Leonardi: “Puntiamo sul Settore Giovanile per sostenere il nostro vivaio, e vogliamo modernizzare la casa dei nostri tifosi, lo Stadio Tardini.”

Pietro Leonardi, nella giornata di ieri, è intervenuto durante una lezione del “Master Internazionale in Strategia e Pianificazione delle Organizzazioni, degli Eventi e degli Impianti sportivi“, nelle aule dell’Università degli Studi della Repubblica di San Marino (che è in collaborazione con l’Università di Parma). Il Direttore crociato ha parlato agli studenti affrontando diverse tematiche, come l’organizzazione del modello Parma, della gestione di una società come quella ducale, e delle varie iniziative. Ecco uno spaccato del suo intervento, riportato dal sito www.settorecrociato.it.

Dal punto di vista della gestione della società, dobbiamo lavorare ancora molto. Siamo convinti di aver trovato la direzione giusta, ci stiamo muovendo bene, però il cammino è ancora lungo. Crediamo che si debba seguire il modello tedesco, che vede aumentare continuamente i ricavi che provengono dallo stadio, anche dal punto di vista commerciale, e che nonostante un aumento dei costi chiude sempre in attivo. In Germania, ogni qualvolta che vengono superati gli utili che provengono da attività commerciali, quei soldi vengono utilizzati per investire in infrastrutture e patrimonio immobiliare, in stadi e centri sportivi. Noi, su quell’esempio, abbiamo cominciato a lavorare con i 2.500 metri quadrati del Centro Sportivo di Collecchio, e a differenza di un giocatore, a noi questi 2.500 metri quadrati non ce li può togliere nessuno. Si spostano i ricavi dagli investimenti sui calciatori a quelli sul patrimonio, così si portano i bilanci in attivo”.

Sui diritti tv noi per primi abbiamo deciso di cambiare il contratto, inserendo una quota base e un’altra che si riferisce ai risultati sportivi. In questo modo abbiamo cambiato una parte importante che rende più equa la situazione. Siamo già a un buon punto, siamo vicini a quella che sarebbe la situazione idealeQuello delle plusvalenze è un sistema a cui si dovrà per forza far ricorso, soprattutto fino al momento in cui avremo portato a regime il processo di equilibrio intrapreso sulla seconda colonna del bilancio, togliendo i costi e aggiungendo i guadagni dalle attività commerciali”.

Noi vogliamo puntare moltissimo sui giovani e sulle squadre giovanile. Allodi, nel 1986, aveva predetto i  futuri successi mondiali e continentali della Francia, perché investiva moltissimo sulla metodologia d’allenamento nelle scuole calcio. Con il nostro progetto, la Parma Football School, puntiamo su un nuovo metodo, ovvero facciamo istruzione agli istruttori. In Italia, ma anche oltre i confini europei. A Miami, dove siamo partiti da una piccola scuola calcio, adesso ci vogliono tutti; o in Cina, dove si sta portando avanti un progetto importante. Certo, ci vuole un po’ di tempo, ma ci siamo, e tutto questo lavoro servirà a fornire sostegno al nostro vivaio”.

“Al giorno d’oggi credo che il Parma è l’unica società che non ha ancora sfruttato il proprio marchio. Tutto questo non è perchè siamo stati superficiali, anzi: è stato fatto perchè il marchio non è una cosa può essere svalutata e svenduta. Il marchio del Parma è un valore aggiunto per la squadra, bisogna tenerlo in cassaforte, e bisogna diffonderlo in maniera corretta. A questo servirà Parma Brand, che deve servire a dar forza al resto.”.

“Dopo aver investito su quella che possiamo chiamare “la casa della squadra”, il Centro Sportivo di Collecchio, ora vogliamo modernizzare e investire sulla “casa dei tifosi”, ovvero lo Stadio Tardini. L’idea è quella di rendere lo stadio veramente più confortevole e accogliente. I benefici, sicuramente, avranno anche una ricaduta sulla competitività maggiore della squadra”.