Le Pagelle di Gabrielo: Catania-Parma 0-0

Mirante SV: Senza voto perché la consistenza dell’attacco del Catania è stata così ficcante che durante la partita è riuscito ad aggiornare tutti i suoi dispositivi a iOS 7. Sempre al passo coi tempi, Antonio.

Cassani 6: Sono molto vicino a Mattia. Ogni volta che l’azione del Parma si svolge sulla destra non riesce a non sentirsi un terzino e gli viene naturale spingere. Del resto mi pare normale, per un terzino. Sarà squalificato con l’Atalanta e vista la sosta forzata verrà chiuso dalla società in una stanza dove sarà costretto a vedere un video di Donadoni in loop che gli dice “non sei più un terzino”.

Lucarelli 7.5: Su un campo pesante dove non era possibile giocare in velocità Lucarelli ha azzerato l’handicap dei suoi 45 anni e ha preso tutto. Dalle sue parti non è passato nessuno, nemmeno la colonia di rane che hanno messo su casa nei pressi dell’area di rigore della curva sud. Sontuoso.

Felipe 6: Il suo look fiero da pornodivo anni ’70 deve in qualche modo aver dato una certa noia psicologica agli attaccanti del Catania. Prova sufficiente, senza sbavature, come direbbero i pagellisti seri delle testate di prima fascia.

Gobbi 5.5: Oggi Massimone non ci ha capito molto, bisogna ammetterlo. Il Parma ha perlopiù spinto sull’altra fascia e si è perso con l’andare dei minuti. Ad un certo punto tenta un numero in area talmente pazzesco che Messi lo ha citato a giudizio.

Biabiany 6.5: Buona la prova del francesino che ha spinto molto e ha messo qualche buon pallone in mezzo. Purtroppo il nostro amato, oltre ai capelli, possiede anche l’intelligenza tattica di Ibrahim Ba e spreca alcune occasioni in ripartenza che avrebbe potuto gestire meglio. Ad ogni modo sta crescendo finalmente.

Parolo 5.5: Evidentemente troppo emozionato per giocare con l’amico del cuore Pozzanghera, è troppo confusionario e incide poco nel gioco. Quel che fa rammaricare è che Marco è il miglior cursore che abbiamo e, chissà per quale arcana ragione, ancora non riesce a farsi vivo con convinzione in zona gol. Crederci.

Marchionni 6: Ancora schierato come regista titolare, ruba la scena al povero Valdes, cartellino giallo incluso per solidarietà. Cerca di dare un senso al gioco del Parma e ci riesce solo a tratti, soffrendo anche le poche soluzioni tattiche offerte dai compagni. Oggi era alto 112cm.

Acquah 7: Chi ha tentato di avvelenarsi con il cianuro per aver visto Acquah al posto di Gargano si deve ricredere. Afry Afry ha giocato bene, mettendo in mezzo al campo quella grinta che serve al Parma, sbagliando poco e nulla e proponendosi anche in avanti: in una occasione è stato fermato dal divino Legrottaglie, in un’altra ha gestito non benissimo un contropiede dopo una corsa di 346 chilometri.

Cassano 5: Non era la sua giornata, poco altro da aggiungere. Il campo pesante lo ha limitato e già dai primi tocchi si è capito che, oggi, Antonio non c’era. Sostituzione sacrosanta. Càricati per l’Atalanta, Antò.

Amauri 5.5: Primo tempo piuttosto allucinante, complice anche un Cassano fuori dalla partita. Nel secondo tempo beneficia della presenza di Palladino e crea qualcosa ma alla fine la partita di spallate e sberle sul coppino contro Spolli e Legrottaglie, la perde.

Obi 5: Obi ma sei matto? Oh!

Palladino 6: Campo pesante, ancora nessun infortunio. 45’ dove gioca meglio di Cassano, si fa vedere e apre il gioco del Parma rendendolo meno statico. Purtroppo quasi mai pericoloso, ma la prova è confortante. Legrottaglie a fine partita: “quando ho visto Raffaele entrare su un campo del genere, ho subito chiesto al mio socio là in alto di non farlo infortunare”. Miracolato.

Rosi 10: Entra giusto il tempo per farsi travolgere da quell’elefante gentile di Spolli con conseguenti insulti in romano da osteria. Genio.

L’arbitro 9: A fine partita era molto dispiaciuto e nel referto ha scritto: “volevo ammonire Spolli dopo 85 falli sulle caviglia ma avevo una forte contrattura alle dita e non riuscivo ad estrarre i cartellini”.

Pozzanghera 4: Malissimo. Donadoni gli da fiducia, preferendolo addirittura al bellissimo Gianni Munari. Ripaga la fiducia del mister con una prestazione indecorosa. Si parla addirittura di un suo passaggio in comproprietà al Sassuolo. Di Francesco vorrebbe metterlo sulla linea di porta, chissà che uno dei quaranta gol a partita che prendono i neroverdi si fermi su di lui.