LE PAROLE DI MELLI E L’INDAGINE PER BANCAROTTA FRAUDOLENTA: IL PUNTO DI NON RITORNO

“Il punto di non ritorno”. “La goccia che ha fatto traboccare il vaso”. “Peggio di così non si può”. “Si è toccato il fondo”. Queste sono le frasi utilizzate forse troppo spesso da tutti coloro che hanno provato a seguire le vicissitudini del Parma negli ultimi mesi. Dal 7-0 contro la Juve al mancato pagamento degli stipendi di novembre, fino alla girandola di Presidenti: quante volte il Parma ha toccato il fondo? Le parole di Sandro Melli e la notizia dell’indagine da parte della Procura della Repubblica per bancarotta fraudolenta, però, segnano davvero un punto dal quale indietro non si può più tornare.

melli-nuovo-sitoUna persona mi disse che eravamo arrivati a 242 contratti federali – ha detto Melli in esclusiva a Sky – erano tutti nomi sconosciuti, e nemmeno di prospettiva. Non credo che sia emerso nessuno di loro a livelli importanti. Poi sono anche giocatori di età avanzata, non dei ragazzini. Quanti osservatori abbiamo avuto? Quest’anno zero, lo scorso anno uno o al massimo due. Non abbiamo scouting. Chi ha portato tutti questi giocatori? Io credo che siano stati portati dai procuratori. Abbiamo fatto plusvalenze importanti ma non abbiamo mai portato giocatori che costassero più di 2 o 3 milioni di euro”. “Tutto il mercato si era trasferito a Collecchio – ha detto lo stesso Melli, stavolta al Corriere dello Sport – erano tutti a mangiare nel famoso ristorante a spese del Parma, tutti i giorni. Le altre società non facevano così, nessuna. E sai cosa diceva mio nonno? Quando sei da solo, o sei il più furbo o sei il più coglione“.

tribunale-parmaSulle sue parole è già iniziato il dibattito: non poteva parlare prima? Perchè se sapeva non ha mai detto nulla? “Avrei potuto fare causa, ma Melli che fa causa al Parma non mi piaceva“. Di sicuro tutti, nessuno escluso (e noi inclusi), avrebbero potuto fare o dire di più. Il coperchio ora è stato tolto definitivamente, e a guardarci dentro c’è anche la Procura della Repubblica. Bancarotta fraudolenta: è questa l’ipotesi di reato secondo quanto riportato dalla Gazzetta di Parma. E in mezzo ci potrebbero finire in tanti, da Ghirardi a Leonardi, ma anche consiglieri d’amministrazione, manager, revisori dei conti e sindaci. Compresi coloro che si sono succeduti alla guida del club in questi mesi, perchè se il 19 marzo si dovesse arrivare al fallimento, anche Giampietro Manenti potrebbe avere delle responsabilità per tutto il tempo che sta perdendo. Per non parlare di chi si celava dietro alla Dastraso Holding, che nonostante abbia visto il dissesto non ha aperto bocca, non ha denunciato la cosa ed anzi ha venduto in fretta e furia il Parma senza indugi.

A non dormire sonni tranquilli, quindi, saranno in tanti. E se i giocatori del Parma ora si dovranno lavare le proprie casacche, i panni sporchi della società crociata non potranno più essere lavati in casa, ma saranno passati al setaccio da Guardia di Finanza e magistrati. Dal primo all’ultimo, fino al fondo della cesta.