LO “STRANO” PESSIMISMO DI TOMMASI E LA CORSA CONTRO IL TEMPO IN VISTA DEL 28 – TUTTO DIPENDERA’ DA ROGATO?

Il pessimismo che traspare dalle parole di Damiano Tommasi? Chiamiamolo “strano”, per il momento… “Sul Parma ho notizie non belle: il debito sportivo è alto“. Ringraziamo sentitamente il n°1 dell’Aic per aver svelato quest’informazione che era sfuggita a praticamente tutti noi… Che il debito sportivo allo stato attuale delle cose fosse alto, in realtà, lo stiamo sottolineando da diverse settimane. L’abbiamo detto in tutte le salse: è proprio questo lo scoglio da superare. Quella di oggi è stata una giornata fitta di incontri, telefonate e contatti. In molti sono scesi in campo per cercare di accelerare le cose. Melli ha incontrato Marchionni, Pocetta ed Amauri tommasi-filtrosi sarebbero riuniti con Calcagno (Vice-Presidente dell’Aic), e moltissime sono state le telefonate ai vari protagonisti in gioco. In gioco c’è una sforbiciata al debito sportivo di almeno 10 milioni di euro, e per questo diventa fondamentale che i “dissidenti” decidano di collaborare. Il calcolo è abbastanza semplice: il debito attuale si aggira sui 30 milioni, ma in mezzo a questo calderone ci sono circa 7 milioni di incentivo all’esodo (2.320.000€ di Amauri, 1.265.000€ di Modesto, 1.201.000€ di Ninis, 1.125.000€ di Marchionni, ed altri ancora) ed almeno altrettanti relativi ad ingaggi arretrati e premi mai pagati (basti pensare a Cassano). Arrotondiamo (ma è una nostra ipotesi) a 15 milioni di euro il dato totale relativo ai giocatori che non hanno ancora deciso il da farsi: ebbene, un taglio del 75% di questa somma totale potrebbe significare un abbattimento di oltre 10 milioni di euro. Ecco che quindi quei 30/32 milioni di euro che tanto spaventano (ed è normale che sia così, se dovessero rimanere tali) potrebbero diventare in un solo colpo 20/22. Cifra nettamente più abbordabile, che rappresenta l’obiettivo che si sono posti non solo i curatori, ma anche tutti quei soggetti interessati all’acquisto del Parma.

Sarebbe un ottimo risultato che con ogni probabilità garantirà un futuro al Parma, ma è ancora molto presto per cantare vittoria. Restano da convincere molti dei protagonisti, e finchè non ci saranno le firme sull’accordo di riduzione non sarà possibile sbloccare la situazione. In questo senso, però, il lavoro svolto in queste ultime ore è enorme e sta iniziando a dare i suoi frutti. Sono infatti arrivati segnali di apertura al dialogo e ad un eventuale accordo da parte di Cassano, Marchionni e Modesto, mentre Amauri, che tramite il suo procuratore Pocetta avrebbe dovuto dare la sua risposta domenica sera, è ancora silente. Dietro le quinte si lavora senza curatori-rogatososta, perchè il termine del 28 è molto vicino, ma si inizia ad intravedere la luce. Il vero ostacolo, oltre al fatto che i segnali positivi vengano tramutati in firme sugli accordi, è il tempo. E se non dovessero farcela entro il limite prefissato? Già, anche questa è una possibilità. I soggetti che hanno manifestato il loro interesse all’acquisto del Parma restano alla porta in attesa che il debito sportivo raggiunga la cifra definitiva. Se si riuscirà, facendo i salti mortali, a raggiungere l’obiettivo in tempo, allora il 28 maggio sarà il giorno decisivo. Altrimenti tutto passerà nelle mani di Rogato, che dovrà pensare se dare ai curatori (e al Parma e ai suoi tifosi) un’ultima cartuccia da utilizzare. Le opzioni potrebbero essere due: o trattative private, oppure un’ultima asta ai primissimi giorni di giugno, per dare un breve lasso di tempo in più ai curatori per definire la situazione. Sembra un miraggio, invece, l’opzione che prevederebbe un prolungamento dell’esercizio provvisorio. Continua dunque la corsa contro il tempo in vista del 28 maggio, e tutto dipenderà dal gruppetto dei “dissidenti” che si sono trasformati in “indecisi”: se dovessero firmare a stretto giro di posta, l’ultima asta sarà decisiva. Altrimenti tutto passerà nelle mani del Giudice, che dovrà decidere se essere inflessibile o se concedere un’ultima opportunità visti gli sforzi fatti e considerata la vicinanza all’obiettivo. Con buona pace di Tommasi.