Leonardi: “Cassano è un attaccante. Gargano l’1 luglio non sarebbe mai arrivato, abbiamo dovuto aspettare. I giovani? Si è investito moltissimo, soprattutto tra i ’94 e i ’98”

Durante la puntata odierna di Calcio&Calcio, su TeleDucato, tra gli ospiti vi era anche il Direttore Pietro Leonardi, che ha analizzato il mercato estivo con gli ospiti presenti.

Ecco le sue parole:

“Gli attaccanti? Noi consideriamo Amauri e Cassano due giocatori importanti, poi abbiamo Sansone e Palladino che ha iniziato molto bene, e poi Okaka sul quale noi confidiamo molto. Cassano è un attaccante, e non mi meraviglierei nel caso venga schierato assieme a Sansone, o ad altri. Non ritengo corretto valutare Cassano come uno dietro alle due punte perchè non è il suo ruolo. Consideratelo come volete, ma lui è un attaccante. Okaka? Nelle opportunità che gli sono state date in carriera ha fatto qualcosa, ma l’importante è che ci crediamo noi. Lui ha delle qualità, deve crescere ma è un nostro patrimonio. E sappiamo che gli attaccanti di struttura si formano con un pizzico di ritardo.”

“Se questa è la più difficile delle mie 5 stagioni a Parma? Io credo di no, tutte sono difficili. Abbiamo alzato l’asticella? Chi? Voi giornalisti l’avete alzata, noi no. Guardate le rose delle squadre della Serie A e ditemi se è un campionato facile… Il Parma deve migliorare il campionato dell’anno scorso e non è facile. Abbiamo fatto un mercato aspettando il momento più opportuno. Gargano il primo luglio non lo prendevi, e per prenderlo dovevi aspettare fino all’ultimo. Con Obi è successa la stessa cosa. Abbiamo dovuto assemblare un reparto nelle ultime battute. Abbiamo anche perso un punto fermo come Galloppa. Ancora non capisco perchè dobbiamo alzare o abbassare asticelle. Noi sappiamo cosa aspettarci da questo campionato, ma guardate come sono allestite le rose, e come possiamo dire che puntiamo all’Europa League? Dovremmo fare un miracolo noi e dovranno sbagliare almeno 3 o 4 squadre… Ci auguriamo che questo sia un anno che possa far togliere delle ulteriori soddisfazioni a tutti. Per questo quando noi parliamo di giocare a calcio in un certo modo, non è per fare i fenomeni, bensì perchè se i tifosi allo stadio vengono e vedono un Parma sparagnino che pensa solo a difendersi, magari non sono contenti”

“Rosa troppo ampia e età media decisamente alta? Non devo rispondere io. Aprite il giornale, guardate le rose della Serie A e guardate quante squadre hanno meno giocatori del Parma. In Serie A il problema è chiaramente determinato da un regolamento che non funziona più. Mi sembrano comunque dei falsi problemi. Chi ha mai detto che volevamo fare un progetto giovani? Io non ho mai parlato di progetto giovani. Mi sono reso conto di quello che è Parma, tiro le mie conclusioni, e dico che l amaturazione e lo sviluppo dei giovani abbiamo fatto tantissimo. Tra i ’94 e i ’98 abbiamo fatto moltissimo, abbiamo investito tanto, e il Presidente Ghirardi per questi 50 giocatori ha speso molto. Qui non c’è pazienzia: si dice che Okaka non va bene e però va bene Maxi Lopez. Sulla base di cosa? Mentre qui un calciatore riceve offerte importanti però decide di restare a Parma, a Udine non vedono l’ora di andar via. Ormai il pubblico di Udine si è abituato a questo modo di gestire la società, ovvero crescere e vendere. Noi non dobbiamo trascurare un aspetto importante, che scommettere va bene, ma poi il dazio pagato andando in Serie B lo dobbiamo ricordare tutti.