L’AZIONARIATO POPOLARE “RADDOPPIA” – “IL PARMA SIAMO NOI” LANCIA IL SUO SITO – NASCE “TUTTIPARMA SPA”

A Parma, negli ultimi giorni, sono tutti al lavoro. Lavorano i curatori, coadiuvati da Demetrio Albertini, cercando di gestire il club, superare lo scoglio del 15 aprile e sito-ilparmasiamonoirendere la società appetibile per eventuali compratori. Lavorano i calciatori, che hanno battuto la Juventus ed ora si preparano alla sfida contro il Genoa. Non sappiamo se anche qualche possibile acquirente stia lavorando nell’ombra, cosa tra l’altro preferibile visto che in situazioni come queste l’opzione migliore è sempre quella di lavorare sotto traccia, ma di sicuro si stanno muovendo coloro che hanno lanciato la proposta di un Azionariato Popolare. Il progetto “Il Parma Siamo Noi“, che vi avevamo presentato qualche settimana fa proprio su ParmaFanzine, ha compiuto un passo in avanti, pubblicando il proprio sito internet: ilparmasiamonoi.org. Un’altra tappa verso il romantico quanto difficile traguardo che si sono preposti. All’interno della pagina web (che potete visitare cliccando su questo link), c’è la possibilità di compilare un modulo di proposta associativa, non vincolante, attraverso il quale chiunque lo voglia può comunicare quale sarebbe la cifra che sarebbe disposto a versare per partecipare attivamente al progetto.

Sempre in questi giorni è nato anche un altro progetto, TuttiParma S.p.a., che ha l’obbiettivo di costituire una società per azioni mediante Pubblica Sottoscrizione, con l’intento di realizzare un azionariato diffuso. “L’obiettivo del progetto “TuttiParma SpA” – si legge sul sito – è quello di partecipare alle fasi previste dalla legge, finalizzate all’acquisizione del “Parma Calcio Football Club SpA” , attualmente dichiarata fallita e in esercizio provvisorio , e/o comunque all’acquisizione del titolo sportivo ad essa spettante per le prossime stagioni calcistiche“. Si punta a raggiungere una quota che va da un minimo di 3 milioni di € ad un massimo di 50 milioni di €, il tutto con quote fissate a 1000€ ciascuna. Il calcolo è semplice: servono come minimo 3mila quote da 1000€.

Per prima cosa siamo andati a cercare informazioni su chi si “celasse” dietro a questo progetto. Nel documento informativo contenuto nel sito vi è il nome del sito-tuttiparmaspapromotore, ovvero Massimo De Nicola, imprenditore romano che fino al 2011 con la sua azienda, la De Nicola Entertainment, ha lavorato a stretto contatto con lo sport professionistico, sempre nel campo commerciale, sponsorship ed editoria: dai villaggi hospitality e la gestione degli sponsor nella Formula 1 ai Musei di Inter e Milan all’interno dello stadio S.Siro, lavorando anche con la Juventus, con gli Internazionali d’Italia di Tennis, e con la Fifa, per il quale è stato editore in Italia di alcuni prodotti. Insieme a lui, nel progetto TuttiParma S.p.a., c’è anche il Notaio Giovanni Floridi, lo Studio Commerciale Piccari & Associati, lo Studio dell’Avvocato Renato Negroni, oltre alle strutture You&Web e Denart.

A snocciolare il proprio curriculum vitae e la lista di coloro che sono coinvolti nell’operazione è lo stesso De Nicola, che ha spiegato a ParmaFanzine.it i dettagli della sua operazione.

Abbiamo visto che è lei il promotore dell’iniziativa TuttiParma S.p.a.. Ci spiega come è nato questo progetto e quali sono gli obbiettivi che vi siete preposti?

