Le Pagelle di Gabrielo: Il Pagellone del Trofeo del Centenario

Dare un valutazione a tutti i giocatori che sono scesi in campo è davvero proibitivo, servirebbero almeno altri 100 anni per riuscire a farlo. Ecco però qualche voto sparso, osservando gli appunti presi durante il match.

Lamberto Boranga 10: oltre 70 anni, Boranga è un portiere decisamente più forte di Muslera. Nel primo tempo si esibisce in una paratona plastica su un colpo di testa di Tino Asprilla. La maggior parte dei presenti in campo si sarebbe rotta l’anca, lui no. Potere del rock’n’roll. Eterno.

Fernando “Ortopedia” Couto 5.5: ha due grandissimi demeriti, non infortuna nessuno e non viene espulso. Per questi due motivi il pubblico del Tardini fatica a riconoscerlo. Sottotono!

Massimo “Formentera” Crippa 7: fisico da wedding planner texano ma ancora tanta voglia di collezionare malleoli altrui. Subisce un fallaccio da Antonio Cassano che viene puntualmente minacciato. Una rissa a Collecchio, aperta al pubblico, sarà organizzata poco prima delle feste natalizie.

Thomas “Ace Of Spades” Brolin 6: con un ottimo senso della diplomazia decide di presentarsi in jeans in panchina e al posto di giocare a calcio sfida i figli di Dino Baggio a una partita a poker. Giocatore seriale.

Faustino “Videogame” Asprilla 9: doppietta imbarazzantemente bella. Fucilata che buca le mani di pasta frolla di zio Ballotta e rigore trasformato dopo una simulazione che nemmeno il miglior Pippo Inzaghi. Per non farci mancare niente anche una capriola assistita, tre vaffa al guardalinee e tre minacce in dialetto parmigiano a Gigi Apolloni. Tino e pò e pù.

Savo “Coltello” Milosevic 7: ma alla fine era un bidone o no? Nel primo tempo incespica sulla palla due volte come un dilettante allo sbaraglio, poi si inventa un gol assurdo superando il portiere con un pallonetto di tacco. Insomma, è rimasto quello del 2000, tra partite orrende e invenzioni da manuale del calcio. Mai banale.

Dino “Gesto dei soldi” Baggio 9: a parte l’invidiabile forma, Dino Baggio per Parma è un mito, un simbolo e uno dei migliori centrocampisti passati per il ducato. Dino sempre nel cuore.

Gianfranco “Magic Box” Zola 9: ma siamo sicuri che abbia 47 anni? Corre come un ragazzino e non ha perso un grammo della sua leggendaria classe. Gustoso.

Fabio “Hotel 5 Stelle” Cannavaro 7.5: è un’icona della Juventus e a Parma non è certo qualcosa che il pubblico gradisce, ma è stato bello rivedere un campione del genere in gialloblù. Il gesto di personalizzare le scarpette da gioco è apparso sincero, così come la partecipazione all’evento. Però eri più bello col caschetto da scugnizzo, Fabio.

Alain “Mitraglia” Boghossian 8: altro che Batistuta, ecco la vera mitraglia!

Bennarivo/Di Chiara 9: “Benarrivo Di Chiara, Benarrivo Di Chiara, Benarrivo Di Chiara alèèèèèèè!!!”.

Hernan “Imperatore del Ducato” Crespo 10: Crespo è il Parma, il Parma è Crespo.

Alessandro Melli 9: ruba la palla Zoratto che la passa a Brolin (se non ci sono tornei di poker) che va sul fondo e fa il cross e Sandro Melli fa gol.

Minotti/Apolloni/Grun il muro umano 10: giocasse oggi un trio del genere, la metà degli attaccanti di Serie A sarebbero costretti a raggiungere Zlatan Muslimovic in Cina.

Massimo “Ramata” Barbuti 8: noto esperto in demolizioni di curve, nessuno potrà mai dimenticare uno dei simboli per eccellenza del Parma prima dell’ascesa nazionale e internazionale. Massimo rappresenta quei pochi e rari calciatori che prima di tutto giocano per la gente.

Bernardo “Aperitivo” Corradi 6.5: più lento del centrocampo del Real Birra Media, Bernardone è la conferma vivente che per fare gol non occorre essere dei fenomeni. Forse, però, è da fenomeni sposare la Santarelli. Bomber vero.

Simone “Campione del Mondo” Barone 7+:

Stefano “Bellissimo” Fiore SV: non ho la minima idea di cosa scrivere, grazie per essere venuto Stè.

Marco Ballotta 7: “Nella foto, di Ballotta, mi è sembrato di vedere i capelli, i capelli….”

Claudio Andrè Taffarel 7: “Taffareeeeeel, Taffareeeeeeel, paratutto, paratutto, paratutto Taffareeeel!!!”