L’ESITO DEL RICORSO DEL PARMA: LE RIFLESSIONI DE “IL TIFOSO BILANCIATO”

Dal sito “La Biblioteca del Tifoso Bilanciato” arriva quella che forse è l’analisi più approfondita tra le moltitudini di versioni lette finora sul web, dove nei giorni scorsi avvocati, commercialisti e fiscalisti sono spuntati come i funghi dando ognuno di loro le versioni più disparate dei fatti, fermo restando che senza le carte sotto mano (documenti che sono in possesso solo di Figc e Parma fc) diventa difficile poter trarre delle conclusioni affidabili.

tifosobilanciatopreviweL’analisi di Diego Tarì, nell’articolo pubblicato qualche minuto fa, parte dalle parole pronunciate da Ghirardi:

“Abbiamo alcuni giocatori che militano in altre squadre, a cui versiamo un incentivo all’esodo. Il giocatore firma l’accettazione per ottenerlo e concorda con la società Parma quando lo percepisce. Questi giocatori hanno l’incentivo all’esodo che matura al 30 giugno 2014. Quando hanno percepito tutto lo stipendio dalle società dove giocano prendono da noi tale incentivo. Non è stata fatta busta paga dal Parma. In serie B o in C, non si percepiscono stipendi importanti per quel che riguarda i parametri calcistici. A novembre o dicembre, alcuni di questi giocatori ci hanno chiesto un anticipo finanziario, un prestito relativo a questo incentivo all’esodo. E’ un’anticipazione di quello che non hanno ancora maturato ed essendo un prestito non deve essere pagata l’IRPEFFaccio un esempio pratico, legato alla quotidianità: quando un lavoratore dipendente chiede un anticipo del TFR al datore di lavoro per comprare la casa o l’auto, su questo anticipo non si paga l’IRPEF, perché il TFR lo si matura quando si va in pensione. Quindi è surreale la situazione che stiamo vivendo. E’ assurdo perché questi 300 mila euro su cui poggia tutta la questione erano già stati verificati a febbraio e nessuno ci ha contestato niente. Avremmo dovuto allora prendere punti di penalizzazione e invece così non è stato. Abbiamo agito in buone fede per questi prestiti a giocatori che ce lo hanno richiesto.Manchester City e PSG hanno fatto sanzioni amministrative per milioni di euro e poi risultano ammessi alla Champions League.”

ricorsoconi

ANTICIPAZIONE FINANZIARIA O ACCONTO SU COMPENSO?: “L’esempio del TFR citato da Ghirardi – riporta iltifosobilanciato.it – non pare essere calzante: quando un lavoratore dipendente chiede un anticipo sul TFR nella busta paga viene immediatamente effettuata una trattenuta che è basata su un’aliquota provvisoria, che poi viene definitivamente calcolata 18/24 mesi dopo (infatti di solito si riceve a casa una comunicazione dell’Agenzia delle Entrate che informa quanto deve essere versato a titolo integrativo). Quindi la società che anticipa il TFR fa una busta paga, effettua la trattenuta IRPEF ed è quindi tenuta a versarla entro il 16 del mese successivo a quello di pagamento.

In realtà il Parma FC come detto da Ghirardi, non ha emesso nessuna busta paga avendo trattato l’anticipo al calciatore come “anticipo finanziario” a valere su un incentivo all’esodo, che è a tutti gli effetti considerato paragonabile allo stipendio. Ma una Società può dare un anticipo al proprio dipendente su parti di stipendio future che gli spettano? In teoria si, ma lo dovrebbe far passare dalla busta paga.

Gli anticipi che possono essere dati senza giustificativi sono (ad esempio) i fondi cassa in occasione di viaggi e trasferte, che però devono essere rendicontati al termine della missione. Esiste, certo, la possibilità di erogare dei finanziamenti a propri dipendenti, ma la disciplina fiscale prevede ad esempio che se il tasso di interesse è inferiore al Tasso Ufficiale di Riferimento (e qui sembrano essere state trattate addirittura ad interesse pari a zero), questo beneficio deve essere considerato un finge benefit a favore del dipendente, quindi oggetto di tassazione. Anche in questo caso, quindi, sarebbe stato necessario emettere una busta paga.