“La cosa fondamentale che voglio chiarire è questa: io sono un perfetto Signor Nessuno, la mia figura non ha importanza. “TuttiParma S.p.a.” è un progetto che, per come è concepito, non ha precedenti in Italia. C’è n’è solo uno in Germania, a parte i casi di Real Madrid e Barcellona. L’idea nasce da una constatazione: credo che in un momento come questo, nel calcio italiano, non c’è solo il Parma in difficoltà ma ci sono molte altre squadre che soffrono economicamente. Per questo non credo che arrivi qualcuno disposto a fare un’operazione da solo, mettendo tutti i soldi sul piatto. Ovviamente spero per i tifosi del Parma di essere smentito oggi stesso, ma credo che sia davvero difficile. E’ invece più semplice che, con il coinvolgimento di più persone, si possa invece creare un gruppo che riesca a gestirsi da solo, con la nomina del Presidente, e che gestisca l’attività in modo sano, senza i disastri che abbiamo già visto. Abbiamo studiato la modalità burocratica e legislativa affinchè il progetto si possa attuare. Noi abbiamo un’interlocutore preciso, ovvero i curatori ed il Tribunale, e non si può prescindere da questo. Bisogna assolutamente parlare con loro, e non si può farlo senza una struttura adeguata. Per questo abbiamo scelto questa strada, che sappiamo non essere facile: bisogna andare da un notaio, firmare il modulo, autenticarlo e se poi si raggiunge il capitale minimo si costituisce la società per poi parlare con gli interlocutori in questione”.

La cosa che ci ha colpito è la cifra che avete scelto per ogni quota: 1000€. E’ un progetto rivolto alla categoria imprenditoriale? La quota potrebbe essere eccessiva se vi è la volontà di coinvolgere anche i tifosi, non crede?

“Noi abbiamo fatto una riflessione: inizialmente volevamo fissare la quota a 100€. Poi però abbiamo pensato che sarebbero serviti 30mila sottoscrittori, ed un assemblea con 30mila persone, tanto per fare un esempio, sarebbe davvero difficile da gestire. Per questo l’idea è che se un gruppo di tifosi vuole comprare un azione, si riuniscono in dieci, mettono 100€ a testa ed eleggono un loro rappresentante. Così quando poi ci sarà un’assemblea pubblica che dovrà nominare un CdA, i tifosi sarebbero rappresentati. Quindi il nostro progetto non è rivolto ad imprenditori o gente facoltosa, perchè è vero che 1000€ sono una cifra importante, ma in gruppo diventa più accessibile. Fino all’ultimo abbiamo valutato l’ipotesi di fissarla a 100€, lo ripeto, ma gestire tutto sarebbe stato davvero complicato. Abbiamo anche delineato una serie di proposte, ma ora tutto ciò è davvero prematuro. Vogliamo essere seri, e a Parma i tifosi ne hanno già viste di cotte e di crude. Questa mattina ho chiesto via mail un incontro con il Sindaco, vogliamo presentargli il nostro progetto e portarlo avanti con serietà”.

Ha attirato la nostra attenzione anche il limite temporale che avete fissato: ci sono tre mesi di tempo per raggiungere i 3 milioni di euro, che è l’obbiettivo da raggiungere per poi costituire la società. Il 31 maggio, però, i curatori termineranno il loro lavoro (15 aprile ed esercizio provvisorio permettendo…), e quindi quando scadrà il limite sarà tardi per le aste fallimentari e l’interlocutore sarà il Sindaco, non più i curatori.

“E’ vero, l’iter che lei ha appena descritto è giustissimo, ma per noi questo discorso è prematuro, è una fase successiva. Io penso che nell’arco di un mese avremo già delle indicazioni, perchè la fase più difficile è quella attuale. La gente, se sposerà il nostro progetto, deve fare una serie di azioni che non sono proprio così immediate: andare su un sito, scaricare un modulo, compilarlo, andare dal notaio, autenticare la firma, scannerizzarlo e poi inviarlo. Il tutto vincendo la diffidenza. Sappiamo che non è una cosa da poco, ma è anche l’unica via percorribile per un progetto di questo tipo. Non c’è strada diversa, chiunque dica che si possa fare una cosa del genere in un modo diverso sta raccontando un qualcosa che non corrisponde al vero, con il massimo rispetto per tutti. Legalmente parlando non c’è altra soluzione. Noi prima di partire definitivamente con questo progetto abbiamo studiato a fondo tutte le procedure. Per organizzare il tutto, analizzando ogni particolare, ci abbiamo messo due mesi”.

Ha saputo che alcuni tifosi del Parma hanno già lanciato un’iniziativa di un Azionariato Popolare?

“Si, ho letto e studiato il loro progetto. Mi auguro che possano essere disponibili ad un eventuale incontro, anche perchè fare gruppo ed unire le forze potrebbe essere fondamentale. L’interesse è lo stesso, l’obbiettivo è unico: quello di riuscire a salvare il Parma”.