LICENZA UEFA – IL PARMA RICORRE ALLA CORTE DI CASSAZIONE

sentenzaveraconsigliostatoDopo la pubblicazione della sentenza con la quale il Consiglio di Stato ha respinto il suo ricorso, il Parma ed i suoi avvocati hanno riflettuto, sentenza alla mano, e questa mattina hanno annunciato che ricorreranno alla Corte di Cassazione. E’ sempre il punto legato alla giurisdizione a tenere banco. Ecco il comunicato del Parma Fc: “Il Consiglio Di Stato ha confermato l’esistenza di un difetto di giurisdizione dovendo però ammettere che, in tal modo, viene a discostarsi dal proprio precedente orientamento (Sez. VI, 9 febbraio 2006, n. 527), affermativo della giurisdizione amministrativa in simili controversie. Il Parma Fc ritiene perciò che sussistono le condizioni per ricorrere alla Corte di Cassazione, giudice della giurisdizione, onde far valere la propria pretesa di ottenere tutela giurisdizionale anche ai sensi della vigente normativa CEDU“.

Andando a spulciare la sentenza citata dal Parma nel suo comunicato (e prima ancora dal Consiglio di Stato nella sua sentenza), si intuisce qual è l’oggetto del contendere. Il Consiglio di Stato, il 9 febbraio del 2006, aveva sentenziato che “a precludere la giurisdizione del giudice amministrativo e a determinare il difetto assoluto di giurisdizione non può valere il c.d. “vincolo sportivo”, ossia la clausola compromissoria (…) che impone a tutte le società sportive di accettare la piena e definitiva efficacia di tutti i provvedimenti generali e di tutte le decisioni adottate da quella Federazione (…). Si tratta, infatti, di un vincolo che può liberamente operare o nell’ambito strettamente tecnico-sportivo e, come tale, irrilevante per l’ordinamento dello Stato (…) La soluzione non cambierebbe anche ad ammettere (il che peraltro è da escludere) che il potere della Lega e quello della Federazione abbiano carattere vincolato“.

cortecassazioneSembra proprio questa la contraddizione che il Parma vorrebbe sollevare davanti alla Corte di Cassazione, visto che il Consiglio di Stato con gli atti depositati ieri ha sentenziato che l’applicazione della sentenza sopracitata non è possibile, in quanto in quel caso si trattava di “controversie concernenti l’iscrizione di società calcistiche a campionati nazionali“, considerando che “l’origine internazionale della UEFA, tuttavia, non consente una estensione al caso di specie dei principi affermati in passato, essendo evidente la natura privata di quest’ultima federazione, soggetto del tutto estraneo all’organizzazione amministrativa italiana“.

Sarà quindi questo, almeno secondo la nostra interpretazione, il punto che i legali del Parma porteranno davanti alla Corte di Cassazione, cercando di far valere le proprie ragioni.