LEONARDI IN PANCHINA: QUELLO STRANO EFFETTO CHE FA – PFZ.IT AL MENTI PER VICENZA-LATINA

Guardarlo con i propri occhi, per vedere l’effetto che fa. È un po’ questo il motivo che ci ha spinto a recarci al Menti di Vicenza, ieri sera, per la sfida tra i biancorossi ed il Latina. L’idea è semplice: provare ad intercettare Pietro Leonardi per fargli alcune domande che meriterebbero una risposta. Missione impossibile, certo. Però tentar, si sa, non nuoce mai, ed allora con armi e bagagli poco dopo le 19 siamo già sugli spalti. Al nostro ingresso, mentre le squadre sono in ricognizione sul terreno di gioco, l’ex Ad del Parma Fc è in campo a colloquio con Pasquale Marino. Corsi e ricorsi storici: proprio Leonardi aveva portato l’allenatore di Marsala sulla panchina crociata. Da amici a “nemici per una sera“, visto che l’ex tecnico crociato ora allena proprio il Vicenza. In campo c’è anche il dottor D’Alessandro, che dal 2011 fino al fallimento ha fatto parte dello staff medico del Parma, ed era stato al centro dei riflettori dei media quando durante una delle aste giudiziarie, a marzo, aveva ricomprato i macchinari sequestrati dalle autorità giudiziarie: ora anche lui è al Latina.

I giocatori si scaldano, Leonardi si siede in panchina ed osserva. Rientra negli spogliatoi con la squadra al termine del riscaldamento, e poi torna in panchina da dove guarderà tutta la leonardi-vicenza-latinapartita. Sono sempre pochi istanti quelli che impiega per compiere lo stesso tragitto dal tunnel alla poltrona coperta, e sono anche gli unici in cui entra nel nostro raggio visivo, visto che noi siamo a pochi metri dalla balaustra della Tribuna Centrale. Passeggia lentamente con lo sguardo basso, completamente avvolto nel giaccone blu del Latina Calcio. Se fosse un film, le immagini ora inizierebbero a traballare vorticosamente tra flashback e voci fuori campo, incastrate tra loro in un puzzle che descriverebbe perfettamente il calcio moderno. In quella ventina di passi che separano l’ingresso del campo e l’inizio della panchina, nella nostra mente risuonano le parole dello stesso Leonardi, quando diceva che “Questa società è sana!. Ma anche quelle di Tavecchio, quando a gran voce esclamava: “Mai più un caso Parma!“. Per non parlare poi degli sfoghi dei tifosi crociati, raccolti negli ultimi mesi. Rimbomba nella nostra testa anche il duro editoriale di Fabio Caressa, dagli studi di Sky, quando chiosava affermando con decisione che: “Devono tintinnare le manette, perchè in questo paese non è ammissibile che si vada avanti così. Che tintinnino le manette“. È passato solo qualche mese, ma la morale di questa storia è brutale, perchè a pagare sono sempre gli stessi. Di Tommaso Ghirardi, leonardi-vicenza-latina-2innocente fino a prova contraria (è bene specificarlo), si sono perse le tracce. Pietro Leonardi, innocente fino a prova contraria (idem come sopra), dirige una squadra di Serie B, senza che nessuno possa obbiettare nulla: la sospensione è terminata, il regolamento della Figc non lo vieta, e le inchieste che riguardano il crac Parma sono ancora in corso. Nel frattempo molti di quelli che lavoravano al Parma sono rimasti a piedi, ed una città intera ha visto declassare la propria squadra di pallone fino alla quarta categoria, ai confini del professionismo. Una sorta di “anti-favola” natalizia. Sembra anzi un dramma angosciante in cui i colpevoli non vengono mai a galla, mentre chi ci rimette lo subisce sulla propria pelle, da subito, senza alcun tipo di sconto o risarcimento. Insomma, nessuna manetta ha ancora tintinnato (cit.), il Parma è in Serie D mentre il calcio italiano continua nella propria routine come se nulla fosse accaduto.

