LICENZA UEFA: NIENTE PANICO, FACCIAMO UN PO’ DI CHIAREZZA

Il Parma si vede respingere il ricorso dalla Commissione di Secondo Grado, non ottiene ancora la Licenza Uefa ed il web esplode. Per cercare di fare un po’ di chiarezza abbiamo deciso di pubblicare un riassunto in cui spieghiamo tutti i termini della vicenda.

licenzauefacomunicatoparmaCASO ALL’ORIGINE DEL CONTENZIOSO: Il Parma possiede diversi calciatori che sono stati ceduti in prestito a diverse società di serie B, Lega Pro o di altri campionati esteri. Questi calciatori percepiscono uno stipendio dalla società che li ha messi sotto contratto (seppur temporaneamente). Il Parma, in alcuni casi, paga un incentivo all’esodo, ovvero quella differenza tra lo stipendio che il giocatore avrebbe percepito al Parma, e lo stipendio che ha stabilito con la società che ha acquistato temporalmente il diritto alle sue prestazioni. Esempio pratico: Pinco Pallino percepisce 100mila euro di stipendio dal Parma, va in prestito al Gubbio che gli paga uno stipendio di 80mila euro, con il Parma che paga un incentivo all’esodo di 20mila euro per pareggiare la cifra originale. Il conguaglio di quest’incentivo all’esodo va fatto, secondo i contratti stipulati tra il Parma Fc e i giocatori in concreto, entro il 30 giugno 2014. Il contenzioso nasce dal fatto che il Parma ha pagato un anticipo di quell’incentivo a dieci calciatori, per un totale di 300mila euro.

proceduraappellofigcTESI SOSTENUTA DALLA FIGC: Abbiamo contattato la Figc, per sapere le loro motivazioni. Non che ci attendessimo chissà quale spiegazione, ci mancherebbe, ma la risposta è stata un no comment che si estende anche alle prossime ore: non c’è infatti nessuna conferenza stampa o nessun comunicato in programma nè per oggi nè, a quanto pare, per domani. Dobbiamo quindi fidarci di quanto ha detto Leonardi ieri durante il suo intervento a Calcio&Calcio, e non abbiamo ragione di dubitare delle sue parole visto che, come tesserato della Figc, si è preso giustamente le responsabilità di quanto ha pronunciato telefonicamente in diretta televisiva. Secondo la Figc il Parma, avendo pagato quell’anticipo a quei dieci calciatori, avrebbe dovuto pagare le relative ritenute Irpef nel trimestre in cui sono stati emessi i pagamenti. La Figc, dunque, non ritiene degli anticipi quei versamenti, ma li prende in considerazione come se fossero dei pagamenti veri e propri. Non avendo pagato quelle ritenute entro il termine stabilito dal regolamento, secondo la Figc il Parma non ha i requisiti per ottenere la Licenza Uefa.

TESI SOSTENUTA DAL PARMA FC: Il Parma, dal canto suo, ritiene di non aver fatto nulla di sbagliato. Ha anticipato quei soldi ai giocatori che lo hanno richiesto, in attesa di pagare le ritenute Irpef al momento del conguaglio, ovvero il 30 giugno 2014. Proprio per questo motivo ritiene che la Figc non gli possa contestare quel mancato pagamento. I dieci giocatori hanno infatti firmato un documento, che conteneva l’accordo per l’incentivo all’esodo, che pone la data citata prima (30 giugno 2014) come termine per il pagamento dello stesso. In ogni caso il Parma, appena gli è stato contestato questo mancato pagamento delle ritenute, pur pensando di essere nel giusto ha pagato il tutto.

 commissionefigcCOMMISSIONE DI PRIMO GRADO: La Commissione di Primo Grado, che si limita ad analizzare i documenti senza sentire il parere della controparte, ha respinto la richiesta del Parma prendendo in considerazione la tesi riportata in precedenza.

COMMISSIONE DI SECONDO GRADO: La Commissione di Secondo Grado, a differenza della prima, ha ospitato anche il parere di Pietro Leonardi, che si è recato negli uffici della Commissione per spiegare le sue ragioni. La sensazione, ascoltando anche le parole del Direttore crociato (“Ho capito subito che avrebbero fatto un copia-incolla di quanto detto dalla Commissione di Primo Grado“), è che non si sia voluto smentire il parere della prima commissione, per non andare contro a quanto detto da colleghi della stessa istituzione. Entrambe le commissioni infatti sono organi della Figc, mentre il terzo grado di giudizio è un organo del Coni, l’Alta Corte.