La vera domanda è, quindi: il Parma FC aveva diritto a trattare questo acconto (“anticipo finanziario”) al di fuori della busta paga del calciatore con il quale aveva firmato un contratto che prevedeva un incentivo all’esodo da pagarsi il 30.06.2014Probabilmente, secondo la FIGC, no”.

tifosobilanciatoPERCHE’ ALLORA NON E’ STATA SANZIONATA PRIMA LA VIOLAZIONE?: “Gli stipendi di ogni trimestre – prosegue iltifosobilanciato.it –  devono essere pagati entro la fine del trimestre successivo. In questo caso, se come dice Ghirardi gli acconti sono stati versati nei mesi di novembre e dicembre, gli obblighi di versamento delle ritenute scattavano rispettivamente a dicembre 2013 (per i pagamenti di novembre) e a gennaio 2014 (per i pagamenti di dicembre). In conseguenza di ciò la verifica del mese di febbraio 2014 cui fa riferimento Ghirardi non avrebbe rilevato alcun illecito, perché il Club aveva tempo fino al 31 marzo 2014 per provvedere ai pagamenti delle ritenute.

Nel caso specifico della Licenza UEFA, il Manuale vigente (ed. 2.5, la trovate qui) è molto chiaro in merito: la data limite oltre la quale scatta la violazione della norma (l’estratto proviene da p. 69, e fa parte del capitolo “Assenza di debiti scaduti verso i dipendenti e versamento di ritenute e contributi”) è il 31 marzo 2014.

Se la FIGC considera che questi acconti versati ai calciatori sono da considerarsi a tutti gli effetti dei pagamenti di porzioni di incentivo all’esodo (assimilabile, come visto, allo stipendio), il mancato versamento da parte del Parma FC dei contributi rappresenta una violazione inequivocabile del requisito. Il criterio in esame fa parte dei criteri di categoria “A” (lo si vede dalla sigla “F. 04 A”, in rosso) che secondo l’art. 3.2 del Manuale sono vincolanti per tutte le società che richiedono la Licenza. L’articolo chiosa in maniera inequivocabile: “Il mancato rispetto di uno solo di tali criteri comporta il diniego della Licenza””

DIFFERENZE DI VALUTAZIONE RISPETTO ALLE VIOLAZIONI DI PSG E CITY: Sul parallelismo tra la situazione del Parma e quella di Psg e Manchester City, Diego Tarì ripete quello che abbiamo già spiegato nei precedenti articoli. E’ infatti un paragone che non regge e non può essere considerato, in quanto la Licenza Uefa (caso Parma) viene rilasciato dalla Figc per conto dell’Uefa, mentre nei casi specifici di Psg e City si parla di Fair Play finanziario, che viene controllato direttamente dall’Uefa attraverso la CFCB (Club Financial Control Body), sulle squadre che hanno partecipato a Champions League ed Europa League nella stagione precedente. Il Parma, se dovesse partecipare all’Europa League, sarebbe oggetto di questa verifica nel prossimo anno, con decisione attesa fra aprile e maggio 2015.

IL RICORSO ALL’ALTA CORTE: COME ANDRA’ A FINIRE?: Per quanto riguarda l’analisi dei possibili esiti di fronte all’Alta Corte del Coni, l’articolo di Diego Tarì prende in considerazione i pareri di alcuni avvocati intervenuti nei giorni scorsi, che però, inevitabilmente, concludono le loro ipotesi con un obbligato “senza le carte è difficile dare un giudizio”. Il punto interessante di quest’analisi è contenuto nella chiosa, dove si specifica che: “il Torino FC ha diritto a costituirsi nel procedimento che il Parma FC instaurerà presso l’Alta Corte, in quanto parte interessata all’esito del dibattimento ed alla decisione. In questo senso la società scaligera (questo è un errore dell’autore, avrà voluto dire ducale… Ndr) dovrà difendere le proprie posizioni non solamente rispetto alla posizione della FIGC, ma anche alle argomentazioni che verranno prodotte dai Granata”.