La gara è decisamente brutta, con un Vicenza in difficoltà psicologica a causa degli ultimi risultati negativi, ed un Latina che blocca gli inconsistenti attacchi dei padroni di casi puntando dalle-rive-altovicentinopoi a ripartire in velocità, trovando anche il gol del vantaggio. Noi nel frattempo ci guardiamo attorno, e scorgiamo un viso familiare: è quello di Mauro Zironelli, allenatore dell’AltoVicentino. Lo salutiamo e già che ci siamo lo intervistiamo (leggi qui l’intervista al tecnico dell’AltoVicentino): è in tribuna con tutto lo staff della squadra veneta, tra cui anche il Presidente Rino Dalle Rive, che in testa ha un berretto di lana con i colori della squadra che presiede. Esattamente tre anni fa era stato vicinissimo ad acquistare il Vicenza con una cordata, senza che poi l’offerta si concretizzasse. Tutto diventa ancora più “strano”: a circa venti metri da Pietro Leonardi, che ha gestito per anni il Parma fino alle dimissioni poco prima del fallimento, nel frattempo ci ritroviamo a parlare di Parma, AltoVicentino, Serie D, Forlì, Sammaurese, Baraye e Melandri. Una sensazione paradossale, difficile da descrivere.

Il Vicenza nel frattempo pareggia i conti con Galano, ma all’uscita dal campo verrà subissato dai fischi dei propri tifosi. In sala stampa si attende l’arrivo dei due allenatori, mentre dopo un giro perlustrativo capiamo che è impossibile avvicinarsi alla zona dove sostano i pullman delle due squadre. All’ingresso di Somma, ci avviciniamo al Responsabile della Comunicazione del Latina. C’è per caso la possibilità di fare due domande a Leonardi?“. Domanda scontata che prevede una risposta ancora più scontata, ce lo diciamo da soli, ma un tentativo andava fatto. “No, assolutamente no, non parla e non parlerà“. Pochi minuti dopo entra Pasquale Marino, che si concede alle domande dei giornalisti locali. Attendiamo giustamente che vengano esposti i loro quesiti, perchè (per esperienza) non c’è cosa più odiosa di un giornalista “straniero” che venga dopo una partita a fare una domanda che con gli aspetti legati al match non abbiano nulla a che fare. Decidiamo però di farci odiare per qualche secondo e ci proviamo comunque: “Salve Marino, faccio outing, sono un giornalista di Parma. L’abbiamo vista chiacchierare con Leonardi prima della gara, volevamo chiederle cosa ne pensa di quello che…“. Avremmo voluto terminare con “…è successo a Parma, e se le ha detto qualcosa a riguardo“, ma non c’è tempo. Non ne voglio parlare, ho tanti di quei problemi adesso che….” risponde Marino mentre ci blocca, si alza e lascia la sala stampa. Difficile biasimarlo, visto che la sua squadra stenta ed è appena uscita tra i fischi e gli improperi dei tifosi, ma come abbiamo detto anche a lui: ci abbiamo provato. “Sentire” per credere…

Falliti tutti i nostri tentativi, decidiamo dunque di lasciare il Menti e dirigerci verso il parcheggio. Lungo il tragitto, costeggiando lo stadio, vediamo però un cancello socchiuso. Facendo finta di nulla buttiamo un occhio, ed è esattamente l’ingresso della zona riservata ai pullman delle due squadre. Alcuni giocatori del Latina sono lì a pochi passi: chi saluta qualche pullman-latinaamico, chi parla al telefono, chi invece attende la partenza verso casa. Rimaniamo lì fuori, in disparte, fino a quando si avvicina uno steward. Non dice nulla, ma l’impressione è che si chieda il motivo della nostra presenza. Gli spieghiamo che non abbiamo intenti bellicosi, lui capisce ed anzi esprime solidarietà verso la società crociata. Quando voltiamo la testa vediamo però Leonardi salire sull’autobus, e sistemarsi nelle prime file. Perso per un pelo, dunque, e chissà se si sarebbe fermato per rilasciarci qualche dichiarazione. Il pullman parte, scortato dai Carabinieri, senza un’ulteriore possibilità di poter “intercettare” il Direttore Generale del Latina. Montando in macchina facciamo mente locale: le indagini sono ancora in corso, nessuna manetta ha tintinnato, il calcio italiano va avanti come se nulla fosse accaduto ed anzi quello del crac crociato sembra quasi un argomento superato da parte di un mondo, quello pallonaro, che trasuda un dilettantismo gestionale e regolamentare che a volte, se proprio vogliamo pensare male, sembra quasi intenzionale: la volontà, in fondo, sembra quella di non voler cambiare mai. Il pullman del Latina, con Leonardi a bordo, lascia Vicenza, con ogni probabilità imboccando l’autostrada a Montebello, a pochi km da Arzignano, il prossimo avversario del Parma in campionato. Ed è complicato, credeteci, trovare le parole per spiegare l’effetto che fa.