L’ex settore ospiti diverrà la nuova casa dei tifosi diversamente abili

Questo pomeriggio, presso la sala stampa dello Stadio Ennio Tardini, Comune di Parma e Parma FC hanno spiegato ai media il progetto per il nuovo settore disabili. Una struttura, come raccontato dai consulenti tecnici Vincenzo Forleo e Silvio Fogu, ex novo, in ferro, che verrà posizionata nell’ex settore ospiti. Pensata appositamente, quindi, per le esigenze dei tifosi diversamente abili (naturalmente aperta anche ai tifosi della squadra avversaria), che rispetta le norme Uefa, le norme antisismiche e che ha avuto un parere positivo anche dal Comando dei Pompieri di Parma. La struttura sarà a due piani, entrambi accessibili autonomamente dai disabili (la pendenza della pedana che porta al piano superiore rispetta le vigenti norme sulle barriere architettoniche), e potrà ospitare circa cento unità tra diversamente abili e accompagnatori. L’ingresso sarà gratuito e alle spalle del settore, a breve distanza, sarà disponibile un parcheggio. Di seguito gli interventi salienti da parte dell’AD del Parma FC Pietro Leonardi, dell’Assessore allo Sport del Comune di Parma Giovanni Marani e del Delegato alla sicurezza del Parma FC Stefano Perrone.

tettoiaAmministratore Delegato Pietro Leonardi: “La soluzione che abbiamo trovato, di concerto con il Comune di Parma e i nostri collaboratori tecnici, deriva anche dalla mia esperienza come dirigente dell’Udinese. La collocazione del nuovo settore disabili vicino ai tifosi ospiti vuole anche essere un deterrente per tutte quelle curve che vanno allo stadio per fare tutto il contrario di un tifo sano. Voglio vedere con quale faccia potranno creare disagi ai tifosi disabili, anche perché il settore è naturalmente aperto anche ai tifosi disabili della squadra avversaria. Il Parma, come tutte le società medio-piccole, non possono certo fare miracoli ma il nostro obbiettivo è che, un giorno, non debba piovere in testa a nessun tifoso che entra allo Stadio Tardini. Sono anni che ci occupiamo del settore disabili, con tutti i problemi tempistici e burocratici legati alla situazione economica e politica. Se qualcuno vuole cavalcare il tema per avere più visibilità non ho problemi, ma che non si dica che il Parma sia insensibile a queste tematiche. Il nuovo settore disabili è solo il primo intervento che abbiamo in agenda per riqualificare il Tardini: in futuro interverremo sugli spogliatoi, sullo spazio dedicato all’assistenza medica, sulle poltroncine e su tutta una serie di questioni che servono per entrare nei parametri della Uefa. Voglio ringraziare il Comune di Parma perché abbiamo sempre trovato un canale di comunicazione, confronto e lavoro di altissimo profilo. Voglio però anche ringraziare il CDA del Parma e il presidente Ghirardi che hanno votato all’unanimità per il finanziamento del nuovo settore disabili. Voglio anche precisare che non ho mai affermato che senza la legge sugli stadi non sia possibile fare dei progetti e metterli in atto, ho solo voluto far presente che in assenza di una legge del genere i tempi burocratici diventano lunghissimi. Guardate la Juve, per entrare nel nuovo stadio ci ha messo addirittura undici anni”.

Assessore Giovanni Marani: Una cosa che mi è dispiaciuta è che si sia parlato di civiltà. I media, anche quelli nazionali, sembra che abbiano voluto dipingere questa situazione come una mancanza di sensibilità della città per i disabili. La sistemazione del settore disabili del Tardini per noi rientra in un’ottica, seppur difficile, di riqualificazione di tutti gli impianti sportivi di Parma, a partire dalle scuole. Ci stiamo muovendo a piccoli passi, tra mille difficoltà, ma stiamo facendo delle cose, magari anche piccole, ma concrete. In questo caso, avere un partner come il Parma calcio che ha potuto sopperire alle mancanze economiche del Comune è stato un aspetto fondamentale. Il percorso è stato deciso con la società. Quando sono venuto qui a discutere della questione ho trovato una progettualità già avviata. Quello che davvero mi dispiace è che per un solo episodio si sia bollata una intera comunità come insensibile. Invece a Parma ci sono tante società che permettono ai disabili di fare sport e c’è tantissima sensibilità riguardo queste situazioni. Non si tratta di buonismo, si tratta solo di trovare una soluzione a un problema, senza alcun tipo di pietismo”.

Anche il Delegato alla sicurezza del Parma FC Stefano Perrone ha espresso lo stesso rammarico:Mi è dispiaciuto molto leggere che la situazione dei disabili del Tardini fosse una battaglia di civiltà. Ho sentito definizioni molto forti e ci sono rimasto male. E’ vero, nell’attuale settore disabili c’è il problema della pioggia, nessuno lo ha mai negato. Ma prima di parlare dell’unico difetto del settore disabili perché non si sottolinea quanto di buono è stato fatto? Da quando i disabili sono stati collocati in Tribuna Est hanno potuto assistere alle partite in piena sicurezza, con tutta una serie di servizi dedicati espressamente a loro. Afflusso e deflusso garantiti in piena autonomia, servizio di assistenza sanitaria, thè caldo offerto dal Centro di Coordinamento e, cosa che sembra scontata ma non lo è, l’ingresso completamente gratuito. La pioggia è un disagio, certamente, ma questo piccolo problema era il solo neo di un settore disabili che funzionava perfettamente, o forse qualcuno si è dimenticato che quando erano collocati in Tribuna Petitot servivano venti minuti solo per recarsi in bagno?”.