LODI CRITICATO MA IN CRESCITA, QUANDO GUARDO PALLADINO CAPISCO QUANTO CI MANCA BIABIANY…

Per tutta l’estate abbiamo visto secchiate d’acqua ghiacciata versate sul capo di star, politici e normali cittadini. L’Ice Bucket Challenge, ieri sera, l’hanno subito il Parma ed i suoi tifosi al 87′, quando Pjanic ha disegnato una parabola che ha vanificato gli sforzi della squadra di Donadoni, che avrebbe sicuramente meritato qualcosa di più. Analizziamo dunque gli spunti forniti dalla gara di ieri.

forzabiabiaQUANTO CI MANCA BIABIANY… – Con i “se” e con i “ma” è stupido ragionare. Mentre molti tifosi si interrogano, a giudicare dalla miriade di commenti sul web, sulla mancata presenza di Coda in campo, io non riesco a non pensare a che partita sarebbe stata con Biabiany in campo. E’ vero, mancavano anche Cassani e Paletta, ma la prova di Mendes e di Felipe è stata positiva, e si potrebbe quasi dire che i due non hanno fatto rimpiangere gli assenti. Mendes nell’azione del gol di Ljajic era mal posizionato, e si tratta sicuramente di un errore determinante. Ciò non toglie però che nel suo “nuovo” ruolo non abbia comunque demeritato, e quindi risulta difficile “bocciarlo”, anzi: la sua duttilità può rappresentare un’alternativa importante per il resto della stagione. Non Cassani nè Paletta, quindi, ma ritengo che sia stato Biabiany il grande assente, soprattutto al netto della prestazione messa in mostra da Palladino: incapace di saltare l’uomo, in difficoltà dal punto di vista atletico con i difensori giallorossi, troppo evanescente ogni qual volta si è trovato con il pallone tra i piedi. Con il Parma impegnato a coprire la propria metà campo, un giocatore come il francese avrebbe rappresentato un’arma forse decisiva per le ripartenze che ieri, soprattutto durante il primo tempo, sono decisamente mancate alla squadra di Donadoni. Con la difesa che sta trovando il proprio assetto, con il centrocampo che, complici l’inserimento di Mauri e la crescita (piccola, ma c’è stata) di Lodi, sta progredendo positivamente, sono proprio gli esterni d’attacco i punti dolenti della squadra, con Belfodil e Palladino che finora non hanno praticamente mai inciso.

lodiLODI ANCORA CRITICATO, MA LA CRESCITA SI E’ VISTAUn discorso a parte lo merita anche Lodi, criticatissimo dopo le prime tre partite. Nelle analisi fatte nei giorni scorsi, era la condizione fisica del giocatore ad essere stata messa sul “banco degli imputati”: il valore del giocatore non si discute, ma il compito tattico assegnatogli da Donadoni prevede un lavoro importante anche dal punto di vista del pressing e della copertura in fase di non possesso, e per riuscire a portarlo a termine serve uno stato di forma quasi perfetto. Basti pensare alle prestazioni di Marchionni, nella scorsa stagione: Marchino era il primo a farsi vedere, ricevere il pallone ed impostare il gioco, ma era anche sempre presente quando diventava necessario spezzare il gioco avversario. In questo senso la prova messa in mostra ieri da Ciccio Lodi ci è sembrata incoraggiante. Un po’ perchè anche il giocatore stesso sa che le opportunità iniziano a diminuire, un po’ perchè i duri allenamenti delle ultime settimane iniziano a dare i loro frutti, ma il regista napoletano ha corso molto, ha pressato, e ha dimostrato di essere molto più in palla. E’ normale che poi ci sia meno freschezza al momento del lancio o della verticalizzazione, ma la condizione sta migliorando e siamo sicuri che questo influirà sulle sue prestazioni, partita dopo partita. Non dimentichiamo, inoltre, che nello scorso anno il Parma segnò pochissimo da calcio d’angolo (ne avevamo parlato in quest’articolo), mentre in questa stagione grazie alle parabole disegnate da Lodi le reti arrivate da corner sono già due (Lucarelli contro il Milan e De Ceglie ieri sera contro la Roma). Continuiamo dunque a dare fiducia al regista ex-Catania, nella speranza che il suo progresso sia costante.

coda-chievo-mixedGIUSTO NON INSERIRE CODA?In molti ieri si sono chiesti perchè Donadoni ha deciso di inserire Belfodil, Costa e Galloppa lasciando in panchina Coda. All’origine di queste scelte, a mio modo di vedere, c’è un ragionamento tattico abbastanza condivisibile. Partiamo analizzando l’undici iniziale. E’ ormai chiaro a tutti che rinunciare a Cassano è impossibile (e ci mancherebbe altro…), e proprio per questo motivo il centro dell’attacco, che è il ruolo prediletto da Coda, è occupato da un giocatore assolutamente inamovibile. Sugli esterni Donadoni ha bisogno di due giocatori che siano in grado di pungere (e qui, purtroppo, ci sono enormi difficoltà) ma anche di ripiegare in difesa, facendo praticamente tutta la fascia. Palladino, Ghezzal, Belfodil e De Ceglie sono stati finora i prescelti, con quest’ultimo che è sceso in campo in quella posizione per cercare di chiudere al meglio gli attacchi giallorossi (e l’esperimento è riuscito). Coda, nonostante abbia buone doti atletiche, non è di certo in grado di percorrere una fascia di campo per 90′, e decentrarlo vorrebbe dire non metterlo in grado di usare le sue doti di inserimento già ammirate contro il Chievo. Per questo motivo un’inserimento dell’attaccante ex-Nova Gorica comporterebbe uno spostamento di Cassano all’esterno dell’attacco, nonostante il barese poi ami svariare tra le linee ed accentrarsi per ricevere il pallone. La presenza di Cassano, però, è “sopportabile” se gli altri dieci uomini riescono a coprire bene tutti gli spazi, con FantAntonio che si limita ad accennare il pressing sul primo portatore avversario. Con Coda e Cassano in campo, contro una squadra come la Roma, il Parma avrebbe rischiato di “regalare” ben due uomini agli avversari, che come abbiamo visto al minimo errore sono bravi a punirti in maniera spietata. Il discorso sarebbe stato diverso se il Parma non avesse pareggiato al 10′ con De Ceglie: trovandosi in svantaggio siamo certi che Coda sarebbe entrato in campo, pur concedendo qualcosa agli avversari, per la necessità di recuperare il gol di differenza (come del resto è accaduto al Bentegodi contro il Chievo). I fan di Coda stiano dunque tranquilli: di sicuro ci sarà spazio anche per lui, magari già dalla prossima gara contro l’Udinese.

L’Editorialista