Leonardi a tutto campo/3 – “Il progetto Parma non sarà mai uguale a quello dell’Udinese, che ha venduto giocatori per 45 milioni.” E ai giornalisti: “Vi lamentate delle porte chiuse, ma quanti vengono agli allenamenti?”

Un Leonardi a tutto campo, deciso a rispondere a tutte le critiche ricevute e pronto a rimanere nella Sala Stampa di Collecchio “fino alla notte di Natale, se dovesse servire”, è quello che si è presentato oggi davanti ai giornalisti.
Per comodità abbiamo deciso di dividere il suo intervento in più articoli, visto che la conferenza stampa è durata diverse decine di minuti.
Ecco la terza parte del suo intervento:

Se 3 anni fa eravamo vicino a Lewandovski? Meglio che non dica nulla… Meglio che non risponda… Si, tre anni fa ci aveva molto colpito dopo il preliminare tra Udinese e Lech Poznań, però eravamo appena arrivati a Parma. Forse abbiamo fatto l’errore di ascoltare troppo…”

In cosa si differenzia il progetto Parma da quello dell’Udinese? Non potrà mai essere uguale. L’Udinese ha un’altra cultura, un’altra storia, ha un passato di vent’anni. Volete che vi faccia l’elenco di quello che ha speso l’Udinese per comprare quella squadra che ci ha fatto 3 gol? L’Udinese l’anno scorso ha venduto giocatori per 45-50 milioni di euro, ed è normale che abbia la possibilità di avere un potere contrattuale diverso. Può comprare giocatori che il Parma, a quelle cifre, deve per forza vendere. Muriel non è arrivato gratis, Williams nemmeno, e chi più ne ha più ne mette… Ma di questi ne potrei dire una marea, come ad esempio Gomez e Barrientos del Catania… Noi stiamo veramente facendo del virtuosismo. Nonostante questo siamo lì, stabili, da quattro anni, anche se ovviamente abbiamo avuto qualche difficoltà. Poi c’è gente che ritira fuori la storia di Marino, che è vecchia… Basta, dai, cerchiamo di guardare avanti, ci siamo resi conto di aver fatto cose sbagliate. Poi la cosa che più mi disturba è che si toccano i miei collaboratori, indirettamente, come quando si parla di una mia gestione della comunicazione. Io ho un rapporto diretto, di confronto quotidiano con i miei collaboratori. Domenica io sono entrato nello spogliatoio e ho detto: “Non ci sono più parole, ora bisogna fare i fatti”. Per questo poi ci siamo confrontati con la Rancati (Responsabile della Comunicazione. Ndr) e abbiamo deciso questo tipo di strategia. Non ritengo che la comunicazione del Parma abbia fatto tutti questi disastri. Sono strafelice di quello che sta facendo la Rancati.”

Vi rendete conto quanto sia deprimente far venire qui ogni giorno un giocatore per vedere due, tre facce che vengono ad ascoltarlo? Molte società per questo fanno della comunicazione interna, con la tv ufficiale, o la radio ufficiale, e questo è quello che stiamo cercando di fare. E quanti giornalisti assistono agli allenamenti della squadra? Uno? Due? E poi ci si lamenta perchè ogni tanto l’allenamento è a porte chiuse… Ogni volta sempre una polemica. State calpestando con queste polemiche inutile la realtà di Parma.