Leonardi: “Parma rinforzato? Non lo so, però con Pozzi abbiamo il finalizzatore che mancava”

Al termine della presentazione di Nicola Pozzi e Cristian Molinaro, il Direttore Pietro Leonardi si è trattenuto per affrontare il tema del mercato invernale appena concluso.

Ecco le sue parole:

IMG_0322LA SQUADRA E LE CARATTERISTICHE DELLA ROSA:La cosa che mi ha colpito di più di questo gruppo è stata questa grandissima forza di estraniarsi dal vociare del calciomercato, mettendo in campo tutto quello che avevano e lasciando fuori le problematiche del calciomercato. Io sono contrario al fatto che il calciomercato si svolga durante il campionato. Noi abbiamo la facilitazione che i nostri calciatori hanno voglia di restare, e non hanno voglia di andare via. Ritengo che vada fatto un elogio all’allenatore e ai calciatori, perchè la prestazione della squadra è sempre stata positiva. La squadra ora è più forte? Non posso dirlo, noi abbiamo sfoltito molto, perchè abbiamo mandato via il doppio dei giocatori che sono arrivati. Non so se ci siamo rinforzati, di sicuro non è stato fatto notare che il rinforzo più grande di questa sessione di mercato è Paletta, perchè non l’abbiamo mai utilizzato e ora è a pieno regime. Ho sentito anche che noi abbiamo preso Schelotto per sostituire Biabiany, ma non è vero, Schelotto è arrivato per sostituire Rosi. Mi auguro di aver migliorato, ma io già mi accontenterei di rimanere nel trend che abbiamo mantenuto in questa ultima parte di stagione. Penso di aver fatto il massimo e più di così non so che fare. Abbiamo risparmiato tantissimo a livello di ingaggi. Per caratteristiche, i nostri attaccanti (a parte Amauri) hanno il gol tra le loro caratteristiche, ma anche la possibilità di fornire gli assist per far sì che qualcuno faccia gol. Ora abbiamo Amauri e Pozzi come finalizzatori, e Palladino e Cassano che hanno caratteristiche diverse. Meglio quindi avere Pozzi, che a me ricorda da sempre Inzaghi, con la stessa rapidità di finalizzazione in area, ed è un giocatore che io credo che questa rosa non aveva.

leonardieeLA MENTALITA’ DI GIOCO:Mentalità vincente è una parola grossa, vincente dipende dai risultati, perchè magari ne vinci 4 e sei vincente, e poi ne perdi 2 e non lo sei più. Noi abbiamo cambiato qualcosa soltanto per necessità, e l’atteggiamento l’abbiamo cambiato solo con la Juventus in casa, e se non ci fosse stata l0’invenzione di Quagliarella forse avremmo portato a casa un punto. Uno deve vedere che logica di calciatori hai in mano, e vedendo i primi 20 minuti del secondo tempo di Livorno mi rendo conto che non siamo una squadra che può “tenere”. Se non gioca, fa fatica. Dobbiamo essere onesti, e nei primi 2o minuti di Livorno se non c’era Mirante avrebbe meritato il pareggio. Noi non siamo una squadra portata a gestire un risultato, dobbiamo giocare palla a terra, far passare il messaggio che “se la palla ce l’abbiamo noi, rischiamo poco”.

coppaitaliaviolaOBIETTIVO EUROPA LEAGUE: “Non volevamo indebolirci. L’Europa? Avete visto anche ieri sera, con il risultato di ieri si rischia, anche se per l’Udinese me lo auguro per i 4 anni che ho passato lì, mentre per il Parma me lo auguro meno, perchè se passa l’Udinese il sesto posto non vale più per qualificarsi. L’Europa League, da un certo punto di vista, è una questione di grande prestigio, di grande emozione per tutti, ma non pensate che arrivare settimi o ottavi cambi granchè, dal punto di vista delle risorse. L’Europa League inizia a dare dei proventi dai gironi, ma sono risorse inferiori rispetto alla Champions. Il Parma se si inserisce in una buona posizione potrà entrare nella ripartizione che si basa sull’ultimo quinquennio, perchè se termineremo in una posizione dal decimo posto in su avrà un balzo importante nel prossimo triennio. Da quando sono arrivato io in questo senso il Parma aveva sempre quella stagione “monca” della Serie B, che abbassava notevolmente la media del nostro ranking. Poi sul bacino d’utenza, e ci meravigliamo di questo, siamo addirittura ultimi, e quindi il Parma si giocherà sul campo la possibilità di recuperare quello che stiamo perdendo in riferimento a tutto il resto.”

NoLA TRATTATIVA BIABIANY: “Non ci sono segreti. Capisco voi che andate alla ricerca del pelo nell’uovo, ma io sono sempre stato abituato a dire le cose con molta libertà. Biabiany non è mai stato proposto, perchè la trattativa con i cinesi è nata da loro, io i cinesi non sapevo nemmeno che esistessero. Hanno fatto un’offerta importante, sono andati avanti per tanti giorni, però poi non c’era nulla ed infatti mi sono infastidito e ho abbandonato una riunione con loro. Troppe trattative sono state “spifferate” ai giornalisti? Qualcuno di voi era presente al calciomercato, io ero rintanato dentro ad una stanza e non potevo nemmeno andare in bagno, avevo telecamere da tute le parti. Per riservatezza ho addirittura scelto un’hotel diverso dall’Ata, ed era pieno di giornalisti anche lì… Questo deve darvi una grande speranza, perchè se tutti gli alberghi di Milano sono pieni di giornalisti vuol dire che c’è lavoro per tutti… Ghirardi? Sapeva tutto, non aveva quel giorno altre cose da fare ed era a Milano per un’altra riunione personale. Poi lui si è divertito molto, perchè non abbiamo combinato nulla, è stata una bella giornata di mangiate, siamo stati assieme in quella saletta, e non l’ho mai visto furioso. E quando Biabiany ha spiegato i suoi motivi per noi è stato davvero un motivo d’orgoglio. Un giocatore a cui è stato offerto il doppio dell’ingaggio che ti dice che vuole restare per giocarsi le sue carte con il Parma è una cosa che ci inorgoglisce molto. Se si mangia bene da Giannino? Io sono arrivato che avevo già mangiato, e ho mangiato solo due fette di ananas. Le mie dichiarazioni sono state “Biabiany? Domani mattina ci vediamo. Percentuali di riuscita? 2%. E i cinesi? Meno 2%.” Il mattino dopo sono diventate 0%. Le dichiarazioni di Osti? Nella trattativa a parlare con la Lazio c’era Sagramola per la Samp, i biancocelesti hanno fatto una loro offerta e noi la stavamo valutando con Sagramola. Anche sul discorso della Cina la Samp era d’accordo con noi nel fare un’operazione che poteva essere importante, anche se poi è sfumata.”