LONGOBARDI: “LA SALITA NON È ANCORA FINITA MA INIZIO A VEDERE LA CIMA. È LO SPIRITO PARMA LA NOSTRA FORZA” – VIDEO

Dietro a quegli occhi e a quelle parole scandite con tranquillità, c’è una tempesta fatta di volontà ed un traguardo ben chiaro nella mente: tornare a giocare. Christian Longobardi torna a parlare dopo mesi di riabilitazione, terapie, corse e sofferenza. Il risultato è un giocatore che ha recuperato quasi a tempo di record da un infortunio pesante, la frattura al malleolo peroneale, ed ora inizia a rivedere la luce.

Ecco il video e la trascrizione delle sue parole:

Consentitemi, visto che sono poco “social”, di fare un ringraziamento a tutta la gente per tutte le manifestazioni d’affetto che ci sono state in questi mesi, dalla gente ai tifosi, al Presidente che con poche parole è sempre riuscito a tirarmi su di morale, ai ragazzi che sono stati splendidi e mi hanno fatto sentire sempre uno di loro. Il ringraziamento va a loro per il supporto di questi mesi. Il momento più difficile? La salita non è ancora finita, forse il momento più difficile è proprio questo, perchè bisogna rientrare con la squadra, che ha le proprie esigenze, e quindi non è importante Longobardi bensì la partita di domenica, e quello che riusciremo ad esprimere a Correggio. Io sono sicuro che i ragazzi come al solito reagiranno alla grande. Io dal canto mio proverò a mettere la pulce nell’orecchio al Mister, spero di poter dare il mio contributo. L’attacco in difficoltà? Chiaramente i numeri non mentono, i ragazzi hanno fatto un cammino straordinario, anzi credo che nella difficoltà si è visto il valore di questo gruppo, che è forte al di là dei giocatori e di quello che si riesce ad esprimere in campo. Io in tribuna soffro perchè sono uno da campo, e non poter vivere assieme ai compagni è stato complicato. Ma ho visto quello che hanno fatto, e ho visto com’è stato difficile raggiungere così tanti risultati positivi, quindi bisogna solo fare loro un grande applauso. Se ho fatto arrabbiare i medici? Ho fatto di tutto, gli ho mentito spudoratamente, ora mi picchieranno… È chiaro che questo è un infortunio serio, abbiam dovuto fare le cose fatte bene, c’è ancora da fare tanto, però credo che ci sia sempre quella volontà personale che ti può aiutare. Sarà dura, non è finita ma ripeto che ho la ferma convinzione di tornare ad essere utile ai compagni. Noi guardiamo in casa nostra, sono tutte squadre rispettabili ma conta quello che riusciamo ad esprimere noi. Questo gruppo è forte, c’è grande unità d’intenti. La mentalità che si è creata qui molto spesso occorrono anni e longobardianni per crearla. C’è uno spirito Parma, questo è quello che ci contraddistingue di più. Ora è una grande gioia correre con i ragazzi, non è importante quello che faccio io anche se farò di tutto per tornare al massimo il prima possibile. Mi interessa molto la Correggese, più che alle partite future. L’errore più grosso che possiamo fare è andare in là con la mente. Dopo AltoVicentino credetemi che è stata veramente dura non andare a pensare a quello che potrebbe succedere tra qualche mese. Sarebbe per noi un errore imperdonabile. ora ci aspetta una gara difficile, come ogni domenica, quindi testa a Correggio. Cos’è successo dopo la partita contro l’AltoVicentino? Guardavo i ragazzi prima della partita e si stavano scaldando con un’intensità tale che ero davvero molto tranquillo. Ma infatti poi la partita è stata giocata credo bene, non si può pensare di vincere sempre anche se noi ovviamente ci proviamo. Cos’è mancato all’attacco domenica? La partita singola credo che faccia poco testo, una squadra che segna 54 gol in poco più di 20 partite credo che lasci poco spazio a commenti. Abbiamo già mandato un giocatore ampiamente in doppia cifra, altri due ci sono vicino, i ragazzi hanno fatto un lavoro straordinario… Sono onesto, secondo me è stato anomalo quello che siamo riusciti a fare all’inizio, le incognite erano davvero tante, non ci conoscevamo, bisognava incastrare giocatori anche importanti per la categoria, non era scontato. Dopo si è creato questo spirito Parma e i ragazzi sono andati benissimo sia in fase offensiva che in fase difensiva. Se il mio rientro metterà del pepe ai miei compagni di reparto? Non lo so, io ho voglia di dare una mano, in qualunque modo. Sono sempre stato un giocatore a cui piace vincere, al di là del tabellino dei marcatori. Spero di poter rientrare in fretta, ci vuole ancora pazienza. La mia volontà contagiosa per i miei compagni che non devono abbassare la guardia? Io adesso me lo devo meritare di stare assieme ai compagni, a livello di gruppo mi hanno fatto sentire sempre partecipe. È chiaro che ho voglia e penso di trasmetterla soprattutto ai ragazzi più giovani, però fanno altrettanto il nostro Capitano, Cacioli, tutti i ragazzi più esperti. Come sogno il mio ritorno? Non ve lo dico… Ve lo dico quando accadrà. Sarà bello rimettere i piedi in campo assieme a tutti i compagni. Ho spinto tanto per questo, e questo mi ha aiutato: il pensiero è sempre stato quello di rientrare il prima possibile. Ho pensato poco a quello che mi stavo perdendo quanto piuttosto al momento in cui sarei rientrato. La salita non è finita, ma si inizia a vedere la cima, quindi avanti così“.