto come gli altri, non ho mai saltato un allenamento e questo è un segnale che mi fa capire che fisicamente ancora ci sono. Devo ascoltarmi, ma le sensazioni sono ottime. Rispetto al ragazzo di vent’anni i recuperi sono un po’ più lunghi, ma fisicamente sto davvero bene. Anche i nuovi quando sono arrivati mi hanno detto che gli piacerebbe arrivare alla mia età con questo fisico… Ognuno ha una sua storia, la mia storia dice che non ho mai avuto infortuni e questo mi ha aiutato nella mia carriera.  È un dato che va a mio favore, poi il mio ruolo a livello di corsa è diverso dagli esterni che fanno su e giù la fascia per anni. Diciamo che mi sono preservato meglio. Magari è uno stimolo per gli altri, i ragazzi vedono me che tiro il gruppo e allora non possono mollare un centimetro. Domani affronto Gobbi? Con Massimo ci sentiamo, mi ha detto che sta parlando per il futuro contratto con il Chievo. Lui è un altro atleta incredibile, perchè ha tre anni in meno di me, a differenza mia gioca sulla fascia ed è un altro giocatore che può giocare altri tre anni senza problemi. È un professionista esemplare ed i risultati gli stanno dando ragione. Se andassimo in Serie B sarebbe bello riaverlo, e so per certo che lui tornerebbe volentieri. Il Piacenza? Io sono nato calcisticamente a Piacenza, sono andato via da Livorno a 16 anni e sono andato lì a fare la Primavera. Ho fatto quattro anni di Primavera e quattro di prima squadra. Mi hanno preso da ragazzo, e sono diventato uomo. Il ricordo non può che essere positivo, anche se si parla di quasi vent’anni fa, i ricordi sono un po’ sbiaditi ma fa piacere incontrare nuovamente quella squadra. Se era un altro calcio? Era molto più tecnico, meno fisico e meno atletico. Prima dovevi essere bravo tecnicamente in primis, e poi il resto. Oggi si gioca a dei ritmi molto più elevati, e se non sei a posto fisicamente non riesci a reggerli. Se mi diverto guardando le partite in tv? No, non guardo partite, ogni tanto quando c’è la Champion’s ci provo ma duro solo un tempo. Onestamente mi annoio. arzi-pre-ingresso-lucarelli-zommersSoprattutto in Italia poi non si vedono più belle partite, emozionanti, e ti passa la voglia di guardarle. Il mio segreto per adattarmi alla categoria? Sono sceso di categoria per giocare nel Parma, in nessun’altra squadra avrei avuto la testa e la voglia di farlo. L’ho fatto qui perchè il Parma lo sento mio e non fa differenza la categoria, la cosa importante era indossare questa maglia. Posso capire che qualcuno non sia felicissimo di scendere in categoria, ma io credo che un conto è scendere di categoria e giocare in piazze che hanno poco, ed un conto è scendere di categoria nel Parma. Per giocare nel Parma in Lega Pro qualcuno dovrebbe pagare, più che essere pagato. Chi non è convinto, chi non è sicuro è bene che rimanga dov’è. Abbiamo bisogno di gente che lotta, che corre, il tutto per raggiungere l’obbiettivo che è la promozione in Serie B. Se servono acquisti in difesa? Se c’è da puntellare un po’ tutti i reparti con giocatori che ci possono far fare un salto di qualità ben venga. In ogni caso abbiamo Coly, o Benassi. La squadra è messa bene, è competitiva per giocarsela con gli altri. Se dovessero arrivare tre pezzi importanti allora saremmo la squadra importante. Il gruppo conta tantissimo, soprattutto in Lega Pro ci sono squadre che spendono milioni di euro e puntualmente non vincono mai. Noi abbiamo la fortuna di aver creato lo scorso anno un gruppo dal valore importante. Questa è una forza in più che noi abbiamo, e che va sfruttata. I giocatori da solo vincono le partite, ma non ti fanno vincere i campionati, sono i gruppi che vincono i campionati e lo scorso anno l’abbiamo dimostrato. L’insegnamento più grande ce l’ha data la Nazionale quest’estate, dal punto di vista tecnico era di livello medio ma con il gruppo ha sfiorato la semifinale”.