LUCARELLI, CACIOLI, APOLLONI & CO. AL PARMA CLUB TRAVERSETOLO – I VIDEO DI PFZ.IT

parma-club-traversetoloIeri sera una folta delegazione del Parma Calcio 1913, sia maschile che femminile, ha fatto visita al Parma Club Traversetolo al Ristorante Colibrì. La serata ha visto i crociati e le crociate cenare con i tifosi accorsi per l’occasione, per poi partecipare ad una premiazione speciale condotta da Carlo Chiesa, accompagnato in via eccezionale da Alessia Bonati e Maria Elena Minari, le due calciatrici del Parma di Libassi, che con molta simpatia hanno aiutato il popolare conduttore rivolgendo anche qualche domanda ai protagonisti che si sono succeduti: Fall, Vignali, Sereni, Mousa Balla, Baraye, Lucarelli, Cacioli, Apolloni e Carra.

Ecco tutti i video di ParmaFanzine.it della serata, con gli interventi di tutti i crociati che hanno partecipato alla serata:

Alioune Fall

“Sono felice di giocare a Parma, perchè in Africa vedevo il Parma giocare in Serie A e non sapevo che un giorno ci avrei giocato. Sì, ero già tifoso allora….”

Luca Cacioli

“Speravo che dopo il primo gol su azione si fossero dimenticati i due rigori che ho causato, ma non c’è niente da fare… Siamo contenti di questo cammino, cercheremo di continuare così ed ora sotto con la gara di domenica che sarà complicata. Giocare con Lucarelli di fianco? È una bella emozione, poi tocca correre per due… È una bella soddisfazione a prescindere dal fatto che tutti sappiamo quello che ha fatto nella sua carriera. È una bellissima persona, ci ha fatto sentire a casa subito ed è stato importantissimo. Quante promozioni ho conquistato in carriera? Finora tre, speriamo diventino quattro… Quanti rossi ho preso in carriera? Non tantissimi”.

Marcello Sereni

“Per la prima volta domenica con il San Marino sono riuscito a fare abbastanza bene. Il gol arriverà, speriamo presto. Cosa mi ha sorpreso di più? L’affetto della gente in una categoria così bassa per una squadra abituata a stare così in alto. Io a Sassuolo ho vissuto una Serie A atipica perchè di tifosi ce ne sono pochissimi, e trovarmi in Serie D con più tifosi di una Serie A è una cosa strana. A chi mi ispiro della squadra femminile? Propongo la Boselli…”

Andrea Vignali

“Cosa mi sta dando quest’avventura? La soddisfazione più grande è quella di vestire questa maglia, mi devo davvero baciare i gomiti… Vengo da Ponsacco, dove al massimo c’erano mille spettatori… L’importante è farsi trovare pronti e continuare quest’esperienza fantastica. Il mio gol con la Fortis Juventus? L’abbiamo raddrizzata subito nei primi minuti e poi è venuto tutto più facile. Se dovessi chiedere qualcosa al Mister? Non mettetemi in difficoltà… Cosa mi aspetto da questa stagione? Vincere il campionato”.

Yves Baraye

“Si, un po’ sono uscito arrabbiato dalla partita di domenica, perchè voglio sempre fare gol, ma l’importante è che la squadra abbia vinto. Fare gol non è facile, è vero, ma i grandi giocatori anche se vengono marcati riescono a fare gol, quindi non ci devo pensare, e devo sempre cercarlo. Sì, ne ho fatti sette ma spero di farne altri… Quanti palleggi faccio? Fino a quando non mi stanco… Perchè mi sono autosoprannominato Maestro su Facebook? Questo nome è da tanto che ce l’ho, è da quando ero in Senegal, era il mio soprannome dai tempi della scuola calcio. È da tanto tempo che ce l’ho, ma non sono il maestro della squadra…”

Mousa Balla Sowe

“È la prima volta che gioco per un club così grande, io vedevo il Parma in Serie A, è una grande sfida per me. Era il mio sogno da quando ero piccolo”.

