LONGOBARDI: “DOBBIAMO DIMENTICARE DI CHIAMARCI PARMA. L’INFORTUNIO? ALTRO CHE TORNEO DELLA MONTAGNA…” – VIDEO

Continuano le presentazioni a Collecchio, prima di ogni allenamento. Oggi è stato il turno di Christian Longobardi ed Yves Baraye. Il primo, arrivato dopo una trattativa particolare a causa di un infortunio del quale si è molto parlato, ma che lui ha voluto spiegare per raccontare esattamente com’è andata.

Ecco il video e la trascrizione delle parole di Longobardi, raccolte dai nostri microfoni:

“Come sto? Questo bisognerebbe chiederlo allo staff medico e sanitario, mi stanno seguendo in maniera ottimale, io credo che manchi veramente poco, ho buone sensazioni. Stiamo spingendo forte, le prove sono andate bene, manca solo un po’ il campo assieme ai ragazzi, ma mordo il freno. Com’è stare fermo ai box all’inizio del campionato? Ero uno di quelli che tifava per il rinvio dei campionati… I ragazzi hanno la grande voglia, quasi la necessità di cominciare, perchè li sento belli carichi. È un bene che il campionato inizi questa settimana, per quanto mi riguarda speriamo di essere a disposizione il prima possibile per poter dare il mio contributo. La squadra mi ha stupito per la grande intensità che ha già nel proporre quelli che sono i dettami del Mister. Secondo me dal punto di vista fisico e atletico siamo già ad un punto che io non mi aspettavo avremmo raggiunto così in fretta. Per il resto si vede che ci sono giocatori che hanno qualità. La Serie D è un campionato che bisognerà affrontare sicuramente con la mentalità giusta”.

“Volevo anche chiarire una cosa sul mio infortunio, a scanso di equivoci. Io ho giocato al Torneo della Montagna, ho fatto due partite quest’anno prima di trovare l’accordo con il Piacenza. Nel momento in cui ho trovato l’accordo io non ero ovviamente più a disposizione per fare partite varie ed eventuali. Ho iniziato dunque il
longobardipre-ritiro come faccio tutti gli anni una quindicina di giorni prima di andare in ritiro con la squadra di appartenenza. Mi sono dunque allenato in un centro con altri ragazzi, ed in un banale allenamento è successo quello che è successo. Sarebbe potuto accadere chiaramente anche durante partite amichevoli, ad esempio, ma questo è quello che è accaduto. L’estate è stata complicata perchè questo chiaramente ha rallentato di molto le cose, però nel momento esatto in cui è successo quello che è successo  con la squadra precedente avevo la convinzione e l’idea che sarebbe arrivato qualcosa di più stimolante, ed in effetti è stato così“.

“Se sono compatibile con Musetti? Prima ci dovete vedere in campo assieme… A me è successo di giocare con una punta vicino, da solo, non credo che sia un grande problema. Io credo che qui a Parma serva soprattutto una grande predisposizione mentale per fare quello che è meglio per questa squadra, per questa maglia, cosa che già vedo per tutti i miei compagni e non può dunque mancare da parte mia. Cosa posso portare in più al Parma? Il mio pensiero è che bisogna dimenticarsi di come ci chiamiamo, e pensare che siamo una squadra di Serie D, e che siamo giocatori di Serie D: La verità è questa, allo stato attuale delle cose. Quelli che hanno dimostrato di essere di categoria superiore sono i tifosi, perchè 9.000 abbonati non appartengono ad una categoria come questa, ma noi dobbiamo ancora dimostrare tutto. Dobbiamo capire che siamo giocatori di Serie D in una squadra di Serie D. Al di là del nome. A fine campionato se avremo dimostrato di essere più forti allora potremo dire altre cose, ma solo alla fine”.

Le maggiori insidie? Sono quelle legate alla mentalità, ovvero di doversi calare in questa categoria. Non sempre è possibile giocare un calcio piacevole, a volte bisogna arrivare al risultato in un modo un po’ sporco, la Serie D è questa ma ce ne accorgeremo presto. Il gioco dimostrato con l’Entella? È chiaro che tutti noi speriamo di poter fare risultato attraverso il gioco. Ci vorrà però una parte di atteggiamento che bisognerà attuare in determinate partite, non sempre ci si potrà arrivare attraverso il gioco, e servirà l’agonismo. Io ne faccio una questione di mentalità di squadra, a prescindere dai singoli. È la squadra che deve capire che tipo di campionato va a fare. Ci arriviamo senza partite ufficiali, con solo un’amichevole con una pari categoria in un contesto particolare. Noi ci attendiamo le risposte di un certo tipo. L’atteggiamento che vedo è quello giusto, quello sì“.

“A Minotti e Galassi rivolgo il mio ringraziamento per come si sono comportati dal punto di vista morale, per il resto devo riconoscergli un entusiasmo che mi fa venire i brividi ancora adesso. Sono stati davvero coinvolgenti, e li ringrazio. Anche Scala, con cui ho avuto il piacere di parlare per 5 minuti, trasmette un entusiasmo che è contagioso. Io credo che a questa squadra l’entusiasmo non mancherà mai”.