Le Pagelle di Gabrielo, Sampdoria-Parma 1-1

Mamma, non mi sento tanto bene”. Si vede tesoro, hai la pareggite acuta!“.

Ennesimo pareggio per il Parma, ennesima partita dai due volti. Primo tempo piuttosto molle, riscattato da un bel secondo tempo che però ha, di nuovo, sottolineato il poco cinismo degli uomini di Donadoni.

E ora…le pagelle di Sampdoria-Parma 1-1.

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Mirante 6.5: oggi molto bene anche nel suo fondamentale “peggiore”, ovvero le uscite. Antonio è ormai un portiere maturo, completo, affidabile. Visto che i sudamericani riescono sempre a trovare un bisnonno di Foggia per ottenere il doppio passaporto, il nostro portierone potrebbe trovare qualche lontanissimo zio messicano per essere convocato ai mondiali con il nome di Antonio Tequila Sombrero Mirantes.

Cassani 6: partita pulita per Mattia, non molto incisivo in avanti (cross buoni per Amauri non ne sono arrivati) ma piuttosto attento dietro, anche con belle diagonali a chiudere verso il centro. Come regalo di Natale ha chiesto di non giocare mai più centrale. Accontentiamolo.

Filippo il bello/Contini il brutto 5.5: il suo problema è la concentrazione, altrimenti non si spiega come un giocatore in grado di fare tunnel anche al signor Mauro Pescecane seduto al numero 126 della tribuna centrale si possa trasformare all’improvviso nel sosia di Contini.

Lucarelli Highlander 8:

Gobbi 5.5: nel primo tempo soffre tantissimo il dinamismo di De Silvestri, mentre nella ripresa è meno in affanno perché la squadra ha il baricentro più alto. Cresce alla distanza, ma il primo tempo è troppo horror per raggiungere la sufficienza. Un consiglio personale Max: basta giocare con le ciabatte che usi per andare in spiaggia a Rimini, poi scivoli!

Acquah 6.5: ogni partita che disputa mi ricorda sempre di più il miglior Stefano Morrone con il vantaggio genetico di un fisico a dir poco esplosivo. Per Natale il piccolo Afriyie ha chiesto una piccola cassettina degli attrezzi con cui intende mettere a punto la convergenza dei piedini. Se l’operazione riuscirà, arriveranno anche i gol e gli assist.

Marchionni 5.5: Marco, io ti voglio bene. Davvero, e sono convinto che tu sei uno di quelli che ama la maglia. Però finché continui ad arrivare nei pressi dell’area senza poi tirare io mi sento un po’ offeso e soffro internamente. Regalo di Natale consigliato: una tazza di ignoranza senza zucchero.

Parolo 6: solita partita di cuore e corsa. Il grosso problema è che Marco Parolo è stato designato dal gruppo come Babbo Natale crociato. Purtroppo quando si è trovato una palla golosissima per infilare Da Costa si è clamorosamente impappinato perché, in quel momento, è stato colto da un dubbio atroce: “porca puzzola, ma Pippo Jankovic mi ha chiesto la nuova Playstation o la nuova Xbox?“.

Biabiany 4: no, no, no. No.

Amauri 6: lotta e corre come una giovane marmotta ma non riesce ancora a sbloccarsi. Non che abbia avuto molti palloni degni di nota, il povero Ama. Il suo giocare per la squadra è sempre lodevole, anche se spesso è proprio la squadra che non lo segue. Quando tiene palla e la protegge, sono i centrocampisti che dovrebbero inserirsi e creare corridoi ma spesso questo non succede. Per Natale voleva un rigore da battere ma gli hanno regalato la solita crocera. Ingrati.

Sansone 6: parte molto in ombra e poi si sveglia quando anche i compagni decidono di farlo per raddrizzare la partita. Cerca di essere dinamico e prova sia la soluzione personale che gli scambi stretti con i compagni. Prova sufficiente, ma non punge. Per Natale non ha chiesto niente perché il bonus se l’è giocato chiedendo alla Fata Turchina di Pinocchio la doppietta contro l’Inter in trasferta. Goloso.

Palladino 6: accolto dal Ferraris con cori non trascrivibili perché siamo una magazine letto anche da persone per bene, Palladino ha inciso sulla gara con l’assist per il gol di Lucarelli e con qualche spunto positivo. A volte è troppo fumoso: anche per lui meno doppi passi e più ignoranza. Regalo consigliato per Natale: due pomeriggi di lotta nel fango con Acquah.

Leonardi 10: non parla, non rilascia dichiarazioni, non dà spunti ai giornalisti. Non si pronuncia sul suo futuro, non concede neanche mezza parola su quello di Cassano, insomma, bocca cucita e buonanotte ai suonatori. Poi però si siede in panchina, e diventa indemoniato: il quarto uomo ha passato praticamente tutto il primo tempo al suo fianco cercando di calmarlo. Lui sembrava Mazzone durante quella famosa corsa verso la curva atalantina, il tutto però concentrato sul seggiolino sul quale era seduto. Tra il primo ed il secondo tempo è stato addirittura espulso, ma se il Parma avesse messo in campo il suo agonismo nei primi 45′ minuti avrebbe chiuso in vantaggio di 5 gol. O in 7 uomini.

Buon Natale!

Gabrielo