Alessandro Lucarelli

“Un inizio di stagione così? Lo speravo, più che altro, pur sapendo che quando c’è da assemblare una squadra nuova non è facile partire bene. Ci siamo superati, ma non dobbiamo mai abbassare la guardia, ci sono squadre insidiose dietro, quindi dobbiamo continuare a fare quello che stiamo facendo senza guardare le altre. Il gol domenica non ci ha demoralizzato, poteva diventare difficile la gara perchè abbiamo incontrato una delle migliori squadre fino a questo momento, ma non ci siamo disuniti e nel secondo tempo abbiamo messo anche quel pizzico di rabbia in più per ribaltare la gara, e con la forza del collettivo ci siamo riusciti. Minotti e Galassi hanno fatto un buon lavoro, perchè non hanno guardato solo alle qualità tecniche, ma anche alle qualità umane. Le mosse sono state indovinate, e va dato merito a loro di aver scelto bene, e ai ragazzi di essere venuti a Parma con la testa giusta. Il campionato di D? Mi ero fatto un po’ un’idea tramite Cacioli, che è esperto di questo campionato, e sapevo che l’agonismo la fa da padrone. Se non entri in campo con la testa giusta c’è il rischio di fare una brutta figura. Come ci si sente ad essere il più vecchio della squadra? È lo spirito che fa la differenza, e lo spirito è giovane”.

Gigi Apolloni

“Chiaramente quando si inizia un cammino con una squadra nuova le incognite sono tante, ma io sono sempre stato fiducioso, perchè allenando questi ragazzi vedevo nel loro entusiasmo la voglia di essere primi, di lottare su ogni pallone e di essere protagonisti. Quindi va dato merito loro se la squadra ha iniziato bene. L’entusiasmo dei tifosi è sempre la nostra benzina, quando vedo Curva e Tribuna piena torno indietro di qualche anno, è un’emozione. Se è un sogno per me allenare il Parma? Si, era un mio sogno, perchè la mia carriera l’ho vissuta a Parma, ho raggiunto obbiettivi e quello che ogni calciatore sogna fin da bambino. Per me Parma è la mia prima città perchè io venivo da un paesino di Roma. La categoria non importa, importa aver la possibilità di confrontarmi con un ruolo diverso da quello che avevo quando giocavo. La caratteristica più importante di questo gruppo? Lucarelli ha evidenziato un particolare importante: io quando alleno mi diverto a vedere che loro si divertono. Lucarelli è il più bambino di tutti, perchè lo spirito del ragazzino che corre dietro al pallone non l’ha perso, e questo è un esempio per tutti, perchè c’è quello spirito e quel bambino che è dentro di noi. Alla squadra dico sempre di tenerlo ben stretto quel ragazzino, perchè è quello che permette loro di migliorare. Domenica ho analizzato le cose che avevamo fatto meno bene, ma all’intervallo avevo la convinzione del fatto che non stavamo giocando male, serviva solo pazienza ed ero convinto che avremmo fatto gol e avremmo vinto. La convinzione me l’hanno data loro attraverso gli sguardi e ciò che mi trasmettevano. Se allenerei una squadra femminile? Fui avvicinato da un amico americano. In America il calcio femminile sta spopolando ed è molto più seguito di quello maschile. Sì, lo farei perchè confrontarmi con delle donne sarebbe più intrigante, anche perchè il loro carattere è più spigoloso, e quindi sarebbe entusiasmante”.

Luca Carra

“L’esperienza è meravigliosa perchè mi diverto. Io ho iniziato ad andare allo stadio e tifare Parma quando avevo 15 anni, e lavorare per la squadra di cui sei tifoso non è neanche un lavoro, è un divertimento. La maggiore difficoltà all’inizio? Tutto, perchè partendo da zero la prima riunione l’abbiamo fatta in un bar al Barilla Center, eravamo in tre senza telefoni, ufficio… La difficoltà più grossa è stata quella di partire, un po’ per l’incertezza sull’affiliazione, un po’ per la mancanza di struttura, quindi sembra banale ma io leggevo le mail a mezzanotte perchè non avendo un computer dovevo aspettare di tornare a casa e leggere la corrispondenza… Dopo avendo una base le cose si sono normalizzate. Tenere i piedi per terra? Non abbiamo mai fatto proclami, e non abbiamo mai detto che avremmo vinto facilmente. Ma i ragazzi se ne sono resi conto da soli, perchè ogni domenica è una battaglia. Non credo che il Parma sia antipatico, credo che contro di noi tutti vogliano fare la partita della vita. I ragazzi dell’AltoVicentino si facevano i selfie in tribuna o in panchina, questo per dire che giocare contro il Parma sia un’esperienza particolare per tutti. L’idea di fare la squadra femminile è venuta da subito, perchè già nel primo progetto che avevamo stilato c’era quest’idea. Guardando all’estero il calcio femminile ha molto risalto, in tutta Europa sta crescendo, in Italia fa un po’ di fatica ma se nessuno ci prova non crescerà mai, quindi abbiamo detto: proviamoci”.