L’ALTA CORTE DEL CONI: E’ la Corte alla quale il Parma si è rivolto per il terzo grado di giudizio. E’ un organo del Coni e non della Figc, e anche in questo caso verrà ascoltato il parere del Parma.

SFATIAMO ALCUNI FALSI MITI: Il web è in ebollizione, e come purtroppo spesso accade, sta ospitando pareri spesso sconclusionati e fuorvianti.
IL TARDINI: Sfatiamo il primo mito: il Tardini non c’entra nulla con il mancato rilascio della Licenza Uefa. Al giorno d’oggi il Parma potrebbe addirittura giocare nel suo stadio, nonostante non siano ancora iniziati i lavori di ammodernamento, chiudendo i settori non a norma secondo l’Uefa. Ha comunque inserito il Braglia di Modena per evitare eventuali problemi, e comunque ha tutto il tempo per mettere a norma l’Ennio, cambiando i seggiolini delle curve e mettendo a norma gli spogliatoi. Dunque lo ripetiamo volentieri: il Tardini non c’entra nulla con il mancato rilascio della Licenza.
IL RICORSO DEL TORINO: In alcuni siti vicini agli ambienti granata è spuntata la notizia secondo la quale il Torino presenterà all’Alta Corte del Coni le proprie memorie per appoggiare il parere della Figc. Cosa c’entra il Torino? Cosa deve appoggiare? Niente di più falso: il ricorso è una vicenda tra il Coni ed il Parma. Il Torino, eventualmente, ne beneficerebbe in caso di mancato rilascio definitivo della Licenza, ma non può assolutamente partecipare al contenzioso tra Coni e Parma Fc. ***
I PRECEDENTI: Sono stati tirati in ballo anche altri precedenti. Ad esempio Lazio ed Udinese si sono visti accogliere il ricorso in secondo grado, in passato, oppure si è parlato del Siviglia, che ha vinto l’Europa League accedendovi però dopo essere stata ripescata, visto il mancato rilascio della Licenza Uefa al Rayo Vallecano. Ecco, sono precedenti che lasciano il tempo che trovano, in quanto si trattava di problematiche completamente diverse a quella che vede il Parma ora ricorrere all’Alta Corte del Coni. Non esiste dunque nessun precedente che si possa accostare alla situazione odierna del Parma.
L’EUROPA LEAGUE L’ABBIAMO GUADAGNATA SUL CAMPO“: E qui veniamo ad un mio personalissimo parere. Certe frasi, per favore, lasciamole ad altri (ogni riferimento a cose, persone o bianconeri e puramente voluto). Nel calcio esistono delle regole, e in quanto tali vanno rispettate. Abbiamo la totale fiducia che la situazione si risolverà in maniera positiva, e che il Parma otterrà la tanto agognata Licenza Uefa. Evitiamo però di reclamare questo titolo solo perchè è stato conquistato sul campo. C’è una giustizia, e di quella ci dobbiamo fidare, perchè altrimenti nulla avrebbe senso e allora faremmo prima a chiudere baracca e burattini. Se ci sarà la sensazione che sia stato fatto un torto, allora riporteremo tutte le notizie possibili, e approfondiremo il tema per quanto sarà nei nostri mezzi. “L’Europa League l’abbiamo guadagnata sul campo e ci spetta di diritto“, però, è una frase che lascio volentieri ad altri, alle loro stelle da mettere o non mettere sulla maglia e alle loro ore di pullman per tornare da Parma.

L’Editorialista

*** AGGIORNAMENTO, ORE 16:48: Abete, Presidente della Figc, ha detto che “Ci dovrebbe essere tempo per il Parma di fare ricorso fino al 22, poi penso ci sarà la possibilità per la Federazione e per il Torino, se viene riconosciuto come parte interessata, di fare delle controdeduzioni. Va però verificata la possibilità di poter ricorrere in Alta Corte, perchè potrebbe essere anche non riconosciuta la possibilità del Torino di farlo”. Su questo il nostro parere è il seguente: il Torino non è parte interessata perchè non fa parte del contenzioso. Se è vero, infatti, che il Torino sarebbe la squadra che beneficerebbe di un eventuale esclusione del Parma, nel contenzioso riguardante il mancato pagamento (secondo la Figc) delle ritenute Irpef il Torino non ha nulla a che vedere.